Salute e prevenzione: Umbria capofila nei controlli idrici

Salute e prevenzione: Umbria capofila nei controlli idrici

Peltristo: Sicurezza idrica, battaglia iniziata con l’amianto”

Perugia, 1 novembre 2025 – L’Umbria, oggi un faro nazionale nella tutela delle acque destinate al consumo umano grazie alla firma del protocollo per il monitoraggio dei PFAS, composti chimici dagli effetti nocivi sulla salute, come riporta il comunicato dell’Ufficio Stampa del Comune di Perugia. “L’Umbria è la prima Regione in Italia ad avviare verifiche sistematiche sui PFAS,” sottolinea con orgoglio Augusto Peltristo, capogruppo di Fare Perugia – Forza Italia. Tuttavia, questa attenzione non nasce oggi ma affonda le sue radici negli anni addietro, quando la sensibilità verso la purezza dell’acqua e la salute collettiva iniziò a divenire priorità assoluta per tanti amministratori locali.

Era il 2018 quando Peltristo, allora capogruppo della lista Civica Piegaro, iniziava una intensa battaglia nell’interesse dei cittadini, chiedendo con fermezza controlli sulla possibile presenza di fibre di amianto nelle tubature che trasportano acqua potabile. Domande puntuali rivolte agli enti gestori e alle autorità sanitarie sui materiali utilizzati nelle reti, la localizzazione delle condotte in cemento-amianto, la frequenza dei controlli e l’esistenza di eventuali piani di bonifica. Così si componeva il mosaico di una lotta fatta di pazienza, ricerca di risposte e coinvolgimento delle autorità competenti.

Negli anni successivi, coinvolgendo i Dipartimenti di Prevenzione e i gestori idrici come Umbra Acque, VUS e SII, è stata avviata la mappatura delle aree regionali più esposte alla presenza di amianto. Nel 2020, la pressione civica e istituzionale ha portato all’attivazione di un protocollo tra Usl Umbria 1 e Umbra Acque, con ben 50 punti di prelievo per l’analisi puntuale delle fibre.
Peltristo, paladino di questa battaglia silenziosa ma implacabile, ha continuato a chiedere che i controlli venissero estesi all’intero territorio regionale, sottoponendo regolarmente le autorità a richieste di dati e relazioni tecniche. Un impegno che, passo dopo passo, ha visto chilometri di vecchie tubature sostituite e migliorato concretamente lo standard qualitativo della rete idrica umbra.

Il rappresentante di Fare Perugia – Forza Italia ribadisce che l’amianto rimane il più temibile agente cancerogeno, responsabile di patologie gravi come il mesotelioma non solo per inalazione, ma recenti studi indagano anche i rischi dell’ingestione attraverso l’acqua. “Non esiste valore limite sicuro per le fibre di amianto – evidenzia Peltristo – l’obiettivo deve essere azzerare la loro presenza nelle acque potabili, senza concessioni”.

La battaglia odierna contro i PFAS si inserisce così in un solco già tracciato da anni, dove perseveranza, dialogo tra istituzioni e vigilanza costante sono garanzia di una politica idrica sempre più sicura. “Solo un piano di bonifica strutturale può trasformare davvero la qualità della vita dei cittadini umbri, rendendo l’acqua di rubinetto persino più sicura di quella in bottiglia,” conclude Peltristo con determinazione.

Oggi, mentre l’Umbria viene riconosciuta come territorio d’avanguardia, si celebra non una vittoria individuale, ma una conquista collettiva fatta di pragmatismo, trasparenza e ostinato rispetto per la salute pubblica.

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