Studenti e cittadini chiedono rispetto della Costituzione
Migliaia di cittadini e studenti umbri hanno preso parte oggi a manifestazioni in diverse città della regione per esprimere dissenso rispetto all’attacco militare alla Global Sumud Flotilla e in sostegno della popolazione palestinese. La mobilitazione, organizzata da alcune sigle sindacali e riportata dalla fonte del comunicato ufficiale, ha visto la partecipazione di circa 5 mila persone a Perugia e 2 mila a Terni, con presenze significative anche a Foligno e Spoleto.
A Perugia, il corteo è partito da piazza dei Partigiani per dirigersi attraverso corso Vannucci fino a piazza IV Novembre, davanti al Palazzo dei Priori, sede del Comune, e successivamente verso Piazza Grimana, davanti all’Università per Stranieri. Il percorso ha proseguito fino alla stazione ferroviaria di Fontivegge, dove i manifestanti hanno temporaneamente bloccato i binari, causando rallentamenti al traffico. La fonte del comunicato sottolinea come l’azione sia stata pacifica ma decisa, coinvolgendo studenti, lavoratori e cittadini comuni, tutti motivati a richiamare l’attenzione sulla situazione di emergenza a Gaza e sul rispetto dei principi sanciti dalla Costituzione italiana.
Anche a Terni la partecipazione è stata consistente: circa 2 mila persone si sono radunate in piazza Buozzi prima di unirsi in un corteo verso la stazione ferroviaria. L’adesione allo sciopero è stata particolarmente sentita negli stabilimenti industriali, con fermo temporaneo dell’area freddo, del reparto Acc e del treno a caldo dell’acciaieria più grande della città. Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal Prefetto, permettendo di coordinare il percorso e garantire la sicurezza della protesta.
A Foligno e Spoleto centinaia di studenti hanno partecipato attivamente, portando striscioni e bandiere della Palestina. Alcune scuole, come lo Scientifico “Alessandra Volta” di Spoleto, hanno chiuso temporaneamente a causa dell’adesione del personale Ata allo sciopero, evidenziando la forte partecipazione della comunità scolastica alla mobilitazione. La fonte del comunicato evidenzia come la flottiglia non avesse solo finalità umanitarie ma anche politiche, sfidando un embargo che limita la fornitura di beni essenziali alla popolazione palestinese, e come l’attacco israeliano in acque internazionali costituisca una violazione del diritto internazionale.
Durante le manifestazioni, i rappresentanti sindacali hanno ricordato la necessità di rivedere le priorità degli investimenti governativi, sottolineando il continuo sostegno agli armamenti a scapito di scuola, sanità e trasporti. Secondo quanto riportato dalla Cgil, lo sciopero è stato proclamato per difendere la flottiglia, i valori costituzionali e il diritto internazionale. “Blocchiamo tutto, come dicevano i compagni di Genova, e sarà anche oggi qui a Perugia questa l’iniziativa che la piazza vuole e che la piazza porterà avanti”, si legge nel comunicato ufficiale.
Le manifestazioni umbre si inseriscono in un contesto nazionale più ampio, con iniziative analoghe in altre città italiane. A Orvieto circa 500 persone hanno partecipato a un presidio vicino al casello dell’Autosole, spostandosi successivamente verso la stazione ferroviaria, concludendo la protesta in modo pacifico e senza rischi.
I cortei umbri hanno voluto ribadire l’importanza di dare voce ai principi sanciti dalla Costituzione italiana, a tutela della pace e della solidarietà internazionale. La presenza di numerosi studenti ha testimoniato un crescente impegno civico giovanile, pronto a mobilitarsi contro qualsiasi violazione dei diritti umani. La fonte del comunicato sottolinea che la flottiglia operava esclusivamente in acque internazionali e che l’attacco costituisce un atto illegittimo verso cittadini inermi, tra cui lavoratori italiani, volontari e studentesse.
La giornata conferma il ruolo centrale della società civile nella difesa dei diritti fondamentali e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Migliaia di persone hanno dimostrato con la loro presenza la volontà di non rimanere passive, sottolineando l’importanza della mobilitazione sociale e della partecipazione degli studenti nella tutela dei valori costituzionali. L’iniziativa, come riportato dalla Cgil e dalle altre sigle promotrici, continuerà a richiamare attenzione e solidarietà verso Gaza e le popolazioni colpite dalla crisi umanitaria.
La manifestazione ha evidenziato come studenti, lavoratori e cittadini possano contribuire concretamente alla difesa dei diritti umani e alla promozione della solidarietà internazionale. La partecipazione massiccia a Perugia, Terni, Foligno, Spoleto e Orvieto testimonia che la società civile umbra non resta indifferente di fronte agli eventi globali e rivendica con determinazione il rispetto della Costituzione, dei principi di pace e della legalità internazionale.

quindi la Costituzione italiana avrebbe applicazione in medio oriente???
E’ stato grazie alla Diplomazia, cioè ai rapporti diplomatici tra Italia e Israele, se non c’è stato alcun incidente. Altrimenti, non è da escludere che sarebbe potuto accadere quello che avvenne nel 2010 quando la Mavi Marmara fu abbordata dall’esercito israeliano e morirono ben 9 cittadini turchi. Invece di fare la guerra al Governo Italiano dovrebbero ringraziare la Diplomazia Italiana se non ci sono stati incidenti di alcun tipo. Ma i Landini & Company sanno solo protestare, organizzare manifestazioni ormai quasi quotidiane e poi asserire che in Italia non c’è democrazia. Eventualmente ce n’è anche troppa dal momento che c’è la libertà perfino di incitare alla “rivolta sociale”, cosa estremamente grave.