Gioco online e ludopatia, quando è necessario fermarsi!

Consigli utili e percorsi di recupero dalla dipendenza

di Morena Zingales
Il gioco d’azzardo, soprattutto in rete, è diventato una forma di intrattenimento diffusa e accessibile a chiunque. Poker, casinò virtuali, slot machine digitali, gratta e vinci online, lotterie istantanee o ad estrazione, bingo, giochi di carte e scommesse sportive rappresentano un’offerta variegata e accattivante. La facilità di accesso e l’uso di carte di credito o prepagate possono portare rapidamente a perdere il controllo sulle spese, con il rischio di trasformare il passatempo in una dipendenza.

Il primo passo per una pratica sicura è stabilire limiti chiari. Quando le somme investite superano le vincite, non bisogna inseguire nuove puntate per recuperare le perdite. Allo stesso modo, dopo un guadagno, è opportuno fermarsi e incassare senza farsi trascinare dall’avidità. Tra le misure utili vi è l’iscrizione esclusiva a piattaforme riconosciute dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, le uniche che garantiscono sistemi di tutela, tra cui l’opzione di autoesclusione temporanea o permanente dal gioco. Tale strumento consente di sospendere l’attività per 30, 60, 90 giorni o anche in modo definitivo, aiutando a interrompere eventuali comportamenti compulsivi. È fondamentale, durante questi periodi, non spostare la propria attività su siti privi di licenza o nelle sale fisiche, ma dedicarsi ad attività alternative.

Un approfondimento sul tema lo fa giocoresponsabile.info che evidenzia come la consapevolezza sia il primo argine contro il rischio di dipendenza. Le campagne di sensibilizzazione insistono sulla necessità di fermarsi al momento giusto e di non considerare il gioco come una via di guadagno.

Per comprendere la portata della ludopatia, giocoresponsabile.info raccoglie anche testimonianze dirette di chi ha vissuto la dipendenza.

Una donna racconta di aver iniziato con un gioco innocuo sul computer del figlio, per poi cadere nelle slot del bar sotto casa, spendendo soldi in maniera incontrollata fino a percepire di perdere sé stessa. Mattia, 24 anni, descrive l’inizio con il poker online, l’euforia delle prime vincite, fino a ritrovarsi coinvolto in pressioni esterne e rovesci economici. Alberto, 32 anni, racconta la trasformazione del gioco tra amici in ossessione per le scommesse sportive, fino a conseguenze legali e sociali drammatiche. Tutte le esperienze mostrano come il gioco possa inizialmente sembrare innocuo, per diventare progressivamente distruttivo e richiedere intervento e sostegno professionale.

La ludopatia è una vera e propria patologia riconosciuta, in grado di compromettere non solo l’equilibrio economico, ma anche quello psicologico e fisico del soggetto e della sua famiglia.

Il giocatore compulsivo tende a inseguire la speranza di recuperare denaro perso, ignorando le conseguenze. Con il tempo, la condizione si aggrava e il disturbo può compromettere relazioni, lavoro e salute. Spesso, chi soffre di questa dipendenza non ammette la gravità del problema, convinto di avere il pieno controllo della situazione.

Il ruolo delle persone vicine diventa dunque cruciale. Non bisogna isolare il soggetto, ma supportarlo affinché sposti l’attenzione su attività diverse dal gioco. Tuttavia, il contributo della famiglia e degli amici ha dei limiti: per affrontare la dipendenza è necessario il coinvolgimento di professionisti, psicologi e centri specializzati.

Riconoscere i segnali della ludopatia è essenziale per intervenire in tempo. Chi è affetto mostra spesso ricerca di emozioni immediate, propensione al rischio, necessità costante di giocare, irritabilità quando non può farlo, tendenza a mentire sull’entità delle perdite ed eventuali richieste di denaro a parenti e amici. Non raramente, la dipendenza dal gioco si accompagna ad altre problematiche, come abuso di alcol, fumo, sostanze, ansia o depressione.

Il sostegno deve partire da un dialogo aperto, evitando atteggiamenti accusatori che rischiano di peggiorare la situazione. È importante non alimentare il problema con prestiti di denaro, ma favorire il riavvicinamento del soggetto a una vita equilibrata. La famiglia può giocare un ruolo di incoraggiamento, ma è fondamentale che si rivolga a specialisti in grado di gestire il percorso terapeutico.

Il percorso di guarigione dalla ludopatia è complesso ma possibile. Gli esperti indicano che il sostegno di familiari e amici è essenziale, così come l’avvio di una terapia psicologica o psichiatrica. Nei casi più avanzati, risultano determinanti i programmi intensivi nei centri specializzati. Il tempo necessario varia a seconda della gravità: i primi miglioramenti possono emergere dopo tre mesi, ma per ridurre significativamente il rischio di ricadute occorrono almeno quattro anni di continuità, durante i quali è necessario mantenere alta l’attenzione ed evitare qualsiasi contatto con il gioco.

Il percorso di recupero presenta molte analogie con quello di altre dipendenze, come l’alcolismo o il tabagismo: un singolo passo falso può compromettere mesi o anni di progressi. Per questo motivo, la consapevolezza, l’autodisciplina e il sostegno professionale diventano fondamentali.

Il gioco d’azzardo, se praticato con responsabilità, può rimanere un semplice passatempo. Ma quando oltrepassa la soglia del controllo, diventa una malattia che richiede cure mirate, pazienza e un impegno costante. Prevenzione, informazione e intervento tempestivo sono le armi più efficaci per proteggere il giocatore e la sua famiglia dalle conseguenze di una dipendenza capace di stravolgere intere esistenze.

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