Il mito templare: storia, leggenda e patrimonio europeo
di RitaPaltracca
Il mito dei templari ha da sempre esercitato un grande fascino. La loro storia si intreccia a racconti leggendari, talvolta fantasiosi, popolati di cavalieri in armi, croci, spade, battaglie epiche in Terrasanta, morti eroiche e missioni salvifiche. Un mondo passato che continua ad alimentare l’immaginario collettivo, specchio di un mito ancora vivo, tanto per gli studiosi quanto per i curiosi della storia medievale.
A dispetto di quello che si dice, la storia racconta sempre una verità, ma solo quando sono le fonti storiche e documentarie a parlarne. Anche il mito templare, come altri grandi temi del passato, va dunque trattato con rigore, rimanendo fedeli alle fonti di cui si dispone, altrimenti, il rischio è quello di passare dalla verità storica alla fantasia.
Ieri, domenica 14 settembre 2025, nella splendida cornice del Salone della biblioteca quattrocentesca “G. Cecchini” presso l’Archivio di Stato di Perugia, si è svolto l’incontro dal titolo “Abbazia di Maubuisson. 14 settembre 1307. L’antefatto dell’arresto dei Templari nel regno di Francia”. L’argomento prescelto ha consentito di rendere omaggio alla storica americana Elizabeth A. R. Brown, una delle più importanti studiose del regno di Francia al tempo di Filippo il Bello e delle vicende templari. L’iniziativa fa parte della rassegna “Il Medioevo infinito dei Templari” e, nello specifico, del ciclo di eventi culturali promossi dall’Archivio di Stato di Perugia, con il patrocinio della John Cabot University di Roma, del Comune di Perugia, della Deputazione di storia patria per l’Umbria e della Fondazione Ranieri di Sorbello.
L’incontro è stato aperto dalla Direttrice dell’Archivio di Stato, dott.ssa Cinzia Rutili. Dopodiché ha preso la parola la dott.ssa Paola Monacchia, Vice Presidente della Deputazione di storia patria per l’Umbria nonché moderatrice dell’incontro, che ha introdotto le due relatrici, Lila Yawn e Sonia Merli, rispettivamente studiose di storia dell’arte medievale e storia medievale.
Il primo intervento è stato di Lila Yawn, docente alla John Cabot University. Per inciso, è stata proprio lei a studiare di recente nei minimi particolari il messale d’Acri, un prezioso manoscritto miniato del XIII secolo conservato presso il Museo del Capitolo di Perugia. Il messale è un volume in pergamena costituito di 454 carte, è decorato con sei miniature di altissima qualità ed è provvisto di un calendario liturgico e di annotazioni che collegano il codice alla città di Acri in Terra Santa. L’ipotesi più accreditata è quella secondo cui il manoscritto possa aver fatto parte del patrimonio librario dei canonici del Santo Sepolcro prima di arrivare a Perugia.
Nel suo intervento inaugurale, Lila Yawn ha condiviso ricordi personali grazie alla sua amicizia di lunga data con Elizabeth A. R. Brown, recentemente scomparsa, alla quale con questa giornata si è voluto rendere omaggio. La medievista americana è nota in particolare per i suoi studi sulla monarchia francese e su quel controverso personaggio che fu Guillaume de Nogaret, il potente legista del re Filippo IV il Bello, figura centrale nella fase finale della storia dell’Ordine del Tempio e al tempo ancora sotto scomunica per il famoso “schiaffo di Anagni” inflitto a papa Bonifacio VIII il 7 settembre 1303.
A seguire l’intervento della medievista Sonia Merli, ricercatrice a contratto dell’École Française de Rome, che, attraverso l’illustrazione delle fonti, ha portato il pubblico alla scoperta delle reali cause che hanno portato alla tragica fine dell’Ordine del Tempio. Come prima cosa, ha posto l’accento su una data simbolica e decisiva: il 14 settembre 1307. Fu infatti questo il giorno in cui, presso l’Abbazia Reale di Maubuisson, furono redatte le disposizioni che portarono, meno di un mese dopo, al clamoroso arresto dei Templari in tutta la Francia, ordinato da Filippo il Bello.
L’esposizione si è aperta con la visione del video “Les Rois maudits” (I re maledetti – edizione 2005), la cui sceneggiatura è stata tratta dai 7 romanzi storici di Maurice Druon (1955-1977), nei quali si narrano intrighi e cospirazioni che hanno interessato la monarchia francese nei primi decenni del XIV secolo, poi culminati nella Guerra dei Cent’Anni. Un’opera di grande successo che ha ispirato anche George R.R. Martin, autore della celebre saga “Il Trono di Spade”.
Nel video si intuisce il ruolo di Filippo il Bello, re di Francia, che scelse proprio Maubuisson come luogo appartato e strategico per preparare l’azione finale contro l’Ordine del Tempio. In quel contesto, accanto a lui era Guillaume de Nogaret, a capo della macchina giuridica e logistica che avrebbe abbattuto i Templari, oltre ad abili cancellieri esperti nell’arte della retorica che facevano parte degli uomini di fiducia del re. La scelta della data non fu casuale: il 14 settembre cade infatti la Festa dell’Esaltazione della Vera Croce, episodio splendidamente narrato da Piero della Francesca ad Arezzo, nella basilica di San Francesco. Si tratta di una celebrazione religiosa molto cara ai sovrani francesi, che possedevano un frammento della croce sulla quale fu crocifisso Gesù Cristo.
Le vicende che inesorabilmente si susseguirono, vedono tra l’altro protagonista anche la nostra città, spesso scelta nel corso del Duecento dai pontefici come residenza papale in alternativa a Roma. Il 7 giugno 1304, infatti, Benedetto XI scomunicò Guillaume de Nogaret per l’oltraggio a Bonifacio VIII e lo invitò a presentarsi al cospetto del papa. Dopo quanto disposto a Maubuisson, il 13 ottobre 1307 viene data esecuzione all’ordine di Filippo il Bello, che portò all’arresto simultaneo di tutti i templari in Francia e al gran maestro Jacques de Molay. Tutto ciò è dettagliatamente documentato nel “Vidimus” del balivo di Reims, copia fedele e autenticata di quanto era contenuto nel mandato di arresto. Il prologo, destinato a un pubblico alto, è scritto in latino e retoricamente concepito per suscitare la massima riprovazione contro i templari. Le istruzioni per i commissari furono invece scritte in lingua francese e contenevano dettagliate indicazioni sulla procedura da seguire una volta che i templari fossero stati arrestati: tenere isolati i membri più importanti dell’Ordine, raccogliere le loro confessioni, se necessario anche con la tortura, produrre inventari ufficiali dei loro beni, trasmettere con la massima urgenza rapporti dettagliati al re. Dopodiché si indicavano i capi di imputazione sulla base dei quali si sarebbero dovuti tenere gli interrogatori. I crimini in questione erano tre: eresia, idolatria e sodomia.
Fu così che, all’alba del 13 ottobre, un contingente di guardie reali, guidato da Nogaret, bussò alle porte dell’Enclos du Temple di Parigi e procedette all’arresto di tutti i templari in quel momento presenti, compreso il gran maestro Jacques de Molay. Le fonti ci mostrano che da tutto ciò derivò un vero e proprio processo politico, fondato su un impianto accusatorio costruito a tavolino dal re di Francia e dai suoi legisti, che colse di sorpresa papa Clemente V.
Il seguito delle drammatiche vicende che hanno portato alla fine della Milizia del Tempio sarà raccontato, sempre da Sonia Merli, il prossimo 13 ottobre, sempre all’Archivio di Stato di Perugia. Ancora una volta una data non casuale, elevata a simbolo di persecuzione politica e religiosa, capace di alimentare per secoli il mito templare, ma che da quest’anno intende assumere una valenza europea anche dal punto di vista storico-artistico e culturale.
La Route Européenne du patrimoine templier ha infatti deciso di istituire la prima “Giornata europea del patrimonio templare”, che consentirà di visitare e di meglio conoscere la storia di decine di precettorie templari disseminate in tutta Europa. Nel caso di Perugia, al centro dell’attenzione sarà il complesso monumentale templare di San Bevignate, di cui, oltre alla chiesa, sarà eccezionalmente visitabile anche la parte privata.






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