A Nocera Umbra, si è svolto l’omaggio al giornalismo che educa
NOCERA UMBRA (12 settembre 2025) – Un momento denso di emozione e memoria ha attraversato la Pinacoteca comunale di Nocera Umbra durante la cerimonia di consegna della nona edizione del Premio Giornalistico “Angelo Marinangeli”, dedicato alla figura indimenticata di uno dei grandi maestri del giornalismo umbro. A ricevere il riconoscimento per le categorie nazionale e regionale, rispettivamente, sono stati il celebre giornalista sportivo Paolo Condò e la giovane cronista Ludovica Cacciamani.
Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità e studenti delle scuole superiori del territorio, a testimoniare quanto il ricordo di Marinangeli continui a vivere non solo nella memoria dei colleghi, ma anche nell’immaginario delle nuove generazioni che si affacciano al mondo dell’informazione.
Presenti in sala, tra gli altri, il vicesindaco Alberto Scattolini, la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi e il presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria Luca Benedetti, oltre a numerosi studenti del Liceo delle Scienze Umane e dell’ITI dell’Istituto “Don Gino Sigismondi”, accompagnati dal dirigente scolastico Leano Garofoletti.
A portare il saluto della famiglia Marinangeli è stato il figlio Giovanni, visibilmente commosso. Proprio Benedetti ha tracciato un profilo del giornalista scomparso, ricordandolo come «un professionista generoso, impegnato nella tutela della categoria, ma sempre attento a restituire alla sua terra, l’Umbria, tutto ciò che aveva imparato».
Parole di profonda riflessione sono arrivate anche da Sarah Bistocchi, che ha sottolineato il valore formativo e democratico del giornalismo, in particolar modo in relazione alle giovani generazioni: «Angelo ha unito in sé due vocazioni fondamentali: quella dell’insegnante e quella del giornalista. Due ruoli che, pur distinti, sono entrambi centrali per la crescita di una comunità e per la costruzione di una cittadinanza consapevole».
Visibilmente emozionata Ludovica Cacciamani, giovane giornalista premiata per la categoria regionale, ha raccontato il suo percorso con sincerità: «Non avrei mai immaginato di arrivare fin qui, eppure questa professione, che ho scelto quasi per scommessa, mi ha insegnato il valore della passione e della determinazione. È fondamentale però che ci siano editori solidi, disposti a credere e a investire sui giovani».
A chiudere la cerimonia, il racconto di Paolo Condò, penna storica del “Corriere della Sera” e volto noto di Sky Sport, unico giornalista italiano votante per il Pallone d’Oro. Il suo intervento è stato un invito al coraggio, al sacrificio e all’amore per la verità: «Questa è una professione che richiede impegno costante, ma che sa anche ripagare con grandi soddisfazioni. Marinangeli – ha detto Condò – è stato come un allenatore: allenava i giovani colleghi, li spronava, li formava. Non si limitava a raccontare la realtà, contribuiva a costruirla».
L’intera mattinata è stata un’occasione preziosa per riflettere sul ruolo del giornalismo come presidio di democrazia, ma anche come palestra di vita. E nel ricordo di Angelo Marinangeli, il messaggio più forte è stato quello della trasmissione del sapere, dell’attenzione ai giovani, e dell’importanza di costruire comunità attraverso parole responsabili.

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