Mauro Bigi colpito da malore in acqua, inutili i soccorsi
Avvocato perugino – Colpito da un malore improvviso durante un bagno in mare, è morto l’avvocato Mauro Bigi, 66 anni, originario di Perugia. La tragedia si è verificata nella tarda mattinata di ieri lungo la spiaggia di Levante a Caorle, in un tratto vicino alla chiesa della Madonna dell’Angelo, luogo molto frequentato da residenti e turisti. L’uomo, che stava trascorrendo un periodo di vacanza in Veneto insieme alla moglie, si è accasciato all’improvviso mentre si trovava in acqua.
I bagnini di salvataggio hanno notato – come scrive Marco Corazza su Il Messaggero – subito la difficoltà e sono intervenuti rapidamente, trascinandolo a riva e iniziando le manovre di rianimazione. Contestualmente è stato attivato il 118, che ha inviato sul posto un’ambulanza medicalizzata. Dalla base di Treviso è decollato anche l’elicottero sanitario Leone 1, che ha calato con il verricello medici e infermieri per affiancare i soccorritori già presenti.
Le procedure di rianimazione cardiopolmonare sono proseguite senza sosta per oltre mezz’ora, con bagnini, operatori del 118 e personale dell’elisoccorso impegnati in turni serrati di massaggio cardiaco e ventilazione. Nonostante gli sforzi e la tempestività dei soccorsi, per Bigi non c’è stato nulla da fare. Dopo circa trenta minuti di tentativi, i sanitari hanno constatato il decesso.
Sul luogo sono giunti anche i carabinieri di Caorle, che hanno seguito le formalità di legge per l’identificazione e l’informativa all’autorità giudiziaria. La salma è stata trasferita al cimitero della cittadina veneta, in attesa degli accertamenti disposti dal magistrato di turno, che ha ordinato un esame autoptico. A Caorle è quindi arrivato il medico legale Antonello Cirnelli, incaricato delle verifiche sul corpo.
Il decesso dell’avvocato perugino ha scosso profondamente la comunità umbra. Mauro Bigi, nato a Perugia il 1° luglio 1959, era molto stimato per la sua professionalità. Carlo Orlando, presidente dell’Ordine degli avvocati di Perugia, ha espresso dolore per la scomparsa, ricordandolo come un uomo di valore e un professionista preparato, punto di riferimento per tanti giovani colleghi che avevano iniziato la carriera nel suo studio.
Bigi era inoltre molto legato alla comunità parrocchiale di Pila, dove partecipava attivamente alla vita della corale San Giovanni Battista, di cui faceva parte con entusiasmo. Il parroco don Matteo Rubechini, informato della tragedia da un amico di famiglia, ha raccontato lo smarrimento e il dolore dei fedeli per la notizia, che si è diffusa rapidamente nel pomeriggio lasciando attoniti amici e conoscenti.
Il cordoglio ha attraversato non solo l’ambiente forense, ma anche la realtà associativa e religiosa frequentata da Bigi. In molti hanno ricordato la sua disponibilità, il carattere sereno e l’impegno profuso sia nel lavoro sia nelle attività comunitarie.
L’avvocato lascia la moglie e due figli. I funerali si terranno a Pila, suo paese d’origine, dove l’intera comunità si sta preparando a rendergli l’ultimo saluto. Sarà un momento di raccoglimento e dolore per familiari, amici, colleghi e parrocchiani che lo hanno conosciuto da vicino.
Il magistrato incaricato, dopo l’autopsia, darà il nulla osta per la restituzione della salma alla famiglia. Intanto la camera ardente è stata predisposta a Caorle, dove la salma rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La morte improvvisa di Mauro Bigi rappresenta una perdita profonda per l’avvocatura perugina e per quanti lo hanno conosciuto nel corso della sua carriera e della sua vita personale. L’uomo era considerato un professionista serio e al tempo stesso un punto di riferimento umano, capace di trasmettere sicurezza e fiducia.
Nella comunità umbra, la notizia si è diffusa con grande rapidità, suscitando sconcerto. A Pila in particolare, dove Bigi era conosciuto da tutti, il dolore è palpabile. La sua voce nella corale parrocchiale e la sua presenza attiva negli eventi locali resteranno un ricordo vivo per la comunità.
Gli inquirenti hanno avviato i passaggi necessari per concludere gli accertamenti medici, ma le prime ricostruzioni parlano di un arresto cardiaco come causa più probabile del decesso. Nulla, tuttavia, ha potuto arginare la gravità di un malore così repentino e devastante.
La vicenda si è consumata in una località molto frequentata dai turisti, davanti a numerosi bagnanti che hanno assistito alle operazioni di soccorso. Un dramma che ha segnato non solo la famiglia della vittima, ma anche la cittadina veneta, scossa dalla fatalità con cui una giornata di vacanza si è trasformata in tragedia.

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