Addio a Lucio Ubertini, pioniere dell’idraulica italiana

Addio a Lucio Ubertini, pioniere dell’idraulica italiana

Cordoglio accademico per la morte dello scienziato a 83 anni

È morto a 83 anni Lucio Ubertini, figura di spicco dell’ingegneria idraulica e tra i massimi studiosi italiani nella gestione delle risorse idriche. Professore ordinario alla Sapienza di Roma, aveva fondato il centro H2CU, promotore di relazioni internazionali nel campo della formazione accademica. Il mondo scientifico e istituzionale ha espresso unanime cordoglio per la scomparsa del docente, il cui nome è legato anche all’Università di Perugia, dove ha insegnato e contribuito allo sviluppo del polo accademico.

Alla guida dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR per trent’anni, Ubertini ha affermato il proprio ruolo di riferimento nel settore ambientale. È stato inoltre fondatore del centro WARREDOC, realtà d’eccellenza sul fronte della documentazione e della ricerca idrica, oggi riconosciuto a livello globale. Il suo contributo si è esteso anche alla Protezione Civile, supportata con competenze scientifiche nella prevenzione dei disastri naturali e nella riduzione del rischio idrogeologico.

Originario di Viterbo e laureato in ingegneria meccanica alla Sapienza, Ubertini ha iniziato il suo percorso accademico a Perugia negli anni Sessanta, ottenendo la cattedra di professore ordinario nel 1981 presso la facoltà di Agraria, per poi proseguire alla facoltà di Ingegneria. Oltre agli incarichi nazionali, ha ricoperto ruoli di rilievo come presidente della sezione italiana dell’International Commission on Irrigation and Drainage e responsabile della Cattedra UNESCO “Water Resources Management and Culture”.

Numerose le collaborazioni con enti globali: Ubertini ha fatto parte del comitato scientifico del World Water Assessment Programme dell’UNESCO, è stato membro dell’Accademia Internazionale dell’Acqua di Oslo, dell’Accademia dei Georgofili e dell’Accademia Scientiarum et Artium Europea di Salisburgo. Ha inoltre rappresentato l’Italia in eventi ufficiali delle Nazioni Unite e del Consiglio Intergovernativo UNESCO.

Il Comune di Perugia ha espresso cordoglio con la sindaca Vittoria Ferdinandi, sottolineando il ruolo decisivo del professore nel promuovere la sede perugina del programma UNESCO sull’acqua. Merito suo anche il riconoscimento, nel 2024, dell’acquedotto medievale di Monte Pacciano tra le opere idrauliche inserite nel patrimonio mondiale. A febbraio, durante un convegno celebrativo, Ubertini aveva partecipato con un contributo online, offrendo ancora una volta un’analisi tecnica apprezzata da istituzioni e studiosi.

Nel messaggio della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, viene ricordato come un “luminare stimato a livello internazionale”, capace di lasciare un’eredità scientifica e umana duratura. Alla sua attività di docente si affianca un’intensa produzione scientifica, con articoli e volumi su temi idrologici, ambientali e ingegneristici, pubblicati in sedi accademiche italiane ed estere. Ubertini ha svolto periodi di insegnamento anche presso il MIT, la Princeton University, l’Indian Institute of Technology e l’Universidade de São Paulo, confermando il respiro globale della sua ricerca.

È stato presidente del Gruppo Nazionale per le Calamità Idrogeologiche del CNR fino al 2009 e protagonista delle principali politiche di valutazione e gestione del rischio idraulico in Italia. Per lunghi anni ha guidato progetti che hanno posto al centro la sostenibilità delle risorse idriche e la tutela del territorio, diventando punto di riferimento anche per le nuove generazioni di ricercatori.

Numerosi i messaggi di affetto giunti alla famiglia – la moglie Loretta e i figli Filippo, Francesco e Stefano – da colleghi, studenti, istituzioni. Il consigliere regionale Nilo Arcudi ha ricordato la collaborazione con il professore nella creazione della sede perugina del centro UNESCO. “Un uomo di scienza e mentore – ha scritto – la cui eredità continuerà a guidarci”.

Lucio Ubertini ha incarnato per decenni i valori della ricerca applicata al bene pubblico. Membro del Lions Club Perugia Host, ha partecipato attivamente alla vita sociale cittadina, mantenendo sempre vivo lo spirito di servizio. La sua figura resta centrale nel panorama accademico e ingegneristico italiano, simbolo di una visione scientifica impegnata nella risoluzione di problemi concreti.

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