Roberta Aguzzi: amore, verità e radici senza compromessi

Roberta Aguzzi: amore, verità e radici senza compromessi

Cinema, maternità e natura: l’essenza di Roberta Aguzzi

Attrice intensa e autentica, bellissima e di una dolcezza disarmante, Roberta Aguzzi è una di quelle presenze che non passano inosservate, né sullo schermo né nella vita. Volto noto dei film diretti dal regista Mirko Alivernini, dove ha saputo portare personaggi complessi ed enigmatici con grazia e profondità, Roberta è anche una donna profondamente legata alle sue radici e ai valori che ne guidano ogni scelta.

A cura di Ilaria Solazzo

La sua casa in Umbria, immersa nella quiete delle colline, è il rifugio dove ritrova se stessa, circondata dall’amore della sua famiglia e dalla dolce presenza di Dea, il suo labrador nero. Ma il cuore più grande lo riserva a sua figlia Sofia, con cui condivide il dono straordinario della maternità: un legame profondo e trasformativo che le ha permesso di vivere un’esperienza unica, ricca di significato e di crescita personale.

In questa intervista, Roberta si racconta senza filtri: parla del cinema e della maternità, della bellezza e della verità, del senso profondo della vita, dell’amicizia e della forza delle piccole cose. Un incontro raro, di quelli che lasciano il segno.

Roberta, hai preso parte a diversi progetti cinematografici diretti da Mirko Alivernini. Cosa significa per te lavorare con lui?
Lavorare con Mirko è un’esperienza intensa, stimolante. Ha una visione fuori dagli schemi, riesce sempre a spostare i confini del possibile. Nei suoi film mi ha permesso di esplorare lati di me che non avevo mai portato sullo schermo. È un regista che si fida degli attori e che pretende molto, ma in modo sempre rispettoso e costruttivo. Con lui si cresce.

C’è un ruolo, tra quelli girati con Alivernini, che ti è rimasto particolarmente nel cuore?
Sì, un personaggio femminile forte ma fragile al tempo stesso, inserito in una narrazione dai toni quasi onirici. Quel ruolo mi ha costretta a spogliarmi di ogni sovrastruttura, a tornare all’essenza. È stato liberatorio.

In estate ti rifugi nella tua casa in Umbria. Che rapporto hai con quella terra?
Un rapporto profondo, quasi viscerale. L’Umbria è casa in ogni senso. È dove vivono i miei affetti più cari, è il luogo in cui mi sento protetta. Ogni volta che torno lì, il tempo si rallenta e io riesco a ritrovare me stessa. Camminare tra gli ulivi, ascoltare il silenzio delle colline… è come respirare a pieni polmoni.

La tua unica figlia, Sofia, è al centro della tua vita. Che cosa ti ha regalato la maternità?
La maternità è stata il viaggio più potente della mia vita. Con Sofia ho scoperto la meraviglia delle piccole cose, la forza dell’amore incondizionato, la capacità di donarsi completamente. Ogni giorno è un’opportunità per imparare e crescere insieme. Essere madre mi ha reso più consapevole, più viva, più umana. È un privilegio che custodisco con gratitudine profonda.

E poi c’è Dea, il tuo labrador nero. Che ruolo ha nella vostra famiglia?
Dea è molto più di un cane. È una presenza silenziosa e costante, una fonte inesauribile di amore. Ha un legame speciale con Sofia, la capisce senza parole. Credo che gli animali abbiano un modo tutto loro di comunicare con l’anima. Dea è un’alleata, una compagna, una parte della nostra famiglia.

Sei un’amante della lettura. Cosa rappresenta per te leggere?
Leggere per me è un rifugio e una scoperta. È come viaggiare restando fermi. I libri mi hanno formata, mi hanno consolata, mi hanno spinta a interrogarmi. Amo la letteratura che scava, che non ha paura di mostrare le ombre. Ma leggo di tutto, anche poesia, anche saggi. Ogni libro è un incontro.

Oggi sembri molto centrata. Su quali valori si fonda la tua vita?
Sull’onestà emotiva, sull’ascolto, sul rispetto. Cerco di vivere in modo autentico, senza compromessi inutili. La vita mi ha insegnato a distinguere ciò che conta davvero da ciò che è solo rumore. Famiglia, verità, gentilezza: questi sono i miei pilastri.

Hai una tua visione del senso della vita?
Credo che il senso della vita sia amare, in tutte le sue forme. Amare un figlio, un amico, una terra, un animale, un compagno. Amare anche quando è difficile. Non parlo di romanticismo, ma di una forma profonda di presenza e cura. Vivere pienamente significa accogliere tutto, anche la fragilità. E trasformarla in forza.

Quanto conta l’amicizia sincera tra donne, soprattutto nel mondo dello spettacolo?
È fondamentale. Il nostro ambiente può essere competitivo e a volte spietato, ma quando incontri una donna che ti sostiene davvero, che gioisce dei tuoi successi e ti è vicina nei momenti bui, quella connessione vale oro. Le donne che si scelgono e si supportano diventano una rete invisibile di forza. L’amicizia vera tra donne non è solo conforto: è resistenza, è cura, è rivoluzione silenziosa.

Com’è cambiato, secondo te, il modo di vivere la quotidianità rispetto a quando eri bambina?
Tantissimo. Quando ero piccola c’era più lentezza, più contatto con la natura, più relazioni vere. Si stava insieme davvero, anche solo per chiacchierare seduti su una panchina o per fare una passeggiata. Oggi, tutto è più veloce, più frenetico, spesso più superficiale. I social ci danno l’illusione di connessione, ma ci allontanano dalla presenza autentica. Cerco, nel mio piccolo, di difendere uno spazio dove il tempo non sia solo una corsa contro qualcosa, ma un’opportunità per sentire e vivere con consapevolezza.

In Umbria si mangia benissimo. Hai qualche piatto o prodotto tipico a cui sei particolarmente legata?
Assolutamente sì! In Umbria ogni stagione ha i suoi sapori ed è impossibile non lasciarsene conquistare. Amo la semplicità e la ricchezza dei piatti tradizionali: le lenticchie di Castelluccio, il tartufo nero, la torta al testo farcita, l’olio extravergine delle colline umbre che profuma di buono e di vero. Sono sapori che parlano di casa, di memoria, di gesti tramandati. Anche il cibo, lì, è un’esperienza sensoriale e affettiva, mai solo nutrimento.

Cosa provi quando ti sintonizzi sulle “melodie” dei paesaggi umbri?
È come se tutto dentro di me si riequilibrasse. I paesaggi umbri hanno un suono sottile, quasi mistico, che parla all’anima. Basta osservare le colline all’alba o ascoltare il fruscio degli alberi per sentire che ogni tossina accumulata in città – fisica o emotiva – viene spazzata via. È un’armonia naturale che mi rigenera. Ogni volta che torno lì, la vita mi riserva piccole sorprese: intuizioni, incontri, idee. È come se quell’ambiente mi aiutasse a riallinearmi con ciò che conta davvero.

Grazie Roberta. Le tue parole arrivano dritte al cuore.
Grazie a voi. Parlare di ciò che si ama è sempre un privilegio.

Ascoltare Roberta Aguzzi è come aprire una finestra su una vita vissuta con intensità, consapevolezza e amore. Attraverso il suo lavoro, le sue parole e i suoi silenzi, emerge la forza delicata di una donna che ha scelto di abitare profondamente ogni istante, senza sottrarsi alle sfide né alle emozioni più autentiche.

Il cinema, l’Umbria, la maternità, l’amicizia silenziosa di un cane, la bellezza della parola scritta: tutto nella sua vita si intreccia in una trama di verità, dove niente è lasciato al caso e tutto è vissuto con rispetto e attenzione. Il suo è un percorso che non cerca l’effimero, ma la sostanza. Che non si accontenta delle apparenze, ma scava nella radice delle cose.

In un mondo che corre e spesso dimentica, Roberta ci ricorda l’importanza di fermarsi, di ascoltare, di sentire davvero. Di costruire ogni giorno una vita che assomigli a ciò in cui crediamo. Di non avere paura della vulnerabilità, perché è proprio lì che abita il nostro potere più grande: quello di essere umani.

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