Errore di notifica, Guede accusato di violenze sulla ex
Rinviata udienza per Guede – È stata posticipata all’11 luglio l’udienza preliminare a carico di Rudy Guede, prevista presso il Tribunale di Viterbo, a causa di un vizio di notifica. L’ivoriano, già noto per la condanna definitiva legata all’omicidio di Meredith Kercher, è ora chiamato a rispondere di nuove e gravi accuse: violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni nei confronti della sua ex compagna, una giovane di 24 anni.
Il procedimento nasce da una denuncia sporta dalla donna, che ha segnalato comportamenti reiterati di aggressione fisica e psicologica durante la loro relazione. Il giudice per l’udienza preliminare ha accolto la richiesta di rinvio a causa dell’irregolarità nella notifica degli atti, fissando una nuova data per la celebrazione dell’udienza a metà luglio.
Parallelamente al procedimento penale, Guede è stato già sottoposto a misure cautelari, tra cui la sorveglianza speciale della durata di un anno e il divieto di avvicinamento alla vittima, con l’obbligo di indossare un braccialetto elettronico. Tali provvedimenti sono stati adottati per evitare nuovi contatti tra l’imputato e la presunta vittima, tutelando l’incolumità della giovane.
Rinviata udienza per Guede
Le accuse contro Guede sono supportate da elementi documentali raccolti nel corso dell’indagine preliminare, in particolare da alcune immagini conservate nel cellulare della donna. Gli investigatori hanno delegato un consulente tecnico informatico per l’analisi dei dati presenti sul dispositivo, al fine di accertare la fondatezza delle dichiarazioni rese. Durante un incidente probatorio, il perito ha effettuato il recupero dei file che avrebbero documentato i presunti episodi di violenza.
Guede ha sempre respinto con fermezza le imputazioni, dichiarandosi estraneo ai fatti contestati. La difesa ha sostenuto l’inconsistenza delle accuse e intende dimostrare in aula l’inattendibilità del materiale probatorio acquisito.
Il caso richiama inevitabilmente l’attenzione pubblica per il nome dell’imputato, Rudy Guede, la cui vicenda giudiziaria è stata al centro della cronaca internazionale nei primi anni Duemila. Fu infatti l’unico condannato per l’omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel 2007. Dopo aver scontato sedici anni di pena, Guede è tornato in libertà nel novembre 2021, beneficiando di un affidamento ai servizi sociali e di una successiva revoca della misura.
Il nuovo procedimento a suo carico si inserisce in un contesto giudiziario delicato, data la gravità delle accuse e l’attenzione che inevitabilmente suscita il passato penale dell’uomo. Secondo gli atti depositati, la relazione tra Guede e la giovane avrebbe attraversato periodi di forte tensione, culminati in episodi violenti che la donna ha riferito in sede di denuncia.
Le lesioni riportate sarebbero state documentate fotograficamente e rappresenterebbero uno degli elementi portanti del fascicolo d’inchiesta. Secondo quanto riportato dagli atti, la vittima avrebbe manifestato timore costante per la propria sicurezza, motivo alla base della richiesta di misure di protezione.
L’udienza rinviata costituiva un passaggio cruciale per la valutazione della richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura. Il pubblico ministero ritiene sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico dell’imputato e ha chiesto che il caso venga trattato in sede dibattimentale.
La difesa, dal canto suo, si prepara a contestare l’impianto accusatorio, ponendo l’accento su presunte lacune nella ricostruzione dei fatti e sul contesto relazionale tra i due, che – secondo la tesi difensiva – sarebbe stato segnato da conflitti reciproci e non da univoche dinamiche di sopraffazione.
L’intervento del perito informatico e l’analisi del materiale estratto dal telefono della vittima potrebbero giocare un ruolo determinante nella prossima udienza, la quale dovrebbe risolvere le questioni preliminari e stabilire l’eventuale rinvio a giudizio.
In attesa del nuovo appuntamento giudiziario, Rudy Guede rimane sottoposto alle restrizioni già disposte, in particolare l’obbligo di mantenere le distanze dalla persona offesa. Il dispositivo elettronico di sorveglianza serve a monitorare eventuali violazioni e a garantire l’effettiva osservanza del divieto imposto.
L’11 luglio, con la corretta notifica degli atti, il giudice dell’udienza preliminare dovrà pronunciarsi sull’ammissione del caso al processo, alla luce degli elementi acquisiti finora e delle eventuali nuove istanze della difesa.

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