TARI 2025, il Consiglio approva l’aumento nazionale

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Incremento già deciso dalla giunta Romizi e da Arera

Il Consiglio comunale di Perugia ha ratificato l’aumento della tassa sui rifiuti previsto per il 2025, in linea con l’adeguamento nazionale dettato dalla normativa Arera. La decisione, già approvata dalla precedente amministrazione guidata da Andrea Romizi, è stata formalizzata con voto favorevole della maggioranza e illustrata in aula dall’assessora al bilancio Alessandra Sartore.

L’aumento, come previsto dal Piano Economico Finanziario approvato da AURI il 16 aprile scorso, rientra nel quadro regolatorio biennale 2024-2025 definito dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera). L’adeguamento tariffario, non imputabile a scelte locali, riguarda tutti i Comuni italiani. A Perugia si traduce in un incremento del 6,47% per le utenze domestiche e del 6,02% per le non domestiche. L’aumento riflette anche il differimento al 2025 dei costi in eccesso sostenuti nel 2024, come stabilito dalle soglie nazionali.

Il gettito previsto per l’anno 2025 ammonta a 54.983.273,72 euro. Questo totale viene in parte bilanciato da entrate straordinarie, tra cui il recupero dell’evasione fiscale, fondi statali e risorse comunali. In particolare, sono stati destinati oltre 2 milioni di euro a copertura delle esenzioni rivolte alle fasce più fragili della popolazione. Tali risorse provengono da voci differenti: 35.000 euro derivano dalla differenziazione delle utenze non domestiche, 76.000 euro dalla raccolta differenziata, 222.000 euro da contributi del MIUR per le scuole, 1 milione dal recupero dell’evasione, 73.000 euro da avanzi di bilancio in ambito scolastico e 433.000 euro da fondi del bilancio comunale.

Un ulteriore elemento rilevante è l’introduzione della componente perequativa UR3,a da 6 euro per utenza, stabilita dalla deliberazione Arera n. 133 del 1° aprile 2025. Tale misura, rivolta agli utenti domestici in situazione di disagio economico, finanzia il nuovo “bonus sociale rifiuti”, istituito in attuazione del Decreto Legge n. 124/2019.

Nonostante il vincolo normativo nazionale e le decisioni prese in passato, l’attuale giunta comunale, guidata dalla sindaca Vittoria Ferdinandi, ha confermato alcune misure di sostegno e introdotto interventi integrativi. Sono state mantenute le agevolazioni per le utenze non domestiche che effettuano autonomamente il riciclo, per le famiglie che utilizzano i centri di raccolta e per i residenti in aree soggette a disagi ambientali, per cui è stato stanziato un fondo di 220.671,72 euro.

È stata anche ampliata la platea dei beneficiari delle esenzioni TARI in base all’ISEE. I cittadini potranno fare richiesta entro il 30 giugno 2025 attraverso il sito del Comune di Perugia. L’obiettivo dichiarato è garantire che nessuna famiglia in difficoltà venga esclusa dalla possibilità di ricevere un’esenzione congrua.

Nel corso della discussione consiliare, non sono mancate le critiche. Il consigliere Nilo Arcudi ha espresso contrarietà all’aumento, sostenendo la necessità di un intervento strutturale sul ciclo dei rifiuti e la realizzazione di un termovalorizzatore. Sulla stessa linea, Augusto Peltristo ha contestato ogni forma di incremento della tassazione, sottolineando l’elevata pressione fiscale già presente in Umbria.

In difesa della delibera si sono schierati i consiglieri Marko Hromis e Fabrizio Ferranti, che hanno ricordato come la decisione sia il risultato di obblighi tecnici stabiliti da Arera e confermati da AURI. Hromis ha accusato l’opposizione di incoerenza, evidenziando che in passato aveva sostenuto l’aumento biennale oggi contestato.

Leonardo Varasano ha lamentato un utilizzo strumentale della questione Tari durante la campagna elettorale. Di parere opposto Nicola Paciotti, che ha ricordato la propria contrarietà già espressa nelle precedenti sedute consiliari, documentata dalle registrazioni ufficiali.

Nel dibattito è intervenuto anche Edoardo Gentili, che ha auspicato la conclusione del ciclo dei rifiuti per evitare ulteriori aumenti futuri. Cesare Carini ha proposto soluzioni in favore dei redditi più bassi, suggerendo un sistema basato sul conferimento effettivo dei rifiuti per maggiore equità. Margherita Scoccia ha criticato la mancanza di un confronto con la cittadinanza e la scarsa trasparenza nei criteri delle esenzioni.

Ha concluso la discussione David Grohmann, che ha rilanciato l’intenzione della maggioranza di intervenire sul medio periodo con modifiche agli orari di raccolta, incentivi al compostaggio e il potenziamento della raccolta differenziata, estendendo il sistema della tariffazione puntuale a nuovi quartieri come Ponte San Giovanni, San Sisto e Castel del Piano.

L’atto è stato approvato con 18 voti favorevoli, 4 contrari, 8 astenuti e 3 consiglieri assenti.

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