Polizia interviene al CPIA di Ponte San Giovanni, 39enne nei guai
Tenta di sostenere esame – Un uomo di 39 anni, cittadino di origine nigeriana, è stato denunciato dalla Polizia di Stato per sostituzione di persona e false attestazioni a pubblico ufficiale dopo essere stato sorpreso a tentare di sostenere un esame di lingua italiana per conto di un familiare. L’episodio si è verificato all’interno del Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), situato a Ponte San Giovanni, frazione del comune di Perugia.
L’intervento degli agenti è scattato in seguito a una chiamata pervenuta al Numero Unico di Emergenza (N.U.E.), inoltrata direttamente dal personale scolastico incaricato della gestione delle prove. Gli operatori presenti in sede hanno richiesto l’assistenza delle forze dell’ordine dopo aver notato anomalie nei documenti esibiti da uno dei candidati, che si era presentato per sostenere il test di livello A2 di lingua italiana.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo si era presentato all’ingresso dell’istituto con l’intenzione di affrontare l’esame riservato ai cittadini stranieri, previsto come requisito necessario per l’ottenimento del permesso di soggiorno. A insospettire immediatamente la commissione esaminatrice è stato il confronto tra le generalità riportate sui documenti e l’aspetto fisico del candidato, elementi che non risultavano corrispondenti.
Dopo il controllo dei documenti d’identità presentati dal soggetto, gli esaminatori hanno deciso di contattare la Polizia di Stato, che ha inviato sul posto una pattuglia per le verifiche del caso. Una volta giunti al CPIA di Ponte San Giovanni, gli agenti hanno identificato il sospettato, accertando che non era l’intestatario dei documenti mostrati al momento dell’ingresso. Dagli accertamenti è emerso che si trattava di un parente dell’effettivo titolare, il quale aveva incaricato l’uomo di sostenere la prova al suo posto.
Posto di fronte all’evidenza, l’individuo – nato nel 1986 – ha ammesso di essere in possesso della documentazione del familiare e di aver tentato di sostenerne l’esame di lingua italiana. Ha inoltre fornito spontaneamente le proprie vere generalità agli agenti, che hanno proceduto al suo accompagnamento presso gli uffici della Questura di Perugia per completare le procedure di identificazione e redigere gli atti formali.
L’uomo è stato quindi deferito all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di sostituzione di persona e di false attestazioni a pubblico ufficiale, configurando un reato in concorso con il parente coinvolto. L’intera vicenda è ora al vaglio della magistratura che dovrà determinare le eventuali responsabilità e le relative conseguenze penali.
Il caso riporta l’attenzione sulle modalità di accesso alle certificazioni linguistiche necessarie per la regolarizzazione della permanenza in Italia e sui tentativi di aggirare le procedure previste dalla normativa vigente. La certificazione A2 di italiano, in particolare, rappresenta un passaggio obbligato nell’ambito del processo di integrazione degli stranieri sul territorio nazionale, e la sua falsificazione compromette la correttezza e l’efficacia del sistema.
Il personale del CPIA, preposto alla gestione delle prove, ha dimostrato attenzione e prontezza, riuscendo a individuare in tempo l’irregolarità e attivando rapidamente il protocollo di segnalazione alle forze dell’ordine. Il tempestivo intervento della Polizia ha permesso di chiarire la situazione ed evitare che l’esame venisse svolto in modo fraudolento.
Nel corso degli accertamenti, non sono emerse ulteriori situazioni analoghe nella stessa sessione d’esame, ma le autorità restano vigili su fenomeni che potrebbero verificarsi anche in altri contesti simili. Il controllo incrociato delle identità e l’attenzione del personale rappresentano strumenti fondamentali per garantire la regolarità delle prove e la trasparenza dei percorsi di certificazione.
L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di monitoraggio delle pratiche illecite che possono interessare il mondo dell’istruzione per adulti, in particolare per quanto riguarda i percorsi destinati agli stranieri. La Questura di Perugia, insieme agli enti scolastici e agli uffici territoriali competenti, continuerà a collaborare per contrastare eventuali irregolarità e assicurare il rispetto delle procedure previste dalla normativa.
Il candidato, denunciato in stato di libertà, sarà ora sottoposto alle valutazioni del caso da parte della magistratura, che valuterà anche l’eventuale responsabilità del parente che ha fornito i documenti. La posizione di entrambi resta al momento al vaglio dell’autorità giudiziaria competente.

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