Trasporto pubblico Umbria: annullare gara a quattro lotti

Sindacati: confronto sì, ma nel rispetto delle regole

Filt Cgil denuncia rischi economici e tagli per lavoratori e servizi

La Filt Cgil Umbria, tramite il segretario generale Ciro Zeno, chiede l’annullamento dell’ipotesi di gara suddivisa in quattro lotti per il trasporto pubblico locale (Tpl) nella regione. La proposta, che prevede investimenti di 750 milioni di euro in 9 anni (circa 83 milioni di euro all’anno, rispetto agli attuali 60 milioni), comporterebbe rischi economici e occupazionali significativi.

Secondo Zeno, un aumento dei costi a fronte del continuo taglio dei fondi statali per il Tpl causerebbe un aggravio per la Regione di circa 20 milioni di euro all’anno, necessario per mantenere l’attuale livello dei servizi. In alternativa, la Regione dovrebbe ridurre drasticamente il numero di corse e posti di lavoro.

Tra le criticità indicate, la possibilità di ricorrere al 49% di subappalto, l’uso gratuito di mezzi pubblici acquistati con fondi pubblici da parte degli operatori privati vincitori e un taglio immediato del 10% dei mezzi di scorta. Quest’ultimo aspetto si tradurrebbe in un calo delle corse e in circa 100 licenziamenti, come dichiarato in Consiglio regionale dall’ex assessore Enrico Melasecche.

La Filt Cgil sottolinea che l’unico documento esistente è un atto preparatorio della precedente amministrazione, non vincolante e modificabile. Il disciplinare della manifestazione di interesse prevede infatti la possibilità per Umbria Tpl e Mobilità Spa di sospendere o revocare il procedimento senza alcun vincolo nei confronti dei partecipanti.

“La Regione è silente da oltre un mese. Non possiamo permettere che una decisione così critica venga presa senza il confronto necessario,” afferma Zeno, evidenziando l’urgenza di rivedere la strategia di affidamento del Tpl. “L’Umbria rischia il default dei trasporti e un indebitamento pericoloso, che sarebbe insostenibile per i cittadini e per l’intero sistema regionale.”

La richiesta del sindacato è chiara: sospendere l’attuale piano e ripensare il modello di gara per evitare conseguenze negative a livello economico, sociale e occupazionale.

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