Aggressione a presidente Francesca Paxia cacciatore denunciato

Ulteriori indagini in corso sulla presenza dell'uomo

 Aggressione a presidente Francesca Paxia cacciatore denunciato
Francesca Paxia

 Aggressione a presidente Francesca Paxia cacciatore denunciato

Un cacciatore di 52 anni è stato denunciato dai carabinieri della stazione Fortebraccio per aver aggredito Francesca Paxia, 45enne presidente dell’associazione “Sulle orme di Enea”, il 5 gennaio scorso. Paxia, che si occupa della cura di circa cento animali malati e abbandonati, è stata colpita durante un confronto avvenuto nei pressi di Colle Umberto e San Giovanni del Pantano. L’episodio è scaturito dopo che una muta di cani da caccia si era introdotta nella sua proprietà, seminando panico tra gli animali custoditi e disperdendo una trentina di gatti.

Secondo le informazioni raccolte dai carabinieri, l’uomo denunciato non possedeva attualmente una licenza di caccia, ma la sua presenza sul campo suggeriva un ruolo di vigilanza per il gruppo di cacciatori. Quando Paxia si è avvicinata per segnalare l’incursione dei cani e avvisare il caposquadra, il cacciatore ha reagito in modo violento, scagliando colpi con un ombrello e colpendola con pugni. Le lesioni riportate dalla donna hanno richiesto un intervento medico.

I militari hanno ricostruito la dinamica dell’accaduto grazie all’analisi di prove e testimonianze. In una nota ufficiale, i carabinieri hanno specificato che l’aggressione è avvenuta durante un litigio causato dall’invasione della proprietà privata da parte dei cani. La posizione del cacciatore durante la battuta di caccia è oggetto di ulteriori indagini, racconta Michele Milletti su il Messaggero di oggi, poiché il suo abbigliamento e il contesto suggeriscono un possibile coinvolgimento nell’attività venatoria, nonostante l’assenza di licenza.

È emerso che in passato la licenza di caccia dell’uomo era stata revocata per motivi legati a comportamenti scorretti durante l’attività venatoria. Questo solleva interrogativi sulla legittimità della sua presenza in quella zona durante la battuta di caccia. I carabinieri stanno approfondendo la questione per chiarire la situazione.

Paxia, nel suo ruolo di presidente dell’associazione, ha sempre difeso gli animali e denunciato comportamenti scorretti da parte di chi esercita la caccia in modo irresponsabile. L’episodio ha suscitato una forte reazione nella comunità locale, molti dei quali hanno espresso solidarietà nei confronti della donna e della sua associazione. L’aggressione ha messo in luce le tensioni che possono sorgere tra i cacciatori e coloro che si dedicano alla protezione degli animali, sottolineando la necessità di un dialogo costruttivo tra le parti.

In questo contesto, le autorità competenti sono sollecitate a garantire la sicurezza delle persone e degli animali, oltre a prendere misure appropriate per prevenire situazioni simili in futuro. Il caso di Francesca Paxia rappresenta un campanello d’allarme per la gestione della caccia nelle aree abitate, dove i confini tra attività venatoria e protezione animale possono sovrapporsi e generare conflitti.

In conclusione, la denuncia a carico del cacciatore di 52 anni segna un punto di svolta nella lotta per la salvaguardia degli animali e mette in evidenza la necessità di un’attenta regolamentazione dell’attività venatoria, così da tutelare sia gli animali che i cittadini che si impegnano per il loro benessere. Le indagini proseguono, e si attendono ulteriori sviluppi in merito alla posizione dell’aggressore e alle sue motivazioni.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*