Raccolta pile esauste: metà dei supermercati inadempienti
Raccolta pile esauste – Un’indagine condotta dal Circolo di Legambiente Foligno e Valli del Topino, in collaborazione con Legambiente Umbria, ha evidenziato che il 45% dei supermercati umbri non offre un servizio di raccolta per pile esauste, obbligatorio per legge. L’iniziativa, che ha coinvolto 147 punti vendita di 22 insegne in 32 città, ha rivelato carenze anche nella visibilità dei contenitori e nella comunicazione verso i consumatori.
Risultati dell’indagine
Dai dati raccolti:
- 55% dei punti vendita dispone di contenitori per pile esauste.
- Di questi, l’85% li posiziona in aree visibili.
- Solo il 30% dei supermercati informa adeguatamente i clienti.
- Terni risulta la città più virtuosa con quasi il 90% di copertura.
- Perugia e Assisi superano il 70%.
- Comuni come Magione, Foligno, Città di Castello e Spoleto registrano percentuali inferiori al 46%.
Obiettivi europei e contesto nazionale
Il regolamento europeo 2023/1542 stabilisce che entro il 2030 il 73% delle batterie portatili venga raccolto. Attualmente, l’Italia è ben lontana dall’obiettivo, con una percentuale ferma al 33,6% nel 2023. La mancata raccolta delle pile comporta la dispersione di materiali recuperabili, come 300 kg di zinco e 250 kg di ferro e nichel per ogni tonnellata raccolta, utili per produrre utensili, batterie e pannelli fotovoltaici.
La risposta di Legambiente
L’indagine di Legambiente mira a sensibilizzare i supermercati sull’importanza di rispettare gli obblighi di legge. Lorenzo Parrinello, coordinatore del progetto, auspica che il report stimoli una maggiore attenzione al tema, sottolineando il ruolo dei punti vendita nel raggiungimento dell’obiettivo europeo. Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria, ha annunciato che i dati saranno discussi durante l’EcoForum regionale sull’Economia Circolare dei Rifiuti, previsto per febbraio 2024.
L’importanza della raccolta
Le pile esauste non devono essere smaltite con i rifiuti indifferenziati. I consumatori possono conferirle nei punti vendita, nei centri di raccolta comunali o nei contenitori predisposti. Il Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA) organizza il sistema di raccolta e monitora il rispetto delle norme.
Con l’indagine, Legambiente ribadisce il suo impegno per l’economia circolare e invita tutti gli attori coinvolti a fare la propria parte per un futuro più sostenibile.

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