Assemblea permanente dei precari del CNR a Roma, anche l’Umbria partecipa
L’assemblea dei lavoratori precari del CNR, iniziata il 29 novembre 2024 presso la sede centrale di Roma, si è trasformata in un presidio permanente. Promossa dai Precari Uniti CNR e sostenuta dai sindacati FLC-CGIL e UIL RUA, l’iniziativa mira a ottenere risposte concrete sulla stabilizzazione dei circa 4000 lavoratori precari dell’ente.
Attualmente, il personale precario include 1000 lavoratori a tempo determinato, 2800 assegnisti e 300 borsisti. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, il blocco del turnover al 75% e i limitati concorsi previsti non sono sufficienti a garantire stabilità occupazionale, creando incertezza per migliaia di persone.
Presenza politica e sindacale
Il segretario nazionale della CGIL, Maurizio Landini, ha espresso il pieno sostegno alle richieste dei lavoratori. Anche l’onorevole Nicola Fratoianni (Alleanza Verdi e Sinistra) ha dato il suo supporto.
La presidente del CNR, Maria Chiara Carrozza, durante un breve intervento, ha ribadito l’intenzione di proseguire la ricognizione dei contratti precari e ha promesso un nuovo concorso, senza però fornire aperture concrete verso la stabilizzazione. Questo approccio, secondo i sindacati, non solo penalizza i lavoratori, ma rischia di compromettere i progetti di ricerca già avviati, tra cui quelli finanziati dal PNRR.
Protesta e obiettivi
I precari dichiarano di sentirsi “essenziali ma ignorati” e denunciano una gestione poco inclusiva della situazione. La mobilitazione è accompagnata da un appello all’intervento delle forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione. Le iniziative dei giorni scorsi hanno trovato attenzione soprattutto tra i partiti di minoranza, che hanno presentato emendamenti alla legge di bilancio per affrontare il problema.
Il movimento sottolinea che la ricerca è un settore strategico per il Paese e deve essere tutelata come patrimonio collettivo. I lavoratori ribadiscono il loro impegno a proseguire la protesta fino a ottenere un dialogo costruttivo con il governo.
Questioni aggiuntive: disabilità e inclusione
Un ulteriore punto di critica riguarda la gestione del collocamento riservato alle persone con disabilità. Secondo i precari, il CNR limita l’accesso alle categorie protette a posizioni di basso livello (VI-VII livello tecnico-amministrativo), escludendo chi possiede qualifiche elevate come lauree o dottorati di ricerca. Questa pratica sarebbe in contrasto con i principi della Legge 68/99 e con l’articolo 3 della Costituzione, che garantisce uguaglianza e pari opportunità.
Conclusioni
Il presidio, che coinvolge anche lavoratori da altre regioni come l’Umbria, continuerà fino a quando non saranno fornite risposte concrete dal governo e dalla presidenza del CNR. Il movimento conferma la volontà di portare avanti le rivendicazioni “fino all’ultimo precario”.

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