La chiesa di Colombella riapre dopo anni di lavori di restauro
La Chiesa di Santa Maria Annunziata di Colombella, dichiarata inagibile nel 2017 dopo i terremoti che hanno colpito la regione l’anno precedente, ha riaperto le sue porte al pubblico con una cerimonia che si è tenuta domenica 29 settembre. Alla cerimonia hanno partecipato diverse figure istituzionali e religiose, tra cui l’arcivescovo Ivan Maffeis, a capo della Diocesi di Perugia e Città della Pieve, l’assessore Francesco Zuccherini e i consiglieri Nicola Paciotti e Stefano Nuzzo del Movimento 5 Stelle, promotore del comunicato stampa. Presente anche la storica dell’arte Valentina Borgnini, che ha sottolineato l’importanza artistica del luogo.
L’edificio sacro, noto per la sua cupola ellittica, un raro esempio architettonico in Umbria, e per l’affresco nel catino absidale che riproduce l’Annunciazione del Pinturicchio per la cappella Baglioni a Spello, era stato gravemente danneggiato dai sismi. Dopo un lungo percorso burocratico, il progetto di restauro ha preso il via all’inizio del 2024, grazie a un finanziamento pubblico ottenuto tramite l’ordinanza del Commissario straordinario per la ricostruzione, per un totale di 434.000 euro.
I lavori hanno coinvolto un team multidisciplinare di professionisti. L’architetto Stefano Nuzzo, in veste di progettista e direttore dei lavori, ha coordinato gli interventi insieme all’ingegnere Norma Bianconi, che si è occupata della parte strutturale, e al geometra Riccardo Stellati, responsabile della sicurezza sul cantiere. La direzione tecnica è stata invece affidata all’ingegnere Paolo Strappaghetti, per conto della Diocesi.
Le opere di restauro sono state eseguite dall’impresa Centro Italia Costruzioni Generali di Todi, mentre la restauratrice Elisa Becchetti ha curato il restauro degli affreschi e di altre parti artistiche. In parallelo, è stato avviato anche il restauro del campanile, attualmente in corso, reso possibile grazie al contributo di donazioni private che hanno coperto alcuni lavori non finanziati dai fondi pubblici, tra cui il ripristino degli intonaci esterni e il restauro dei tre portoni principali.
La cerimonia di riapertura ha segnato un momento importante per la comunità locale, che vede finalmente restituito un luogo di culto e di aggregazione dopo oltre sei anni di chiusura. Le autorità presenti hanno sottolineato l’importanza di questi interventi, non solo dal punto di vista religioso, ma anche come segnale di rinascita per il territorio colpito dal sisma.

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