Il Perugia torna sconfitto da Venezia ma c’è ancora una speranza
di Gianluca Drusian
E’ finita tre a due in favore del Venezia la gara del Penzo ed il Perugia, per alcuni momenti del pomeriggio di fatto già retrocesso in serie C, grazie alla rete del Pisa siglata al 79′ in quel di Brescia, può ancora sperare nei play-out.
Rimane così l’ultima di campionato da disputare al Curi venerdì 19 maggio contro il già condannato Benevento per poter continuare a giocare nella serie cadetta ancora un paio di partite in più a patto che il Brescia non riesca a prendere punti in quel di Palermo.
Ma, dopo la prestazione offerta in quel di Venezia che fa il paro con quelle delle ultime settimane, con quale spirito si possa prevedere un risultato utile ed incoraggiante è da sognatori incalliti.
Il Perugia è ormai da più di un mese che ha smesso di giocare. I giocatori sono ormai da più di un mese che, nonostante un cambiare di moduli e di interpreti da parte del mister, non riescono più a convincere lo stesso tecnico e, forse, se stessi.
Lo stesso Castori, da più di un mese anche lui, dall’alto della sua esperienza tecnica, sembra avere perso l’orientamento non riuscendo più ad incidere come avrebbe voluto.
Anche oggi, con enorme sorpresa, le scelte operate dal tecnico in tema di formazione sono state originali ma, soprattutto, negative ai fini del risultato. Qualunque cosa si possa dire al contrario, come ad esempio che, nel secondo tempo, i Grifoni (termine non proprio adatto per descrivere le gesta di questa squadra) si sono trasformati ed hanno provato a riaprire il risultato non tiene.
Sono i risultati che, in questo sport, sanciscono ogni sentenza e, quindi, ogni successivo commento.
Quindi, se questa squadra, dall’inizio del campionato fino ad oggi, ha sempre vissuto tra le ultime tre o quattro formazioni della cadetteria, qualche problema doveva avercelo e, qualcuno, se ne sarebbe dovuto rendere conto o no?
Eppure, sia il tecnico, tornato a sedere sulla panchina inspiegabilmente anche dopo un esonero quanto la società la quale, pur davanti all’evidenza, ha preferito distogliere l’attenzione della pubblica opinione puntando tutto su giovani mai arrivati e su un nuovo stadio che mai si costruirà (con molta probabilità) non hanno voluto o saputo prendere i dovuti accorgimenti.
Almeno quest’anno, qualora il Perugia dovesse retrocedere, la sconfitta non può essere addebitata a nessuno al di fuori di coloro che lavorano e vivono all’interno dell’ impianto di Pian di Massiano. Non ci sono poteri forti e occulti che hanno deciso a tavolino contro e a favore di qualcuno, non ci sono arbitri che si sono dimostrati parziali a nostro sfavore e non ci sono fattori terzi di nessun tipo che hanno messo i bastoni tra le ruote del disastrato carrozzone biancorosso.
La retrocessione, se tale sarà, sarà tutto esclusivo “merito” del Perugia.
Tornando alla cronaca della gara, molti tifosi biancorossi, appena letta la formazione iniziale, si sono messi le mani tra i capelli ed avranno iniziato ad imprecare.
In porta, il mister Castori, con notevole sorpresa, decide di schierare Abibi che nessuno aveva mai visto sin dall’inizio del campionato al posto di Gori e dello squalificato Furlan. La difesa è quella solita mentre a centrocampo, tre sono i centrali (Bartolomei, Santoro e Capezzi) con ai lati Casasola e Lisi e, davanti, Di Carmine e Di Serio a garantire quella profondità e pressione che, almeno nel primo tempo, non se ne è vista traccia alcuna.
Della mancanza del trequartista che, per tutta la stagione, era diventato in Luperini e altre volte Kouan, una pedina fondamentale ed intoccabile o quasi, non se ne è sentita la assenza nella maniera più assoluta vista la stessa identica poca incidenza e forza anche di questa nuova forma di schieramento del reparto centrale.
Tanto è vero che, il Venezia, appena presa visione della labilità della opposizione biancorossa, prima sfiora il palo con il suo bomber finlandese al 14′ e poi inizia la sua cavalcata verso la vittoria.
Segna Pierini al 26′ poi rischia il Venezia il raddoppio in più occasioni fino ad arrivare al 41’quando Carboni di testa mette in rete il proprio sigillo.
Nella ripresa al 60′ Ellertson fa tre con facilità e poi spreca un’altra occasione mentre è da questo momento in poi che il Perugia sembra voler mettere in mostra una modesta reazione.
Veemenza biancorossa che riesce a produrre il goal della bandiera con Luperini al 64′ ed un rigore trasformato da Casasola al 78′. Poco più avanti però, lo stesso esterno biancorosso, in un momento di eccessivo nervosismo, riesce a farsi espellere lasciando così i compagni senza più forze e uomini per arrivare a trovare un pareggio che, ad onor del vero, non sarebbe stato troppo giusto per quanto visto in campo.
VENEZIA (3-5-2): Joronen, Hristov, Svoboda, Carboni, Candela, Andersen, Tessmann, Ellertsson, Zampano, Pohjanpalo, Pierini. A disp. Maenpaa, Bertinato, Neri, Ceppitelli, Modolo, Sverko, Busio, Milanese, Ciervo, Cheryshev, Novakovich. Allenatore. Vanoli
PERUGIA (3-5-2): Abibi, Sgarbi, Curado, Struna, Casasola, Santoro, Bartolomei, Capezzi, Lisi, Di Serio, Di Carmine. A disp. Gori, Cancellieri, Iannoni, Angella, Vulic, Matos, Luperini, Ekong, Paz, Kouan, Baldi. Allenatore. Castori

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