Accuse pesanti alla Guardia di finanza, poi si suicida con l’arma di ordinanza, morto finanziere
Un maresciallo della guardia di finanza, 50enne, si è ucciso a Pistoia in caserma sparandosi con la pistola d’ ordinanza. E’ successo domenica mattina nella sede del comando provinciale di Pistoia delle Fiamme Gialle dove il militare era in turno alla sala operativa del 117. Il 50enne ha affidato ad una lettera i motivi del suo gesto spiegando come fosse legato solo a questioni di lavoro, che lo riguardavano, all’ interno del corpo della guardia di finanza, e ha precisato di non avere problemi di salute, né familiari, né economici.
Accuse pesanti alla Guardia di finanza quelle del finanziere, originario di Perugia ma in servizio a Pistoia, che si è ucciso utilizzando la sua arma di ordinanza. L’uomo, prima di togliersi la vita, ha scritto una mail – che ha fatto arrivare a diverse testate giornalistiche – con una serie di pesanti accuse all’Arma di cui aveva fatto parte.
Il dramma – si legge sul web – domenica mattina quando il 50enne ha aperto il fuoco togliendosi la vita a fine turno.
Il maresciallo suicida è il cinquantenne Beniamino Presutti – nato a Perugia il 20/04/1972 – e si è ucciso con un colpo della sua pistola di ordinanza alla fine del turno di lavoro. L’allarme è stato lanciato intorno alle 7 di mattina: i soccorsi sono arrivati immediatamente, ma il personale della Misericordia di Pistoia, insieme al 118, non ha potuto aiutarlo, l’uomo era morto immediatamente.
La lettera
Un gesto estremo che il finanziere cinquantenne ha spiegato in una mail molto dura, inviata a Infodifesa e altri quotidiani, nella quale punta il dito sulla Guardia di Finanza.
«Se sono arrivato a questo punto è perché nella guardia di finanza c’è una tensione altissima. La gerarchia vuole che agli occhi dell’opinione pubblica l’immagine del Corpo appaia perfetta, senza interessarsi minimamente del personale. Questo nuovo impiego, a cui sarò destinato, ha suscitato in me una forte tensione emotiva dovuta anche allo stress che ho accumulato nel corso degli anni di servizio poiché, sono stato impiegato anche in turni di 12/18 ore continuative o senza rispettare l’intervallo tra un turno e l’altro che deve essere di 11 ore (invece molte volte nella stessa giornata ho fatto 8/14 e poi 20/08 oppure 20/08 e poi 14/20). Ai miei funerali non voglio che ci sia la rappresentanza della guardia di finanza ma solo gli amici, in abiti civili, che ho conosciuto nel corso degli anni travagliati che ho trascorso nel Corpo».
Occupati a salvaguardare la propria immagine
«Come organizzazione sindacale non chiediamo di trovare singoli colpevoli (che nel caso devono rispondere alla loro coscienza prima di tutto) ma pretendiamo che si squarci, sul fenomeno dei suicidi in divisa, la cortina fumogena delle amministrazioni d’appartenenza – sostiene il Silf (sindacato lavoratori finanzieri) Toscana e Pistoia -, troppo spesso più occupate a salvaguardare la propria immagine che il benessere del personale, in tal senso avviando interventi immediati sulle criticità organizzative, alcune delle quali evidenziate proprio dal compianto lavoratore. Rimaniamo convinti che lo spirito di corpo non si dimostri nascondendo la polvere sotto un tappeto ma affrontando con onestà e trasparenza i problemi».

Purtroppo, questo giovane Maresciallo della Guardia di Finanza col suo gesto estremo, disperato ha voluto denunciare i “superiori” che non avrebbero alcun rispetto dei regolamenti perchè pensano solo che all’esterno l’immagine del Corpo appaia perfetta, senza interessarsi minimamente delle persone. E’ un’accusa molto forte che dovrebbe far sì che questo drammatico gesto del giovane finanziere possa servire a far luce sui comportamenti delle “sfere più alte”. Quanto accaduto è di una gravità inaudita e spero che gli eventuali colpevoli siano puniti severamente per non aver rispettato i regolamenti e i “sottoposti”. Le più sentite condoglianze ai poveri genitori colpiti da un dramma indescrivibile.
Ottima riflessione,condivido
Vogliamo parlare dei trasferimenti, alcuni vengono mandati lontano da casa e non possono avvicinarsi, altri già a fine corso vengono assegnati nelle regioni viciniori, senza una motivazione violando l’articolo 97 della Costituzione.
Ottima considerazione, condivido