Sanità, i segretari dei circoli Pd chiedono unità e responsabilità
“E’ tempo di chiudere velocemente una polemica tutta sugli assetti e di affrontare, invece, i temi che riguardano da vicino la vita delle persone – spiega Leonelli. Ci preoccupa, ad esempio, la situazione della Nestlè-Perugina e ci allarmano le indiscrezioni riportate nel merito oggi dalla stampa. In direzione non parlerò, dunque, di equilibri (come del resto in direzione nazionale non si è mai discusso dei direttori dei ministeri o dei vertici dell’Eni o delle Ferrovie dello Stato) ma parleremo delle sfide che abbiamo davanti per il futuro della nostra regione”.
Intanto, dopo i sindaci, anche i segretari dei circoli Pd umbri chiedono unità e responsabilità per riorientare la discussione sulle priorità per l’Umbria. “I segretari comunali e di circolo del Pd Umbria – scrivono in una nota – esprimono dissenso per quanto accaduto in questi ultimi giorni in giunta Regionale rispetto all’aspro confronto sulle nomine dei dirigenti della sanità umbra.
Ritenendo che il Partito Democratico abbia bisogno di unità per poter svolgere i propri compiti e per portare avanti il programma presentato in campagna elettorale, crediamo necessario chiudere al più presto questa spiacevole pagina che da una parte porta sgomento ed incomprensione negli iscritti e negli elettori, e dall’altra mette in seria difficoltà i segretari e tutti coloro che operano nei territori. Auspichiamo che il senso di responsabilità prevalga su qualsiasi altra logica e che la Politica con P maiuscola ritorni ad occupare la centralità del dibattito. Chiediamo a tutti lo sforzo di uscire da questa logica puramente autoreferenziale che si dimostra esclusivamente dannosa per il partito e per la prosecuzione del lavoro.
Noi siamo impegnati sui nostri territori, a fianco degli amministratori e a fianco dei cittadini, a tessere e rinsaldare legami importanti per svolgere al meglio la nostra azione politica. E abbiamo bisogno che le connessioni che ogni giorno costruiamo siano avvalorate da un atteggiamento positivo e costruttivo delle istituzioni tutte. Condividendo la posizione espressa all’unanimità dalla segreteria regionale auspichiamo una rapida risoluzione dei problemi per dare continuità a tutto quello che in questi giorni è rimasto sospeso e che invece necessita di rapide soluzioni, così come si aspettano non solo gli iscritti del PD ma in generale i cittadini umbri”.
Primi firmatari: Francesco Maria Giacopetti, Perugia, Jonathan Monti – Terni, Patrizia Epifani – Foligno, Carlo Antonini – Spoleto, Rossella Cestini – Città di Castello, Giovanni Valdambrini – Umbertide, Sandro Pasquali – Intercomunale Trasimeno, Federico Masciolini – Assisi, Andrea Scopetti – Orvieto, Giacomo Giulietti – Bastia, Stefano Massoli – Marsciano, Marco Arcangioli – Castiglione del Lago, Oriella Passeri – Gubbio, Pietro Chiasserini – San Giustino centro, Antonio Luna – Spello,Fabio Maccarelli – Bevagna, Paolo Bragotti – Citerna, Mario Fattorini – Po’ Bandino, Tiziana Chiodi – Deruta, Lorenzo Polidori – Fossato di Vico, Angelo Antonini – Giano dell’Umbria, Maurizio De Luca – Gualdo Cattaneo, Stefano Vinti – Magione, Luigi Bevagna – Magione Centro, Maurizio Cacciamani – Montone, Vincenzo Scorza – Perugia centro, Elena Chioccoloni – Collestrada, Elisabetta Panciarola – Castel del Piano, Gabriella Suella – Resina, Morena Bigini – Valfabbrica, Roberto Lucchetti – Acquasparta, Daniele Miliacca – Amelia, Carlo Polidori – Monteleone di Orvieto, Federico Giovanni – Orvieto Centro Storico, Carlo Pedichini – Ciconia, Gabriele Rossetti – San Venanzo.

Caro Giacomo, quello che hai indicato è perfettamente giusto e condivisibile. Purtroppo però i buoni propositi hanno senso nel momento che diventano operativi attraverso le azioni e le azioni le pongono in essere le persone. Ecco quello che è accaduto in questi guorni nell’ambito della Sanità Umbra pone un grosso interrogativo. Il PD umbro crede nelle motivazioni che tu hai richiamato per costruire un sentiero politico propulsivo per raggiungere l’obiettivo di una Sanità a misura dei cittadini? Se questo orientamento c’è gli uomini non dovrebbero essere un problema. Se al contrario gli uomini sono un problema sorge il dubbio che la Sanità possa essere un mezzo per soddisfare prioritariamente altri obiettivi.