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Confagricoltura punta sul nocciolo per garantire reddito ad agricoltori

Da sinistra Francesco Tei, Ettore Fontana, Fernanda Cecchini, Marco Caprai, Daniela Farinelli, Giuseppe Ginnasi (2)

Incontro ad Agriumbria tra produttori, ricercatori e trasformatori per capire le opportunità – L’assessore Cecchini ha annunciato incontro con Nestlé per sviluppare filiera regionale

(umbriajournal.com) by Avi News BASTIA UMBRA – C’erano i rappresentanti di tutta la filiera del nocciolo intorno al tavolo riunito da Confagricoltura Umbria al centro fieristico di Bastia Umbra, in occasione della 48esima edizione di Agriumbria. Sabato 2 aprile, produttori, ricercatori e trasformatori finali si sono confrontati tra di loro per capire se lo sviluppo della produzione di nocciole anche in Umbria possa portare nuove possibilità di reddito in questa regione. All’incontro dal titolo ‘Il nocciolo: innovazione e opportunità’ sono intervenuti Marco Caprai, presidente di Confagricoltura Umbria, Fernanda Cecchini, assessore alle politiche agricole e agroalimentari della Regione Umbria, Ettore Fontana di Ferrero Italia, Giuseppe Ginnasi dell’azienda agricola Fratelli Ginnasi, Francesco Tei direttore del Dipartimento di scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università degli studi di Perugia, e Daniela Farinelli, ricercatrice dell’Università degli studi di Perugia.

Le opportunità. “Dobbiamo cercare le migliori opportunità per le imprese agricole – ha spiegato Caprai – e oggi la produzione della nocciola appare promettente per garantire maggior reddito ai nostri agricoltori. La sua coltivazione è, infatti, sempre più carente nel mondo e soggetta a stagionalità. Ad esempio, l’anno scorso in Turchia, paese leader nella produzione di questo frutto, c’è stata una grave carenza di prodotto. L’industria dolciaria italiana si sta, così, prendendo la responsabilità di costruire una filiera nazionale della nocciola, vedi Ferrero che sta portando avanti importanti accordi con alcune Regioni”.

Contatti con Nestlé. “Lo stesso Programma di sviluppo rurale – ha ricordato Cecchini – non esclude il sostegno alla coltivazione del nocciolo ed è bene ricordare la grande richiesta che arriva dal mondo della trasformazione. Non vedo perché questa produzione non possa attecchire anche in Umbria, patria del Bacio Perugina. Si potrebbe benissimo coniugare con la nostra grande capacità di lavorazione delle nocciole. Su questo ci stiamo impegnando e nei prossimi giorni incontreremo pure Nestlé”.

La ricerca. In quest’ottica un ruolo centrale lo dovrà avere il mondo della ricerca visti anche gli importanti progetti di successo realizzati dalla stessa Farinelli e dal professore dell’ateneo perugino Sergio Tombesi. “Da anni – ha commentato Farinelli – stiamo sviluppando un programma di miglioramento genetico per incrocio che ha portato alla costituzione di sei nuove varietà particolarmente apprezzate perché di gran pregio: Tonda francescana, Volumnia 1, Volumnia 2, Volumnia 3, Volumnia 4 e Tonda etrusca. Abbiamo, così, cercato di soddisfare le esigenze dell’industria dolciaria e degli agricoltori creando varietà adatte a produrre in maniera costante, elevata e di qualità. Siamo impegnati anche nell’ottimizzazione dei processi e delle tecniche di propagazione per talea e innesto. Queste sono tutte premesse essenziali alla crescita del settore”.

Esperienze nel Viterbese. Giuseppe Ginnasi ha, infine, raccontato la sua pluridecennale esperienza nel campo della coltivazione del nocciolo, produzione di rilievo nel viterbese e con una grande storia alle spalle, che ha permesso anche lo sviluppo di industrie metalmeccaniche specializzate nella realizzazione di macchinari per la raccolta delle nocciole.

Nicola Torrini

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