Non solo grandi numeri a Umbria Jazz, ma anche vicinanza ai pazienti dell’ospedale 

Non solo grandi numeri a Umbria Jazz, ma anche vicinanza ai pazienti dell'ospedale 

Non solo grandi numeri a Umbria Jazz, ma anche vicinanza ai pazienti dell’ospedale

Se la Rete è cartina del tornasole per conoscere il giudizio della gente, allora si può dire che l’accoglienza dei FUNK OFF, di Sonia Peana e Paolo Fresu al Santa Mara della Misericordia è stata trionfale. Lo ha ricordato anche il direttore del festival Giampiero Rasimelli durante la conferenza stampa di rendiconto della manifestazione che chiude i battenti stasera con numeri da capogiro in tema di presenze e di incasso.

Rasimelli ha certificato che gli artisti che sono transitati all’ospedale di Perugia hanno prodotto una marea di visualizzazioni dei video postati anche dagli operatori sanitari che hanno plaudito alla iniziativa.

Oltre 100 mila contatti. Le presenze dei musicisti sono state volutamente contenute (meno di un’ora) per non pregiudicare alcuna attività assistenziale, ma la loro efficacia è stata dirompente. Un segnale forte, che ha sancito una sorta di alleanza tra gli organizzatori e la direzione dell’Azienda Ospedaliera. Apprezzamenti sono pervenuti da pazienti e familiari e non solo via web, con lettere e messaggi indirizzati alla direzione sanitaria.

A non aver avuto dubbi sul gradimento della presenza di una rappresentanza dei  protagonisti di Umbria Jazz è stato il commissario straordinario dell’ospedale Antonio Onnis, tenace appassionato di questo genere musicale, abituale frequentatore della manifestazione di Perugia anche negli anni passati.

Onnis ha lanciato l’idea e il patron della storica kermesse Carlo Pagnotta ha dato subito il placet. Grazie ad un esperimento così gratificante, appare scontato che l’appuntamento verrà  ripetuto già nella prossima edizione, con le stesse caratteristiche di questa prima volta: programma snello, nessun posto a sedere, musica negli spazi comuni del nosocomio e con artisti disponibile ad dare una testimonianza musicale anche nelle strutture di degenza.

“La musica va dove serve, e qui in ospedale sicuramente serve – ha detto il grande trombettista sardo Paolo Fresu”. Nella sala d’attesa della struttura di Pediatria i fotogrammi della visita di Sonia e Paolo Fresu hanno lasciato il segno: quei due piccoli pazienti, affascinati dalla musica hanno chiesto di essere protagonisti e non spettatori. La musica è davvero universale.

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