Centenario Dario Fo apre celebrazioni culturali diffuse in Umbria

Centenario Dario Fo apre celebrazioni culturali diffuse in Umbria

Presentato a Perugia il francobollo e il manifesto di Umbria Jazz

Con la presentazione del francobollo celebrativo dedicato ai cento anni di Dario Fo e dell’immagine ufficiale di Umbria Jazz 2026, l’Umbria ha inaugurato un programma culturale che accompagnerà l’intero anno, costruito per rendere omaggio a una delle personalità più incisive del Novecento italiano. Nel Salone d’Onore di Palazzo Donini a Perugia, istituzioni regionali, amministratori locali, rappresentanti del mondo culturale e della Fondazione Fo Rame hanno dato il via a un percorso che intreccia teatro, arti visive, musica e memoria civile.

Il valore simbolico del francobollo celebrativo

Il francobollo, tratto da una fotografia iconica realizzata da Guido Harari, è stato presentato come un riconoscimento dal forte valore simbolico. L’immagine scelta restituisce la vitalità scenica e l’energia creativa che hanno reso Fo un riferimento internazionale. L’annullo filatelico ha suggellato l’apertura ufficiale delle celebrazioni, sottolineando la volontà di costruire un racconto condiviso che attraversi l’intera regione.

Alla cerimonia hanno partecipato la presidente della Regione, Stefania Proietti, il vicepresidente con delega alla Cultura Tommaso Bori, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, il vicesindaco di Gubbio Francesco Gagliardi, il direttore dei Musei Nazionali dell’Umbria Costantino D’Orazio, insieme ai vertici di Umbria Jazz Carlo Pagnotta e Stefano Mazzoni. Presenti anche Mattea Fo e Stefano Bertea per la Fondazione Fo Rame, a testimonianza del legame diretto con l’eredità artistica del Maestro.

Il manifesto di Umbria Jazz 2026 e la Danza degli Zanni

Il manifesto di Umbria Jazz 2026 è stato realizzato utilizzando La Danza degli Zanni, opera del 2013 concessa dalla Fondazione Fo Rame. La scelta non è casuale: la figura dello Zanni, maschera antica della commedia dell’arte, incarna quella miscela di ironia, ribellione e vitalità che ha attraversato tutta la produzione di Fo. L’immagine, definita dagli organizzatori come una sorta di “spartito visivo”, richiama il ritmo teatrale e la gestualità che caratterizzavano il suo linguaggio scenico.

Il riferimento allo Zanni apre anche un collegamento ideale con Francesco d’Assisi, di cui nel 2026 ricorrono gli 800 anni dalla morte. Negli archivi della Fondazione è conservato un bozzetto utilizzato per la lezione-spettacolo Giotto non Giotto, in cui Fo rappresentava Francesco danzante dopo la liberazione dalla prigionia seguita al conflitto tra Assisi e Perugia. Un intreccio di storia, spiritualità e teatro che riaffiora oggi nelle celebrazioni umbre.

Il legame con il jazz e l’omaggio di Enrico Intra

Il rapporto tra Fo e il jazz affonda le radici negli anni Cinquanta, quando a Milano si formò un nucleo creativo che univa musica, teatro e satira. Tra i protagonisti di quella stagione c’era Enrico Intra, amico fraterno del Maestro e compagno di sperimentazioni artistiche. La loro collaborazione contribuì a definire un linguaggio nuovo, capace di fondere improvvisazione musicale e narrazione teatrale.

Sarà proprio Intra a guidare il concerto speciale che Umbria Jazz dedicherà a Fo nel luglio 2026, un doppio omaggio che ricorda sia il centenario della nascita sia i dieci anni dalla scomparsa dell’artista. Un appuntamento che si inserisce nel più ampio calendario di eventi diffusi in tutta la regione, coinvolgendo teatri, musei, associazioni e amministrazioni locali.

Una rete regionale per un anno di celebrazioni

Il programma del Centenario Dario Fo si svilupperà lungo tutto il 2026, con iniziative che toccheranno numerosi comuni umbri. L’obiettivo è costruire un percorso corale che valorizzi la pluralità delle realtà culturali del territorio. Mostre, spettacoli, incontri, proiezioni e attività didattiche comporranno un mosaico che restituisce la complessità di un artista capace di attraversare linguaggi diversi, mantenendo sempre uno sguardo critico e profondamente umano.

Le celebrazioni, coordinate dalla Regione in collaborazione con la Fondazione Fo Rame, mirano a trasformare l’Umbria in un laboratorio culturale aperto, dove la memoria del Maestro diventa occasione per riflettere sul ruolo dell’arte nella società contemporanea. Un percorso che unisce tradizione e innovazione, radici e sperimentazione, nel segno di una figura che ha saputo parlare al pubblico con forza, ironia e libertà creativa.

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