Tensione a Terni: il Presidente chiede un tavolo al Ministro Foti
TERNI, 20-02-2026 – Il coordinamento delle zone a fiscalità agevolata accende lo scontro istituzionale in Umbria. Il Presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi, ha inviato una dura nota al Ministro Tommaso Foti e alla governatrice Stefania Proietti, denunciando una mappatura dei territori che escluderebbe aree vitali del ternano, favorendo una sorta di cannibalismo industriale interno alla regione. Secondo Bandecchi, i dati su cui si poggia l’attuale ripartizione sono obsoleti e non fotografano il reale stato di sofferenza socio-economica del sud dell’Umbria, come riporta il comunicato della Provincia di Terni.
Il Ministero ha gelato le speranze di una modifica immediata, confermando che la zonizzazione resterà blindata fino al termine del 2027. La replica governativa ha chiarito come le scelte strategiche, effettuate negli anni passati dalla Regione, abbiano tracciato un solco profondo che oggi impedisce correzioni in corsa. Bandecchi punta il dito contro i vertici passati di Palazzo Donini, accusandoli di aver ignorato le istanze di centri nevralgici come l’Orvietano e la Valnerina, territori già provati da crisi sistemiche e dal sisma, ora paradossalmente privati degli strumenti di rilancio garantiti dalla normativa europea.
La preoccupazione maggiore riguarda la “concorrenza sleale” che si verrebbe a creare tra comuni limitrofi ma dotati di regimi fiscali opposti. Senza un intervento correttivo, il timore è che le imprese attive a Terni possano migrare verso aree geograficamente vicine ma inserite nei benefici della carta degli aiuti, accelerando un processo di deindustrializzazione già latente. Il Presidente ha sollecitato l’apertura di un tavolo di confronto tecnico tra Ministero e Regione per rimettere mano ai criteri di selezione, cercando di anticipare le linee guida che la Commissione Europea emanerà nel corso del 2026.
Nel documento inviato alla Presidente Proietti, viene chiesto un cambio di rotta netto rispetto alle politiche precedenti. Bandecchi sottolinea come l’attuale assetto sia un’eredità pesante che ricade sulle spalle della nuova amministrazione, ma che necessita di una gestione politica coraggiosa. L’obiettivo è ottenere una revisione che non lasci indietro nessuno dei trenta comuni della provincia, garantendo che l’Umbria del Sud possa finalmente competere ad armi pari nel panorama degli investimenti nazionali e internazionali, evitando che il confine provinciale diventi una barriera allo sviluppo.

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