Teleriscaldamento a Terni, Melasecche, dopo venti anni si impone una soluzione 

Teleriscaldamento, Melasecche, dopo venti anni si impone una soluzione 

Teleriscaldamento a Terni, Melasecche, dopo venti anni si impone una soluzione   Uno dei non pochi problemi irrisolti che da troppo tempo non fa onore alla nostra città è quello della mancata soluzione del progetto del Teleriscaldamento. In assenza del sindaco dell’epoca, Prof. Ciaurro, presiedetti la giunta che ne deliberò la realizzazione e non avrei mai immaginato di ritrovarmi dopo quasi venti anni ad affrontare di nuovo quello che è diventato un problema che ad oggi rischia di costituire l’ennesima incompiuta, anche perché nel corso di questi anni è stato uno dei molti cavalli di battaglia di una opposizione tutt’altro che remissiva.

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Enrico Melasecche

Vari imprenditori versarono cifre ragguardevoli per contribuire a quella realizzazione e migliaia di cittadini credettero alla promessa che una parte del calore prodotto dalle acciaierie, piuttosto che disperdersi in aria potesse riscaldare  interi edifici del Quartiere di Borgo Bovio fino a giungere alle ex Officine Bosco del nostro Centro Multimediale. Da un problema una grande opportunità. Questo era il progetto realizzato in collaborazione con AST che forniva gratuitamente la fonte di calore in eccesso derivante da alcune sue lavorazioni.

Dopo un così lungo periodo di tempo oggi, quell’acqua circola ad una temperatura non pressurizzata a 120 gradi, quindi assolutamente troppo bassa per riscaldare appartamenti ed uffici. Per questa ragione vari imprenditori furono costretti a riconvertire gli impianti, montare caldaie a metano, con costi rilevanti sia di installazione che di esercizio e con un inquinamento di gran lunga superiore rispetto all’obiettivo che quel progetto si prefiggeva viceversa di ridurre.

È ormai da troppo tempo scaduto il termine per dare una soluzione al problema, con la Corte dei Conti che potrebbe anche chiedere le ragioni di una spesa non lieve fin qui sopportata per realizzare un impianto che se rimanesse in queste condizioni costituirebbe un fallimento. Costituisce peraltro un’offesa all’intelligenza di tutti i ternani sostenere, come è accaduto, che tutto funzioni regolarmente.

Che vi siano state e vi siano responsabilità nella conduzione non proprio brillante da parte del Comune di questa ventennale vicenda appare fin troppo evidente. Tuttavia intendiamo con la collega Salvati porre quanto prima rimedio al caso per riportare anche su questo fronte la massima chiarezza e, grazie alla collaborazione delle acciaierie, tagliare il nastro di una idea vincente nata nel secolo scorso che questa giunta intende onorare.

Un altro tassello di una città che riparte.

 

Enrico Melasecche

Assessore alla Programmazione Strategica, Urbanistica,

Smart City, Lavori Pubblici

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