Anticipazione di liquidità per pagare i debiti: il consiglio di Terni approva

 
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Mobilitazione sotto Palazzo Spada 10 agosto Terni, protesta politica

Anticipazione di liquidità per pagare i debiti: il consiglio di Terni approva

Questo pomeriggio il Consiglio comunale ha deliberato, con 18 voti a favore (centrodestra), 8 contrari e 2 astenuti, di mettere a disposizione dell’Osl – Organismo straordinario di liquidazione – le risorse finanziarie necessarie per la liquidazione in forma semplificata della massa passiva dell’Ente. L’adesione, su proposta dell’Osl con delibera di Giunta n.125 del 10 maggio 2019, alla modalità semplificata di liquidazione secondo le previsioni dell’art.258 del Tuel ha offerto al comune la possibilità di accedere all’anticipazione di liquidità a valere sul Fondo di rotazione per la stabilità degli enti locali da destinare all’incremento della massa attiva per il pagamento dei debiti dichiarati ammissibili.

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L’Osl ha ritenuto ammissibili e di competenza della gestione liquidatoria debiti, relativi a fondi non vincolati, per 39.722,460,37 (ordinari) e per 433.220,73 (privilegiati). Inoltre, con medesima deliberazione, il Consiglio ha indicato all’Osl la percentuale di stralcio del debito da applicare per ogni fornitore che ha presentato istanza di ammissione alla massa passiva dell’Ente. Ad ogni fornitore verrà offerta in via transattiva, con la formula niente più a pretendere, il 60% del credito che vanta nei confronti dell’Ente. Coloro che accetteranno la proposta si vedranno stralciare il 40% del loro credito.

“La modalità semplificata di liquidazione – ha spiegato la presidente dell’Osl Giulia Collosi durante l’esame in 3^ commissione – rispetto all’ordinaria è più rapida, permette di pagare i creditori in tempi molto veloci, ma con riduzioni sugli importi. Questo presuppone che nelle casse della Osl ci sia denaro liquido per poter pagare in tempi celeri. A tal fine il Ministero aiuta con un Fondo di rotazione a cui i comuni dissestati possono accedere per ottenere delle anticipazioni di liquidità”.

Valdimiro Orsini (Pd): “Aderendo a questa procedura si rende meno stringente il dissesto per il Comune, avrà durata sempre quinquennale ma l’Ente ha meno vincoli, ad esempio può alienare il suo patrimonio. L’adesione alla procedura è un salasso per i creditori, c’è chi può sopportarla e chi no. Le imprese in difficoltà rischiano il fallimento. Contrarietà politica, avviene sulle spalle dei creditori e dei cittadini ternani. In campagna elettorale avevate detto che avreste fatto pesare il meno possibile sulle spalle dei creditori e dei cittadini il dissesto, cosa che non fate”.

Orlando Masselli (Fdi): “La posizione politica del Pd è una acrobazia, il voto contrario viene da chi è stato protagonista del dissesto. Le imprese sono state costrette a chiedere prestiti bancari per sopperire ai mancati pagamenti del comune. Ora la procedura consente almeno in parte di essere pagati. L’aggravio per i tassi finanziari è irrisorio per il Comune che avrà comunque un risparmio del 40%”.

Alessandro Gentiletti (Senso Civico): “C’è una scelta politica di questa amministrazione di far pagare il dissesto ai creditori privati, alle aziende, alle fornitori. C’è un vantaggio per l’Ente, c’è uno svantaggio oggettivo per i debitori”.

Lucia Dominici (Fi): “La maggioranza si assume le sue responsabilità che sicuramente non ha quello di aver causato il dissest. L’attuale saldo stralcio è una opportunità, le imprese che non aderiscono possono al termine di questa fase richiedere il pagamento integrale di quanto dovuto. Sono orgogliosa che questa amministrazione si sta prendendo delle responsabilità per sopperire a una situazione che non ha determinato”.

Thomas De Luca (M5s): “Tradimento del mandato amministrativo di questa maggioranza che non farà pagare i responsabili di questo disastro finanziario. I debiti fuori bilancio per norma sono in capo ha chi assunto quella spesa e a chi l’ha permessa. Questa procedura fa pagare i cittadini. C’è un debito che contiene tutto il malgoverno del sistema Terni. Questa amministrazione comunale ha paura ad entrare nella massa debitoria, preferisce garantire impunità dei responsabili. Voto fermamente contrario dei Cinque Stelle”.

Cristiano Ceccotti (Lega): “Le responsabilità sul dissesto sono chiare, fanno capo al Pd. Questa maggioranza si prende la responsabilità di attivare procedure che consentono all’ente di riequilibrarsi e di approdare ad una azione amministrativa normalizzata. Il dissesto oltre ai debiti consolidati ha portato a un ulteriore debito per il comune: il pagamento dell’azione dell’Osl e degli uffici amministrativi deputati, oltre 600 mila euro. Passività di 40 milioni di euro di debito, dovuto a procedure pressappochistiche. La procedura ordinaria è molto più penalizzante per l’Ente, tant’è che nessun comune l’adotta. La procedura che la giunta ha proposta genera, oltre che alla riduzione della massa passiva, l’importante effetto positivo di evitare all’ente risanato le ulteriori richieste dei creditori che aderiscono. Vi è una certezza sui tempi di pagamento a fronte di una transazione. La procedura ordinaria invece è più lunga e articolata. C’è il rischio concreto di affrontare una nuova criticità finanziaria per l’Ente. Per questo voto favorevole della Lega”.

Francesco Filipponi (Pd): “Nessun vuole riscrivere la storia, nel passato ci sono stati anche errori di ascolto delle opposizioni di allora. La stragrande maggioranza dei debiti ora in pagamento sono debiti già regolarmente iscritti al bilancio passato ma l’allora amministrazione non aveva la liquidità per soddisfarli. La contrarietà del Pd nasce dal fatto che non riteniamo condivisibile che le imprese debbano sopportare un ulteriore sacrificio”.

Paolo Angeletti (Terni Immagina): “Non c’è stata analisi costi benifici. Si tratta di una scelta tecnica, non politica. Il problema dell’attesa del pagamento alle imprese. Mi asterrò perché ho dubbi sia sulla sostanza delle operazione che sulla sua equità”.

Federico Brizi (Lega): “Condivido la proposta di pagamento immediato seppur ridotto, in quanto porta benefici sia per l’Ente che vede ridotta la sua massa debitoria che per le imprese che vedono soddisfatti subito i loro pagamenti, seppur in maniera parziale”.

Leonardo Bordoni (Lega): “C’è libertà da parte dei creditori di aderire o no. Con la procedura semplificata non c’è danno per l’Ente, anzi beneficio. La valutazione dei debiti fuori bilancio fa capo alla Osl. Questa maggioranza si assume il merito politico di risanare il comune di Terni”.

Valentina Pococacio (M5s): “Non può essere un vanto far pagare meno del dovuto chi ha lavorato per il comune. Il centrodestra in campagna elettorale aveva promesso che avrebbe fatto pagare i responsabili, non ho ancora visto nessun atto di responsabilità promosso da questa amministrazione”.

“Quello che si va a proporre è uno stralcio – ha dichiarato il sindaco Leonardo Latini in sede di replica – è una scelta su base volontaria, il creditore può aderire o meno, se non lo fa va ad esigere la somma integrale, anche se i tempi si allungano, ma questo non è certo responsabilità dell’Amministrazione Comunale. Ci sarà una importante immissione di liquidità in una città in crisi e questo è un benificio; con questa procedura questa amministrazione avrà poi meno vincoli per poter governare al meglio, può fare delle scelte nell’interesse delle città.

La procedura semplificata abbiamo scelta di aderire alla procedura semplificata, prevedendo una decurtazione del 40% che è il minimo previsto dalla legge che prevede una forbice fino al 60%. Se tutti i comuni hanno scelto la procedura individuata da noi, vuol dire che è conveniente per gli enti ma anche per le comunità amministrate. Sulle responsabilità c’è un controllo della magistratura contabile anche sull’operato dell’Osl”.

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