Il tecnico promuove l’atteggiamento e chiede ancora pazienza
📌 FLASH NEWS – Il Perugia saluta la Coppa Italia dopo il 2-1 subito al Curi contro la Vis Pesaro. Aimo Diana promuove atteggiamento e prestazione dei biancorossi, ma indica condizione, finalizzazione e conoscenza reciproca tra gli aspetti da migliorare.
Il Perugia esce dalla Coppa Italia di Serie C, sconfitto per 2-1 dalla Vis Pesaro nella serata dell’esordio di Aimo Diana allo stadio Renato Curi. Un risultato che lascia amarezza nell’ambiente biancorosso, soprattutto alla luce di una prestazione giudicata positivamente dal nuovo allenatore.
La serata ha coinciso anche con il ritorno a Pian di Massiano di Alessandro Gaucci, in un Curi che al termine della gara ha comunque accompagnato la squadra con gli applausi. Proprio la reazione del pubblico è stata indicata da Diana come uno dei segnali più significativi arrivati dalla partita.
Il tecnico non nasconde la delusione per l’eliminazione, ma separa nettamente il risultato da quanto visto sul terreno di gioco. La squadra, ancora nel pieno di una fase di costruzione tecnica e tattica, ha mostrato secondo l’allenatore diversi elementi sui quali continuare a lavorare.
Diana tra soddisfazione e rabbia per il risultato
Il sentimento del tecnico biancorosso al termine della partita è duplice. Da una parte la soddisfazione per quanto espresso dalla squadra, dall’altra la rabbia per una sconfitta arrivata in una gara nella quale il Perugia ha costruito occasioni e mostrato una precisa identità.
«Sono contento, ma incazzato», ha sintetizzato Diana, spiegando come la Coppa Italia abbia comunque permesso di ricavare numerose indicazioni positive.
Per l’allenatore la squadra ha disputato una buona partita soprattutto sotto il profilo dell’atteggiamento, elemento considerato prioritario in questa prima fase della stagione. È proprio dalla mentalità mostrata contro la Vis Pesaro che Diana vuole partire per costruire il nuovo Perugia.
Il tecnico ha ricordato come un atteggiamento corretto consenta anche di sviluppare meglio quanto provato durante gli allenamenti. La strada, dunque, appare tracciata, anche se il lavoro da svolgere rimane consistente.
Condizione atletica e precisione tra gli aspetti da migliorare
Diana non ha nascosto i problemi ancora presenti. Uno dei principali riguarda la condizione atletica, che secondo l’allenatore influenza diversi momenti della partita.
Una migliore preparazione consentirà ai giocatori di essere più efficaci nei contrasti, arrivare prima degli avversari sui palloni decisivi e avere maggiore lucidità quando si presenta l’occasione per concludere verso la porta.
La finalizzazione è stata infatti uno dei temi centrali dell’analisi del tecnico. Il Perugia ha creato situazioni interessanti, ma non è riuscito a trasformarle con sufficiente continuità.
Gli aspetti positivi verranno conservati e sviluppati, mentre quelli negativi dovranno essere affrontati immediatamente. Diana ha posto l’attenzione anche sui gol incassati e sulla necessità di sviluppare quello che ha definito «spirito di sopravvivenza» nei momenti delicati della partita.
Il gol subito prima dell’intervallo
Particolare attenzione è stata dedicata alla rete incassata nel finale della prima frazione. Secondo Diana, proprio negli ultimi secondi prima dell’intervallo la squadra deve imparare a percepire maggiormente il pericolo.
Il campionato, secondo il tecnico, contribuirà anche ad aumentare concentrazione e attenzione perché rappresenta una competizione differente rispetto alla Coppa Italia.
Il giudizio complessivo resta comunque positivo, ma Diana mantiene i piedi per terra. Il Perugia ha giocato una buona partita, ma un singolo incontro non può essere sufficiente per valutare una squadra profondamente rinnovata.
L’obiettivo adesso è dare continuità ai segnali emersi al Curi.
Diana chiede maggiore autonomia ai suoi giocatori
Un altro concetto sottolineato dall’allenatore riguarda la responsabilità individuale. Diana ha avuto poco tempo per lavorare con il gruppo e proprio per questo ritiene fondamentale che i giocatori riescano progressivamente a muoversi con maggiore autonomia.
Non tutto può dipendere dalle indicazioni provenienti dalla panchina.
«Non solo essere spronati, ma anche da loro deve uscire qualcosa di diverso», ha spiegato il tecnico parlando della necessità che la squadra sviluppi una propria capacità di interpretare le situazioni.
Anche la reazione mostrata nello spogliatoio è stata considerata significativa. Diana ha trovato giocatori arrabbiati per la sconfitta, ma contemporaneamente consapevoli che la prestazione potesse rappresentare la direzione da seguire.
Il potenziale del nuovo Perugia
Diana continua a parlare di potenziale, pur ammettendo di non conoscere ancora completamente i limiti e le possibilità della squadra.
Il gruppo è stato profondamente modificato e il tecnico ha sottolineato come la società abbia cercato calciatori con caratteristiche compatibili con il tipo di calcio che intende proporre.
Questo rappresenta un vantaggio nella costruzione del nuovo progetto. Inserire giocatori già predisposti a determinate richieste tattiche può abbreviare i tempi necessari per assimilare principi e movimenti.
Diana, tuttavia, non vuole alimentare aspettative immediate. Il percorso viene definito difficile e complicato e servirà ancora tempo.
Gli sprazzi mostrati contro la Vis Pesaro vengono considerati importanti, così come l’atteggiamento complessivo della squadra.
Gli applausi del Curi come segnale della serata
Uno dei passaggi più significativi dell’analisi dell’allenatore riguarda il pubblico.
Nonostante la sconfitta e l’eliminazione dalla Coppa Italia, i giocatori sono usciti dal campo accompagnati dagli applausi dei tifosi del Curi.
Per Diana questo potrebbe essere stato addirittura il segnale più importante della serata.
Il pubblico ha evidentemente riconosciuto l’impegno e la volontà mostrati dalla squadra. Un rapporto positivo tra tribuna e campo può diventare un elemento importante nel percorso che il nuovo Perugia sta iniziando.
La poca conoscenza pesa sui due gol subiti
Diana ha analizzato anche alcuni momenti precedenti alle reti della Vis Pesaro. Il tecnico aveva percepito una fase nella quale il Perugia si era abbassato e stava concedendo qualcosa agli avversari.
La squadra aveva bisogno di respirare, ma in quel momento sono emersi anche i problemi derivanti dalla scarsa conoscenza reciproca tra giocatori arrivati da poco.
Diana ha descritto quelle situazioni nelle quali due compagni esitano sulla stessa palla senza sapere immediatamente chi debba intervenire.
Sono automatismi che richiedono allenamenti e partite.
Il secondo gol subito è stato indicato come un esempio di questa situazione: un pallone sul quale l’incertezza dei biancorossi ha consentito agli avversari di intervenire.
Il portiere e una squadra ancora da conoscersi
Il tema della conoscenza reciproca riguarda anche il portiere, arrivato da pochissimo.
Diana gli aveva chiesto di giocare alto, uscire dalla porta e mostrare coraggio. Indicazioni che, secondo l’allenatore, sono state recepite.
Il tecnico non ha però voluto anticipare decisioni sulla titolarità nella prossima partita.
Il Perugia dispone di due portieri giovani, entrambi considerati validi, ma inevitabilmente chiamati a migliorare. Diana ha ricordato anche quanto sia complicato per un estremo difensore arrivare da pochi giorni e trovarsi immediatamente in campo con difensori ed esterni che ancora conosce poco.
La settimana di lavoro servirà anche per compiere ulteriori valutazioni.
Diana: «Porto il mio lavoro»
Interpellato sul cambiamento percepito rispetto alla precedente stagione, Diana ha evitato qualsiasi paragone.
L’allenatore ha spiegato di non poter giudicare ciò che accadeva uno, due o più anni fa.
«Io porto il mio lavoro», è stato il concetto espresso dal tecnico.
Diana e il suo staff intendono trasferire alla squadra le proprie conoscenze e il proprio metodo senza confrontare il presente con quanto avvenuto nelle precedenti gestioni.
Il progetto tecnico viene quindi costruito partendo dal lavoro quotidiano e dalle caratteristiche del gruppo attuale.
Il tiro dalla distanza è una soluzione cercata
Tra gli aspetti tattici emersi nella partita c’è stata anche la ricerca frequente della conclusione dalla distanza.
Non si è trattato di una scelta casuale.
Diana ha spiegato di avere a disposizione giocatori dotati di qualità balistiche e di voler utilizzare questa caratteristica.
La costruzione del gioco deve infatti arrivare a una conclusione. Continuare a sviluppare azioni senza trovare un finale rischierebbe di favorire continue ripartenze avversarie.
In alcune situazioni il tiro può essere utilizzato anche per chiudere l’azione e consentire alla squadra di ricompattarsi.
Il tecnico ritiene inoltre che il Perugia possa migliorare sulle palle inattive, un altro settore sul quale il lavoro è ancora agli inizi.
Tredici giocatori arrivati in due settimane
Il quadro nel quale Diana sta lavorando resta particolarmente complesso.
L’allenatore ha ricordato che tredici giocatori sono arrivati nell’arco di due settimane e che potrebbero esserci ulteriori innesti.
Una trasformazione così ampia impone cautela nella quantità di informazioni tattiche da trasferire contemporaneamente alla squadra.
Diana ritiene rischioso introdurre troppi concetti in poco tempo perché i giocatori potrebbero finire per confonderli.
Per questo il lavoro procede gradualmente, fissando pochi punti e cercando di consolidarli prima di aggiungere nuovi elementi.
Le difficoltà, secondo l’allenatore, arriveranno ancora. Ciò che però sembra essere già presente è lo spirito del gruppo.
I giovani chiamati a sfruttare ogni occasione
Diana si è soffermato anche sui giovani aggregati alla prima squadra.
Il tecnico considera importante offrire loro opportunità, ma contemporaneamente pretende intensità e capacità di sfruttare ogni minuto disponibile.
Entrare nel calcio dei grandi significa confrontarsi con giocatori che lottano quotidianamente per conquistare spazio e continuità.
Per questo, secondo Diana, un giovane deve essere pronto a «marciare a duecento all’ora», indipendentemente dal fatto che abbia a disposizione cinque, dieci o venti minuti.
Le occasioni devono essere utilizzate immediatamente.
Il mercato e la necessità di completare l’attacco
Il capitolo mercato rimane aperto, soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo.
Diana ha confermato che numericamente mancano ancora attaccanti.
La società è consapevole della situazione e sta lavorando per individuare i profili considerati adatti al progetto.
Il tecnico, tuttavia, non vuole acquisti effettuati soltanto per riempire rapidamente le caselle ancora vuote. La priorità è trovare i giocatori giusti.
Allo stesso tempo Diana ha ricordato che la responsabilità del gol non appartiene esclusivamente agli attaccanti.
Centrocampisti, difensori ed esterni devono contribuire alla produzione offensiva.
Contro la Vis Pesaro il Perugia ha costruito occasioni importanti senza riuscire a concretizzarle nella misura necessaria.
Non soltanto gli attaccanti devono trovare la rete
La capacità di distribuire i gol tra più giocatori rappresenta uno degli obiettivi del nuovo Perugia.
Il tecnico ritiene che anche centrocampisti, esterni e difensori possano diventare determinanti.
La partita di Coppa ha evidenziato una produzione offensiva giudicata interessante, ma è mancata la precisione nel momento conclusivo.
Diana confida che con il miglioramento della condizione e della conoscenza reciproca la squadra possa diventare più efficace.
L’allenatore immagina anche partite nelle quali il Perugia riuscirà a ottenere il risultato sfruttando poche occasioni, come spesso accade nel calcio.
Il 3-5-2 e le possibili alternative
Sul piano tattico, il 3-5-2 rappresenta il punto di partenza, ma non necessariamente l’unica soluzione disponibile durante la stagione.
Diana considera la difesa a tre particolarmente adatta alla propria idea di calcio e difficilmente intende rinunciarvi come struttura principale.
Il tecnico, però, vuole costruire una squadra capace di avere un piano alternativo.
Le caratteristiche dei giocatori presenti e di quelli che eventualmente arriveranno dal mercato potrebbero consentire variazioni nella disposizione del centrocampo e dell’attacco.
Anche il passaggio alla difesa a quattro potrà verificarsi durante determinate fasi di una partita.
Per Diana la difesa a tre può essere offensiva
Un concetto sul quale l’allenatore insiste riguarda l’interpretazione della difesa a tre.
Diana non la considera una scelta conservativa.
Al contrario, nel suo modo di intendere il calcio può diventare una struttura molto offensiva, soprattutto attraverso il movimento dei braccetti e il coinvolgimento degli esterni.
La differenza, secondo il tecnico, non viene determinata esclusivamente dai numeri utilizzati per descrivere il modulo, ma dal modo nel quale i calciatori occupano gli spazi e interpretano le diverse situazioni.
Il calcio, nella visione di Diana, può essere anche più semplice di quanto spesso venga rappresentato.
Autonomia e capacità di leggere la partita
All’interno di una struttura organizzata deve comunque rimanere spazio per l’iniziativa dei giocatori.
Diana vuole una squadra preparata tatticamente ma non prigioniera degli schemi.
I calciatori con esperienza devono possedere una propria autonomia di scelta e avere la capacità di riconoscere quello che accade durante la gara.
Non tutto può essere programmato dalla panchina.
Durante una partita possono verificarsi situazioni nelle quali una squadra compie movimenti non espressamente richiesti dall’allenatore ma funzionali allo sviluppo dell’azione.
È proprio questa capacità di interpretazione che Diana vuole far crescere parallelamente all’organizzazione collettiva.
Il ruolo dei braccetti nel sistema biancorosso
Particolare importanza viene attribuita ai giocatori impiegati ai lati del centrale nella difesa a tre.
Nel sistema di Diana i braccetti devono essere dinamici, partecipare alla costruzione e avere la capacità di accompagnare l’azione offensiva.
Sono ruoli nei quali viene richiesta una quantità significativa di corsa.
Nel corso della sua esperienza precedente, Diana ha avuto difensori capaci anche di arrivare vicino alla porta avversaria e contribuire alla realizzazione dei gol.
Il tecnico ritiene che anche l’attuale rosa del Perugia disponga di elementi con caratteristiche adatte a questo tipo di interpretazione.
Fisicità e palle inattive tra gli obiettivi
Nella costruzione della squadra viene ricercata anche una maggiore fisicità.
Forza, capacità di anticipo e ripartenza sono caratteristiche considerate importanti, soprattutto per aumentare l’efficacia nelle situazioni di palla inattiva.
Diana vuole un Perugia capace di essere pericoloso anche attraverso queste soluzioni.
Il lavoro è però soltanto all’inizio.
La squadra è stata assemblata in tempi molto rapidi, numerosi giocatori devono ancora conoscersi e il mercato non è terminato.
Il campionato come prossimo banco di prova
L’eliminazione dalla Coppa Italia lascia quindi un risultato negativo, ma anche diverse indicazioni sulle quali costruire il futuro immediato.
Diana non nasconde che servirà tempo e prevede ulteriori difficoltà durante il percorso.
La priorità resta consolidare l’atteggiamento mostrato contro la Vis Pesaro, aumentare la condizione atletica, migliorare la conoscenza reciproca e diventare più concreti sotto porta.
Il 2-1 subito al Curi chiude il percorso del Perugia nella Coppa Italia di categoria, ma apre contemporaneamente una fase nuova nella costruzione della squadra.
Il risultato non soddisfa Aimo Diana. La risposta dei giocatori, invece, rappresenta per il tecnico un punto dal quale ripartire. E gli applausi arrivati dagli spalti al termine della gara hanno consegnato al nuovo allenatore un primo segnale del rapporto che il Perugia dovrà cercare di costruire con il proprio pubblico.

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