Perugia Calcio, a Cesena un punto da grande, finisce in pareggio (1-1)

Gara giocata dai grifoni con il piglio della big, ricca di emozioni e che finisce in pareggio (1-1) al ‘Manuzzi’

 
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Perugia Calcio, a Cesena un punto da grande, finisce in pareggio (1-1)

Perugia Calcio, a Cesena un punto da grande, finisce in pareggio (1-1)

di Antonello Ferroni
PERUGIA – Niente sesta, ma il Perugia ha comunque di che sorridere. A Cesena trova un pareggio che permette di continuare la serie positiva dopo le belle cinque vittorie consecutive e di restare nel gruppone playoff, ma soprattutto arriva al termine di una partita giocata con piglio e determinazione, ricca di occasioni e di emozioni e che poteva anche finire meglio. Un motivo di fiducia ulteriore insomma, nel giorno dell’assenza di Cerri e con un eccelso Diamanti in più nel motore sul campo di un avversario ostico e ben guidato dal vecchio volpone Castori, uno che sa benissimo come vincere contro un avversario più forte.

GRAN PRIMO TEMPO

Il Perugia è reduce da cinque vittorie consecutive, ha lanciato il suo messaggio al campionato e, guidato da un Diamanti in grande spolvero, sfodera un primo tempo degno di nota e ricco di occasioni. I grifoni fanno la partita ma sono sempre pronti alle chiusure e ai raddoppi, chiudendo in pratica con costanza e da subito i padroni di casa nella loro metà campo. Nel taccuino entra a pieno titolo la grande chance avuta da Pajac che già al 3’ spara in corsa sopra la traversa da un metro dopo la respinta corta di Fulignati sul bolide di Gustafson dal limite.

Con Diamanti al posto di Cerri il Perugia gioca diversamente dal solito. L’ex azzurro ha tempi di gioco perfetti, tocco di palla sopraffino e sempre illuminante e si muove da autentico regista offensivo a tutto campo, togliendo punti di riferimento alla retroguardia di Castori, aiutando nella fase difensiva e agevolando gli inserimenti di Bandinelli, Pajac e Mustacchio. Avendo dietro le spalle un rifinitore del genere, Di Carmine sente profumo di gol già al 6’, quando chiude una triangolazione volante con Mustacchio con un piatto destro sporco a lato di poco. Il bomber biancorosso è imprendibile. Ci prova in prima persona (15’ movimento e botta di sinistro alta sulla traversa, 33’ non arriva per un soffio sulla gran palla di Pajac da sinistra) ma è prezioso e delizioso anche in occasione delle sponde che liberano le sberle di Gustafson dal limite. Accade anche al 13’, quando lo svedese trova pronto Fulignati alla presa bassa.

Le armi offensive del Perugia a dire il vero sono molteplici. Magnani, per dire, fa valere la sua stazza sui calci d’angolo. Non trovando la deviazione da un passo (8’) oppure travolgendo Esposito in occasione della rete annullata a Di Carmine (14’). Il culmine della costante spinta biancorossa è però (17’) la strepitosa punizione mancina dal limite che Diamanti si inventa dalla sua mattonella preferita (17’): palombella perfetta, liftata e potente, traversa piena e palla che rientra in campo tra le imprecazioni dei tifosi.

La spinta è costante e insieme importante è lo sforzo a livello atletico e il Perugia paga il comprensibile calo nel finale di tempo. Prima rischiando grosso (21’) in occasione del contatto dubbio tra Dellafiore ed Esposito in area perugina; quindi salvandosi con un vero brivido (43’) quando prima Bianco (fino a quel momento perfetto su Dalmonte tra le linee) e poi Del Prete (perfetto fino a quell’istante anche il capitano al centro della difesa) confezionano la frittata che regala una conclusione dal dischetto a Moncini, il cui sinistro sfila però sul fondo alla sinistra di Leali.

RIPRESA DIESEL: BOTTA, RISPOSTA E ASSALTO FINALE

Il Perugia nella ripresa rientra male, continuando a tenere troppo basso il baricentro. E dopo un nuovo, potente destro di Gustafson dal limite, stavolta sul fondo di un metro (3’), subisce il fortunoso gol del vantaggio dei padroni casa. Che arriva (12’) quando la punizione dal limite di Schiavone viene deviata nettamente da Magnani, che in barriera salta con un attimo di anticipo e tocca spiazzando Leali.

C’è di che recriminare, per un Perugia forse mai dalla personalità così spiccata in questo torneo. A questo punto Castori fa ricorso a Jallow puntando come naturale sulle ripartenze, mentre Breda gioca la carta Buonaiuto mezzala al posto di Bandinelli. Per parecchi minuti il Perugia non è più quello del primo tempo, nella precisione dei passaggi e nella serenità: i grifoni subiscono la costante aggressione del Cesena ringalluzzito e bravo nello spezzettare il gioco tenendo costantemente lontani dalla sua area i grifoni che faticano a ritrovare il bandolo della matassa. Fino al 24’, quando arriva un altro lampo dopo quello di Diamanti nel primo tempo.

Il lampo è di Buonaiuto, un altro che nei piedi ha potenzialità da vendere: è il 24’ quando l’ex Maceratese riceve al limite dopo uno scambio Diamanti-Gustafson e batte di prima intenzione e di collo pieno un gran destro nell’angolino dove Fulignati non può arrivare.

Il Cesena di Castori è squadra umile e quadrata e reagisce subito, colpito nel vivo. Al 26’ Leali si distende e tocca in maniera decisiva in corner sulla botta di Dalmonte. Due minuti e c’è la rasoiata di Schiavone sulla quale Dalmonte in scivolata non arriva per un soffio. Infine (32’) sulla punizione defilata del solito Schiavone è Perticone di testa a fare la barba al palo alla sinistra di Leali.

Ma è un fuoco di paglia, perché il Perugia non tarda a riprendere il pallino delle operazioni per lanciare l’assalto finale. I grifoni falliscono il vantaggio in due occasioni per errori banali (un cross di Mustacchio quando il pallone era fuori, un fuorigioco millimetrico di Di Carmine sottoporta), mentre Diamanti è a corto di fiato ma accetta il cambio storcendo la bocca (‘io stavo bene’) dimostrando la grande voglia di spaccare il mondo mentre i suoi compagni preparano l’assedio con il redivivo Terrani.

Nel recupero arrivano gli ultimi sussulti, prima (46’) con la gran girata di destro di Mustacchio che dal limite sibila alla sinistra del palo; poi (47’) con la deviazione volante di Buonaiutosulla rasoiata potente dalla sinistra di Pajacche per colmo di sfortuna sbatte su Scognamiglio appostato sulla linea di porta. Finisce così, 1-1, ma il pareggio arriva dopo una gara giocata da grande del campionato.

IL TABELLINO

Cesena-Perugia 1-1

Cesena (4-4-1-1): Fulignati 6,5; Perticone 6,5, Esposito 6 (2’ st Suagher 6,5), Scognamiglio 6,5, Fazzi 5,5;Kupisz 5,5, Schiavone 7, Di Noia 6, Vita 5,5; Dalmonte 6 (32’ st Cascionesv), Moncini 6 (15’ st Jallow 5,5). A disp.Agliardi, Melgrati, Emmanuello, Eguelfi,Njaye,Fedele, Chiricò, Cacia. All. Castori 6

Perugia (3-5-1-1): Leali 7; Dellafiore 6, Del Prete 6,5, Magnani 6; Mustacchio 6, Gustafson 7, Bianco 5,5 (28’ st Colombatto 6,5), Bandinelli6 (17’ st Buonaiuto 7), Pajac 6,5; Diamanti 7 (38’ st Terranisv); Di Carmine 7. A disp. Santopadre, Nocchi, Belmonte, Gonzalez, Zanon, Germoni, Kouan. All. Breda 7

Arbitro: Aureliano di Bologna6 (Lombardi-Luciano, IV uomo Balice)

Marcatori: 12’ st Schiavone (C), 24’ st Buonaiuto (P)

Note – spettatori 15.000 circa (3500 paganti e 9945 abbonati, presenti 1525 perugini nel settore ospiti); ammoniti Buonaiuto, Dellafiore, Diamanti(P), Di Noia (C), calci d’angolo 5-4, recuperi 1‘ e 3‘.

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