L’iniziativa organizzata da Agd Umbria unisce giovani, salute e solidarietà
Di Tommaso Benedetti
Al campo sportivo di Santa Sabina si è disputata la nona edizione del torneo calcistico “Un calcio al diabete”, evento promosso da Agd Umbria, l’associazione nata nel 1976 dall’impegno di genitori e volontari a sostegno dei ragazzi colpiti da diabete di tipo 1. Nonostante il maltempo, la partecipazione di squadre arrivate da diverse regioni italiane ha confermato la rilevanza nazionale della manifestazione, che unisce passione sportiva e sensibilizzazione verso una patologia che in Italia fa registrare circa 1.500 nuovi casi annui tra bambini e adolescenti.
Per il Comune di Perugia era presente l’assessore allo sport Pierluigi Vossi, in rappresentanza della sindaca Vittoria Ferdinandi. Nel suo intervento ha sottolineato come lo sport rappresenti uno strumento essenziale nella gestione del diabete giovanile, che richiede monitoraggio costante, terapie quotidiane e uno stile di vita equilibrato. «Partecipare significa ascoltare le famiglie e ribadire che lo sport è un diritto di tutti», ha affermato Vossi.
L’assessore ha poi rimarcato che l’attività fisica può essere considerata un vero e proprio “farmaco naturale”, capace di favorire benessere e sostegno terapeutico. Muoversi, giocare e condividere momenti di sport rafforza la gestione della malattia e diventa parte integrante della crescita personale. Da qui l’impegno del Comune a sostenere iniziative che uniscono prevenzione, solidarietà e inclusione sociale.
Oltre alle partite, la giornata ha offerto incontri con medici, pediatri diabetologi, dietisti e specialisti delle scienze motorie, che hanno condiviso consigli pratici per armonizzare sport e terapia quotidiana. La manifestazione si è chiusa con una cena solidale, il cui ricavato sarà destinato alla ricerca scientifica sul diabete di tipo 1, confermando la finalità benefica che caratterizza da sempre l’appuntamento.
Accanto al presidente di Agd Umbria Massimo Cipolli erano presenti la presidente nazionale di Fand Manuela Bettaggia, il presidente regionale Umberto Generosi, il presidente del Coni Umbria Aurelio Forcignanò e la professoressa Sonia Toni, responsabile della diabetologia pediatrica dell’ospedale Meyer di Firenze.
«Lo sport – ha ribadito Cipolli – fa parte dello stile di vita salutare di chi convive con il diabete e rappresenta una componente della cura. Il sostegno di istituzioni e partner è fondamentale per portare avanti un progetto che unisce famiglie e comunità».
Il messaggio lanciato da Santa Sabina è stato netto: nessuna malattia deve togliere ai giovani il diritto di coltivare passioni, vivere pienamente e sognare. Ancora una volta, lo sport si è dimostrato linguaggio universale di inclusione, forza collettiva e salute condivisa.

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