Zes in Umbria, Proietti spinge per includere tutti i comuni

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Nella foto Stefania Proietti

La presidente regionale lavora con le Marche per equità fiscale

(ANSA) – PERUGIA, 21 NOV EMBRE 2025 – La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha avviato un confronto istituzionale con la Regione Marche per rivedere la zonizzazione delle Zone economiche speciali (Zes) e garantire l’inclusione di tutti i comuni umbri nel perimetro del credito d’imposta. L’obiettivo è superare una disparità che, dal 2021, ha lasciato fuori quasi metà della popolazione regionale dai benefici fiscali previsti. Le Zes sono considerate uno strumento strategico di politica industriale e territoriale: semplificazione amministrativa, autorizzazioni rapide e incentivi fiscali sono i pilastri che le rendono attrattive per investitori e imprese. In Umbria, però, il credito d’imposta è stato circoscritto a 37 comuni su 92, creando un divario tra territori limitrofi e generando malcontento tra amministratori e imprenditori esclusi.

La perimetrazione originaria fu decisa dalla Giunta regionale guidata da Donatella Tesei con la delibera n. 961 del 13 ottobre 2021, sulla base di criteri stabiliti dall’articolo 107.3, lettera C) del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Da allora, numerosi enti locali hanno segnalato il rischio di squilibri interni, con imprese di comuni confinanti che si trovano in condizioni di concorrenza diseguale.

La nuova amministrazione regionale, insediata con Stefania Proietti, ha scelto di affrontare il tema con decisione. In collaborazione con Sviluppumbria, il commissario della Zes Giuseppe Romano, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud Luigi Sbarra e il ministro della Coesione Tommaso Foti, è stato avviato un percorso di revisione. L’intento è richiamare l’attenzione del Governo sulla necessità di un criterio uniforme che non penalizzi parte del territorio. La presidente ha ribadito che la semplificazione normativa, che consente autorizzazioni entro due mesi, è già estesa a tutti i comuni umbri. Ciò che manca è l’equità nell’accesso al credito d’imposta, un incentivo che può determinare la scelta di un’impresa di insediarsi o meno in un determinato comune. “Non possiamo permettere che la geografia amministrativa diventi un ostacolo allo sviluppo”, ha sottolineato la presidente, rimarcando l’urgenza di un intervento correttivo.

Il lavoro con la Regione Marche si inserisce in una visione più ampia di collaborazione interregionale, volta a rafforzare l’attrattività del Centro Italia. L’idea è che le Zes possano diventare un motore di rilancio economico, capace di generare occupazione e di trattenere giovani e competenze sul territorio. La questione non riguarda solo numeri e delibere, ma tocca direttamente la vita delle comunità locali. Per i sindaci e gli imprenditori esclusi dai benefici, l’accesso al credito d’imposta significa poter investire, innovare e competere ad armi pari. Per i cittadini, significa avere maggiori opportunità di lavoro e sviluppo. La Regione Umbria intende quindi portare avanti con determinazione questa battaglia istituzionale, affinché nessun comune resti indietro.

 

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