Una vita da social a Perugia, il Questore: “Cyberbullismo, i rischi che sono sotto gli occhi di tutti” 📸 FOTO

Una vita da social a Perugia, il Questore: "Cyberbullismo, i rischi che sono sotto gli occhi di tutti"

Una vita da social a Perugia, il Questore: “Cyberbullismo, i rischi che sono sotto gli occhi di tutti”

“Fosse per me la estenderei anche alle famiglie, perché c’è questa vicenda, un problema che riguarda anche il rapporto tra ragazzi e famiglie”. A dire questo, a margine della campagna educativa itinerante “Una vita da social”, realizzata dalla polizia di Stato, è il prefetto di Perugia, Armando Gradone, che ha partecipato all’iniziativa di Perugia insieme a tanti ragazzi. E’ ripartita da Bologna e coinvolge anche l’Umbria. Si tratta di iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della rete per i minori, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione nell’ambito del progetto “Generazioni Connesse”.


di Marcello Migliosi e Morena Zingales


Il Prefetto ha voluto sottolineare che “i genitori fanno sempre più fatica a essere capaci di guidare i propri figli nell’uso corretto dei social e si pone anche un problema di crescita degli adulti, crescita di consapevolezza. Il pericolo nei ragazzi più piccoli non è ancora presente. Gli adolescenti più grandi, dai 15 anni, cominciano a fare esperienze diverse e ci si imbatte nei pericoli della reali della rete, la possibilità di diffondere messaggi denigratori, offensivi nei confronti di amici che possono creare effetti devastanti nelle vittime di questi messaggi. Noi adulti dobbiamo diventare più capaci per poter essere poi in grado di guida rei i nostri figli in un uso appropriato dei social”.

L’obiettivo dell’iniziativa – spiega una nota della polizia – è quello di prevenire episodi di violenza, vessazione, diffamazione, molestie online, attraverso un’opera di responsabilizzazione in merito all’uso della “parola”. A Perugia sono state effettuare 6 sessioni all’interno del truck per un totale di1 60 studenti.

Era presente anche il questore di Perugia, Giuseppe Bellassai, che ha detto: “Il reato del cyberbullismo incide in maniera sempre determinante. I reati collegati all’uso distorto della rete diventano sempre di più. E’ un problema di educazione all’utilizzo delle potenzialità del web, che presenta dei rischi che sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto nei ragazzi delle generazioni più giovani. La presenza del truck – ha aggiunto – deve in qualche modo deve consentire di lanciare dei messaggi non soltanto alla collettività del capoluogo, ma a quello di tutta la provincia. E poi la polizia di Stato è impegnata in un’opera di educazione complessiva dei giovani studenti. Mi auguro – ha concluso – di mettere assieme quei progetti rivolti agli studenti di qualsiasi ordine e grado e di qualsiasi età che ci consentano di andare presso i vari istituti scolastici e raccontare quello che è necessario per far comprendere meglio queste problematiche, sia quelle connesse alla rete, sia quelle connesse ad altri fenomeni, come il bullismo che non sempre è cyberbullismo”.

Nel corso dell’ultimo anno scolastico gli operatori del compartimento polizia postale e delle comunicazioni Umbria, nonostante la pandemia, sono riusciti a svolgere 25 eventi formativi che hanno coinvolto un totale di oltre 4.000 studenti, 400 insegnati e quasi mille genitori. Nella provincia di Perugia la campagna educativa itinerante toccherà, dal 22 al 24 novembre, le città di Perugia (22 novembre), Norcia (23 novembre) e Spello (24 novembre); gli eventi si svolgeranno dalle ore 9 alle 13 con la partecipazione di giovani studenti dei locali istituti scolastici e con l’intervento di autorità locali. Per quanto riguarda la tappa di Spello, il testimonial sarà il ventriloquo Nicola Pesaresi.



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