Umbra Acque replica alle accuse del Comitato Umbro Acqua Pubblica  

Umbra Acque replica alle accuse del Comitato Umbro Acqua Pubblica  

Umbra Acque replica alle accuse del Comitato Umbro Acqua Pubblica

In merito all’articolo “Cambiano governi nazionali e locali, ma il diritto all’acqua resta calpestato!” di recente pubblicato su Umbria Journal per conto del Comitato Umbro Acqua Pubblica, si smentiscono i contenuti con puntuali argomentazioni.

Umbra Acque non ha avviato nessuna nuova ondata di distacchi. L’attività di distacco per morosità è svolta ordinariamente. Nel 2018 sono stata distaccate 1.550 utenze (media mensile di circa 130), mentre nel 2019 al 30 settembre ne sono state distaccate 1.648 (media mensile di circa 180). Incremento marginale, legato semplicemente al proporzionale delle situazioni di morosità.

Prima del distacco al cliente viene inviata una lettera di messa in mora a mezzo raccomandata AR o PEC, con preavviso di sospensione della fornitura in caso di mancato pagamento.

Nel caso di clienti che versino in condizioni note di disagio economico sociale, certificate dallo SGATE attraverso il riconoscimento del diritto al bonus sociale idrico, non si procede al distacco.

In merito alla delibera Arera del 16/07/2019 n. 311/2019 va sottolineato che la stessa entrerà in vigore dal 01/01/2020 e che la società si sta organizzando, così come tutti gli altri gestori italiani, per adeguare i propri sistemi informatici e le propri procedure di gestione del credito alle nuove regole, che seppur maggiormente tutelanti il cliente, prevedono comunque che il servizio idrico sia remunerato per garantire la sostenibilità finanziaria delle società gestori del servizio e l’equità del trattamento degli utenti.

Per quanto riguarda gli investimenti giova ricordare che gli stessi sono puntualmente individuati nel Programma degli Interventi (PdI) approvato dall’Assemblea dei Sindaci per le annualità 2016-2019. Si noti che dai 10 milioni del 2016 gli investimenti sono progressivamente cresciuti fino ai 30 Milioni del 2019. Da precisare, inoltre, che il sistema tariffario vigente riconosce in tariffa esclusivamente gli investimenti eseguiti e non quelli pianificati ma non portati a compimento.

Peraltro una delle tematiche su cui è incentrata la programmazione degli interventi è proprio legata alla riduzione delle perdite idriche, per le quali Umbra Acque è fortemente impegnata, sia con studi di efficientamento che di sostituzione delle linee idriche obsolete. Tali attività hanno consentito di far registrare una importante diminuzione delle perdite idriche di oltre 4 punti percentuali in due anni, pari ad un recupero di volume idrico di circa 2,5 milioni di metri cubi.

L’importante e significativa inversione di tendenza, già ottenuta nel campo delle perdite, dovrà proseguire con la stessa intensità negli anni futuri previa messa a disposizione degli investimenti necessari da parte dell’Assemblea dei Sindaci.

Del tutto falsa e infondata l’accusa di mancato rispetto degli obblighi previsti dalla Convenzione vigente in merito al rimborso dei canoni dei mutui ai Comuni, o addirittura di doppio pagamento degli stessi da parte dei cittadini.

La principale motivazione che ha generato i ritardi nella corresponsione nei confronti dei Comuni del canone dovuto, a norma di Convenzione per la restituzione delle rate di mutuo contratte dagli stessi Comuni per la realizzazione di opere del Servizio Idrico Integrato, è riconducibile al corrispondente ritardo maturato nel tempo dalle Autorità regolatorie locali (ex ATI), peraltro costituite dai Comuni soci di Umbra Acque, nel riconoscimento e nella corresponsione dei ricavi cui il Gestore ha diritto.

Difatti i conguagli nei ricavi tariffari maturati nel periodo 2003-2011 sono stati deliberati e, quindi, fatturati solo nell’esercizio 2015. Inoltre la corresponsione dei conguagli 2012, riconosciuti secondo la normativa AEEGSI nel 2014, è avvenuta in tre rate equivalenti, delle quali, l’ultima, è stata riscossa solo nell’esercizio 2016.

In questa situazione, come ripetutamente illustrato in occasione delle Assemblee dei Soci, la Società ha dato priorità alla realizzazione degli investimenti, destinandovi le poche risorse finanziarie disponibili, ritardando, suo malgrado, il pagamento dei canoni ai Comuni. Attualmente vengono puntualmente onorate sia le scadenze di pagamento del piano di rientro 2017-2021, sia dei canoni correnti, per un valore complessivo di 5,2 milioni annui. E infatti il debito che al 31/12/2014 ammontava a 14,2 milioni di euro al 30/9/2019 si è ridotto a 5,4 milioni.

La società sta valutando azioni a tutela del proprio buon nome e della propria reputazione nelle competenti sedi legali, non tollerando ulteriori accuse diffamanti al proprio operato.

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