Tariffe acqua, Umbria seconda regione più cara d’Italia

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Tariffe acqua, Umbria seconda regione più cara d’Italia

“La notizia apparsa oggi sul quotidiano La Nazione (https://tinyurl.com/tariffe-acqua) secondo cui l’Umbria (dati Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanza) è la seconda regione italiana più cara per le bollette dell’acqua, con una media di euro 563 a famiglia, in crescita dell’1,7 per cento rispetto al 2017, non può che destare ulteriore preoccupazione ai cittadini umbri, già alle prese con molte altre difficoltà”. Lo dichiara il consigliere regionale Andrea Fora (Patto Civico per l’Umbria). Fora evidenzia come questa notizia segua di alcuni giorni un’altra, apparsa sempre sul quotidiano

La Nazione di “una presunta iniziativa volta a far ottenere al socio privato Acea il controllo di Umbra Acque spa, la più grande società umbra erogatrice del servizio idrico. Come noto, il socio privato Acea detiene il 40 per cento delle azioni, mentre il restante 60 è in possesso della parte pubblica, divisa in diverse percentuali tra vari Comuni con in testa quello di Perugia (33 per cento)”.

“Cedere il controllo della società al socio privato – precisa Fora – non può che destare forte preoccupazione proprio per la funzione e natura dell’azienda. Sempre dai dati dell’Osservatorio prezzi – continua -, si evince che la regione più cara d’Italia è la Toscana, proprio dove il socio privato è riuscito ad ottenere il controllo della società erogatrice del servizio idrico. Vale la pena ricordare che con la risoluzione Onu del 2010 per la prima volta nella storia è stato sancito il diritto all’acqua come ‘un diritto umano universale e fondamentale’”. “La risoluzione – spiega Fora – sottolinea ripetutamente che l’acqua, oltre ad essere un diritto di ogni uomo, più degli altri diritti umani, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita, è fondamentale per tutti gli altri diritti umani.

La risoluzione è avvenuta dopo che in diversi paesi la gestione pubblica del servizio idrico è stata affidata a grandi società private”. Il finanziamento degli investimenti decisi contrattualmente fra governo e gestore è ottenuto in genere tramite considerevoli aumenti delle tariffe di vendita dell’acqua, del tutto sproporzionati e insostenibili. “Vigileremo e daremo battaglia – assicura Fora – in tutte le sedi affinché l’acqua non venga ceduta ai privati, così come è avvenuto con Gesenu in passato con i risultati che tutti conosciamo. Su questo – conclude – siamo convinti che nessuna forza politica ragionevole asseconderà una tale iniziativa. Certamente non la asseconderanno i cittadini umbri”. RED/as

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