Sovraindebitamento in Umbria, a Perugia firmato il protocollo Spes

Rete territoriale per tutelare chi è in difficoltà economica e sociale a Perugia

Mercoledì 25 febbraio a Perugia è stato sottoscritto un documento che segna il consolidamento di una strategia territoriale tesa a contrastare il fenomeno del sovraindebitamento e dell’esclusione sociale che ne consegue. Il protocollo rappresenta il culmine del progetto Spes – Support for Preventing Exclusion from Social life caused by over-indebtedness, iniziativa promossa dall’Ordine degli avvocati di Perugia con il sostegno dell’Unione Europea, attraverso l’Agenzia Italiana Indire, realizzato in collaborazione con la European Consumer Debt Network.

L’atto sottoscritto dai rappresentanti delle principali istituzioni umbre e da organizzazioni attive nel sociale costruisce una struttura formale attraverso cui coordinare gli sforzi di enti diversi impegnati quotidianamente nella gestione delle situazioni di fragilità economica. Non si tratta semplicemente di una dichiarazione di intenti, ma di un meccanismo operativo destinato a razionalizzare le risorse disponibili e a rendere più efficace l’intervento nelle vite di persone in condizione di vulnerabilità.

I tre pilastri dello sviluppo del progetto

Il percorso che ha condotto alla firma odierna si articola attorno a tre elementi fondamentali, ciascuno concepito con precisione metodologica. Il primo ha riguardato l’erogazione di corsi di formazione specializzata rivolti a figure strategiche: i volontari della Caritas e il personale dei Servizi sociali comunali. Questi operatori di primo contatto hanno partecipato a sessioni da quattordici ore, mentre gli stessi sovraindebitati, provenendo da diversi ambiti territoriali italiani, hanno seguito un percorso formativo di nove ore, finalizzato ad accrescere la consapevolezza rispetto alle proprie dinamiche di indebitamento e alle possibilità di uscirne.

Il secondo elemento del progetto ha portato alla costruzione di uno strumento di valutazione innovativo: un questionario articolato in trentamila interrogativi concepito per fornire agli operatori di primo contatto una metodologia rapida ed efficace di assessment. Attraverso una serie di domande che scandagliano tanto la situazione reddituale e patrimoniale dell’utente quanto il suo stato psicologico e i supporti di cui necessita, il questionario offre una mappa immediata della gravità della situazione. L’apprezzamento ricevuto da parte della European Consumer Debt Network è stato talmente significativo che una delegazione dell’Ordine degli avvocati perugino è stata invitata a presentare i risultati durante la conferenza continentale di Ecdn, in programma il 14 aprile presso il Parlamento europeo a Strasburgo.

La firma del documento e gli attori coinvolti

L’atto sottoscritto il 25 febbraio ha visto la partecipazione di un ampio spettro di soggetti istituzionali e associativi. La Regione Umbria, il Comune di Perugia, l’Ordine degli avvocati perugino, la Procura generale, la Caritas regionale, l’Unione Nazionale Consumatori, il Centro di ricerca per gli studi giuridici sui diritti dei consumatori afferente all’Ateneo locale, la Fondazione umbra per la prevenzione dell’usura, la Croce Rossa di Perugia, la Fondazione Perugia, la Banca d’Italia e la Banca Etica hanno sottoscritto congiuntamente una dichiarazione di impegno reciproco.

Tra i firmatari figura il presidente dell’Ordine degli avvocati Carlo Orlando, che ha sottolineato il significato del momento. Ha inoltre partecipato per via telematica il presidente di Ecdn, Dieter Korczark, testimonianza della rilevanza europea dell’iniziativa perugina. Oltre a Orlando, hanno apposto la firma l’assessore regionale Fabio Barcaioli, l’assessora comunale Costanza Spera, il procuratore generale Sergio Sottani, Marco Briziarelli per la Caritas, Damiano Marinelli per l’Unione Nazionale Consumatori, Stefano Brancorsini per il centro di ricerca universitario, Fausto Cardella per la Fondazione antiusura, Fabrizio Stazi per la Fondazione Perugia, Miriam Sartini per la Banca d’Italia, Antonio Piro per la Croce Rossa e Maurizio Trabalza per la Banca Etica.

Un progetto europeo promosso da un Ordine forense

L’elemento di singolarità che caratterizza il progetto Spes consiste nel fatto che si tratta del primo progetto europeo finanziato dall’Unione avviato da un Ordine degli avvocati italiano. Ciò testimonia tanto della capacità progettuale della struttura forense perugina quanto della priorità assegnata a livello continentale alle questioni di inclusione economica e prevenzione del sovraindebitamento. Il presidente Orlando ha colto l’occasione per marcare il significato di una transizione: «Oggi è il giorno zero. Da oggi daremo forma e continuità a una collaborazione che, nei fatti, ha già dimostrato la propria efficacia e il proprio valore».

Le parole alludono a come la rete territoriale non inizi a esistere meramente con la firma del protocollo, bensì acquisti da questo momento una formalizzazione e una capacità operativa strutturata. Le collaborazioni informali e gli sforzi frammentati di singoli enti trovano ora un contenitore istituzionale all’interno del quale coordinarsi con maggiore sistematicità.

La diagnosi del procuratore: l’esigenza di concretezza

Nell’illustrare il percorso che ha condotto alla firma, l’avvocato Daniele Moretti ha ripercorso le parole pronunciate dal procuratore generale Sergio Sottani in occasione della presentazione del gennaio 2025. Sottani aveva identificato il problema fondamentale con lucidità: «Ci sono tante riunioni, si fanno tanti protocolli ma bisognerebbe fare qualcosa di concreto. Ed è quello che abbiamo provato a fare noi». La critica implicita è rilevante: spesso il proliferare di accordi e dichiarazioni non si traduce in interventi effettivi a beneficio dei destinatari finali delle politiche pubbliche.

Il procuratore aveva inoltre enfatizzato una conseguenza dell’assenza di coordinamento: «Ognuno di noi altrimenti è un’isola, non collegata con le altre. Non c’è un flusso, una comunicazione di dati». Questa frammentazione comporta duplicazioni di sforzo, dispersione di risorse e inefficienza distributiva. La rete che viene costituita mira invece a creare canali di comunicazione, flussi informativi e intese operative che trasformino la pluralità di attori in un ecosistema coerente e sinergico.

Il prossimo orizzonte: gli interventi concreti

La sottoscrizione del protocollo non rappresenta il punto di arrivo dell’iniziativa, bensì una tappa nel percorso di consolidamento. Il prossimo passaggio previsto comporterà la convocazione di riunioni dedicate attraverso le quali definire interventi specifici e immediatamente attuabili a supporto delle persone in condizione di difficoltà socioeconomica. Non si tratta di pianificazione teorica, ma di scelte concrete circa modalità operative, risorse da destinare e criteri di identificazione delle persone beneficiarie.

La rete costituita è dunque concepita come uno strumento vivo, capace di adattarsi alle esigenze emergenti del territorio e di evolvere sulla base dell’esperienza acquisita. Anche la lettera di intenti sottoscritta tra l’Ordine degli avvocati e la European Consumer Debt Network testimonia la volontà di mantenere aperti i canali di scambio internazionale e di beneficiare delle migliori pratiche sviluppate in altri contesti europei.

L’educazione finanziaria come prevenzione

Un elemento trasversale al progetto Spes riguarda il ruolo assegnato all’educazione finanziaria come strumento di prevenzione del sovraindebitamento. Non si interviene soltanto quando il danno è già avvenuto, ma si tenta di aumentare la consapevolezza dei cittadini rispetto ai rischi associati a determinate scelte di consumo e di ricorso al credito. I corsi di formazione erogati nel corso della fase progettuale hanno incluso contenuti educativi destinati a modificare comportamenti e atteggiamenti nei confronti del denaro e dell’indebitamento.

Questo approccio preventivo assume particolare rilevanza considerando come il sovraindebitamento rappresenti spesso il sintomo di vulnerabilità economiche più profonde, legate a situazioni di disoccupazione, sottoccupazione, malattia o altri shock esogeni che deteriorano la situazione reddituale di nuclei familiari. Aumentare la literacy finanziaria non rappresenta una soluzione onnipotente, ma un elemento essenziale di una strategia più ampia di inclusione economica e di riduzione della povertà.

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