Protocollo per trattamento di detenuti con problemi psichici in Umbria, sono quasi 400
Protocollo per trattamento – Quasi 400 detenuti su un totale di 1500 in Umbria soffrono di problemi psichici o psichiatrici. Questi individui necessitano di un trattamento sanitario personalizzato, ma si trovano attualmente in cella, spesso senza un adeguato supporto terapeutico.
Per rispondere a questa esigenza, è stato siglato un protocollo tra la Procura generale, la Corte d’appello di Perugia e i vertici della sanità regionale. Questo accordo prevede un dialogo costante tra gli uffici giudiziari e le Asl, al fine di offrire una prima valutazione dell’autore del reato e trovare una collocazione adatta alla cura.
Il principio guida è che la carcerazione dovrebbe essere disposta solo quando è l’unica soluzione percorribile. Si sta quindi attendendo la creazione, in Umbria, di una Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), che in molte regioni italiane ha preso il posto degli ospedali psichiatrici giudiziari dopo la loro chiusura.
Ad oggi, non è ancora stata individuata la struttura che ospiterà gli autori di reato con disagio mentale o ritenuti socialmente pericolosi. Le ipotesi al momento sul tavolo sono l’ex carcere di Gualdo Tadino e la caserma Piave di Orvieto.
In attesa di capire se l’attuale giunta riuscirà a dotare la regione della Rems prima della fine della legislatura, si sta facendo affidamento su strutture psichiatriche pubbliche e private, ma solo per i casi meno gravi e con una capienza limitata.
Nel servizio sono state rilasciate interviste da Sergio Sottani, procuratore generale di Perugia e da Luca Coletto, assessore regionale alla Sanità.
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