Omofobia, associazioni, ok testo Zan ma nessun passo indietro

 
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Omofobia, associazioni, ok testo Zan ma nessun passo indietro
Stefano Bucaioni

Omofobia, associazioni, ok testo Zan ma nessun passo indietro

da Omphalos LGBTI
Da oltre 30 anni l’Italia attende una legge che contrasti efficacemente l’omolesbobitransfobia, non c’è più tempo da perdere. Per questo negli ultimi mesi le associazioni LGBT+ hanno lavorato con impegno per arrivare alla definizione di un testo che risponda alle necessità reali della nostra comunità.
Il disegno di legge presentato nella giornata di ieri, a prima firma dell’On. Alessandro Zan, è l’esito di un lungo percorso di confronto, di mediazione tra associazioni e forze politiche e rappresenta per noi un compromesso accettabile su cui non siamo però disposti a fare nessun ulteriore passo indietro.
Valutiamo positivamente lo sforzo fatto per uscire dalla logica della sola repressione penale, che ha mostrato negli anni di essere insufficiente per assicurare il cambiamento culturale di cui il Paese ha bisogno. L’omolesbobitransfobia è un’emergenza reale nel nostro Paese, e può essere efficacemente combattuta grazie a una serie di azioni positive che puntino a formare e informare le cittadine e i cittadini sulle tematiche legate all’orientamento sessuale, al genere e all’identità di genere.
Le reazioni negative dei movimento bigotti e reazionari, anche in presenza di un testo equilibrato e non ideologico come questo, dimostrano come in questo Paese ci sia un enorme problema di omolesbobitransfobia e che un intervento legislativo sia quanto mai necessario.
L’urgenza di questo intervento ci spinge a chiedere alle forze politiche presenti in Parlamento di procedere a un esame celere del disegno di legge per arrivare alla sua approvazione in tempi ragionevoli.
Noi associazioni, per il nostro ruolo e per la nostra storia, resteremo vigili e attente affinché le nostre vite e le nostre identità non siano oggetto, ancora una volta, di trattative umilianti finalizzate all’ennesimo compromesso al ribasso. Chiunque si presterà a giochi di palazzo sulle nostre teste ne risponderà davanti alla comunità LGBT+ italiana.

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