Mobilità notturna, Perugia valuta il rilancio del servizio Gimo

La città al centro del confronto politico sulle scelte per il trasporto

La I Commissione Affari istituzionali si prepara a riunirsi il 20 febbraio per avviare l’esame preliminare della revisione del regolamento del Consiglio comunale, mentre la III Commissione Urbanistica ha concentrato la propria attenzione sul tema della mobilità notturna, approvando l’ordine del giorno che punta alla riattivazione del servizio Gimo, già sperimentato negli anni scorsi. Nel documento si legge che “un’offerta di mobilità cittadina capillare ed efficiente, attiva non solo nelle fasce orarie diurne ma anche e soprattutto notturne” rappresenta un elemento decisivo per studenti e residenti.

La proposta per rilanciare il servizio Gimo

Durante la seduta del 19 febbraio, i consiglieri proponenti hanno ricordato come il servizio, nato nel 2016 su impulso del sindacato studentesco, avesse ottenuto riscontri significativi prima dell’interruzione nel 2018. L’obiettivo ora è ripensarlo alla luce delle nuove esigenze della città, coinvolgendo tutti gli attori del settore e avviando un confronto strutturato con Busitalia.

Gli interventi degli ospiti hanno sottolineato il valore sociale del trasporto notturno, definito un tassello essenziale del diritto allo studio e della fruizione equa degli spazi urbani. La presenza crescente di studenti nelle aree periferiche rende, secondo Adisu e rappresentanze universitarie, ancora più urgente un sistema che garantisca collegamenti sicuri e costanti.

Le valutazioni dell’Amministrazione e i nodi aperti

L’assessore alla mobilità Pierluigi Vossi ha richiamato i contenuti del Pums del 2019, evidenziando come la mancata attuazione di alcune progettualità abbia comportato tagli alle linee urbane, con ricadute soprattutto nelle zone meno centrali. Ha spiegato che è in corso un’analisi approfondita con il gestore del servizio per individuare le aree scoperte, in particolare quelle dove si trovano gli studentati.

Nel documento si legge che “è necessario analizzare i dati attuali per poter predisporre poi un nuovo Pums”, confermando l’intenzione di rivedere l’intero assetto della mobilità cittadina. Alcuni consiglieri hanno chiesto chiarimenti sui costi e sui risultati della precedente sperimentazione, mentre altri hanno suggerito una nuova fase di prova di medio periodo per valutarne l’efficacia.

Il confronto politico e le posizioni dei gruppi

Il dibattito ha messo in luce sensibilità diverse. Da un lato chi ritiene il servizio strategico per una città universitaria, dall’altro chi invita a considerare attentamente i dati reali sull’utenza e a integrare il progetto con una revisione complessiva dei sistemi di trasporto, compresi minimetrò e futuro metrobus.

Secondo quanto riportato nel testo, “il costo di Gimo è di circa 165mila euro per 6 mesi”, cifra ritenuta sostenibile dai promotori, che vedono nel servizio un investimento sulla qualità della vita e sull’attrattività del territorio.

Sicurezza stradale: ritirato l’odg su via Osteria dei Cipressi

Nella stessa seduta è stato discusso anche l’ordine del giorno relativo alla sicurezza viaria in via Osteria dei Cipressi a San Martino in Campo, poi ritirato per consentire ulteriori approfondimenti. Nel documento si segnala che “la strada è quotidianamente percorsa da numerosi veicoli a velocità spesso elevata”, con rischi per residenti e utenti deboli della strada.

L’assessore Vossi ha ricordato che un atto analogo era già stato approvato in Consiglio e ha annunciato verifiche per chiarire lo stato degli interventi previsti. I proponenti hanno espresso la volontà di ripresentare la questione in forma di interrogazione.

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