Impegno di Nuove Ri-Generazioni Umbria per la sanità pubblica
Di Tommaso Benedetti
Impegno – L’Associazione Nuove Ri-Generazioni Umbria ha recentemente aderito all’iniziativa nazionale intitolata “Non possiamo restare in silenzio: la società civile per la sanità pubblica”. Questo evento, organizzato dall’Associazione Salute Diritto Fondamentale, si è svolto a Firenze il 22 febbraio e ha visto la partecipazione di oltre cento enti, associazioni e istituzioni, unite dalla preoccupazione per il deterioramento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
La pandemia da COVID-19 ha messo in evidenza l’importanza della sanità pubblica, eppure le promesse di potenziamento del SSN non sono state in gran parte mantenute. L’appello lanciato durante l’incontro mira a evidenziare la necessità di un cambiamento significativo, con l’urgenza di aumentare gli investimenti pubblici nel settore sanitario. La Legge di bilancio recentemente approvata presenta infatti diverse criticità, tra cui la mancanza di misure concrete per rafforzare il personale sanitario e per affrontare la crescente demotivazione degli operatori del settore. Inoltre, si registra un aumento delle risorse destinate al privato, accompagnato da una riduzione progressiva del Fondo Sanitario Nazionale rispetto al prodotto interno lordo (PIL). Si prevede che tale fondo raggiunga, entro il 2030, il livello più basso mai registrato, mentre si continuano a effettuare tagli alle politiche sociali che penalizzano le amministrazioni locali.
In risposta a queste problematiche e alla crescente mobilitazione di professionisti del settore, associazioni e comitati locali, Nuove Ri-Generazioni Umbria ha deciso di promuovere un dibattito approfondito e strutturato sulle varie iniziative che stanno emergendo anche a livello regionale. Durante l’assemblea di Firenze, oltre ad aderire formalmente all’appello, si è stabilito di redigere un documento comune tra tutte le organizzazioni partecipanti e di avviare azioni specifiche nei singoli territori.
L’obiettivo primario è quello di affermare che difendere il Servizio Sanitario Nazionale non è solo necessario, ma fattibile, sottolineando che la privatizzazione del servizio potrebbe compromettere l’equità sociale. In questo senso, l’Associazione si impegna a sostenere la difesa del carattere universale del SSN, ponendo come priorità l’assegnazione di maggiori risorse, il potenziamento del personale sanitario e una partecipazione reale dei cittadini nelle decisioni riguardanti le politiche sanitarie.
Nuove Ri-Generazioni Umbria ha evidenziato l’importanza di rendere operative le 22 Case di Comunità presenti sul territorio regionale, considerate presidi fondamentali per garantire servizi sanitari di qualità e realmente rispondenti ai bisogni dei cittadini. La piena operatività di queste strutture è vista come strategica e urgente per migliorare l’accesso ai servizi sanitari e garantire un’assistenza adeguata.
L’Associazione continuerà a lavorare affinché il diritto alla salute venga riconosciuto come una priorità politica concreta, piuttosto che un privilegio riservato a pochi. Questo impegno è fondamentale per garantire che tutti i cittadini possano accedere a cure sanitarie di qualità, senza discriminazioni.
In sintesi, l’adesione di Nuove Ri-Generazioni Umbria all’iniziativa di Firenze rappresenta un passo importante verso una mobilitazione collettiva per la salvaguardia della sanità pubblica. L’Associazione si propone di essere un attore attivo nel dibattito e nelle azioni necessarie per affrontare le sfide attuali del Servizio Sanitario Nazionale e per garantire un futuro in cui la salute sia un diritto accessibile a tutti.
Il presidente di Nuove Ri-Generazioni Umbria, Mario Margasini, ha ribadito l’importanza di questa mobilitazione e ha invitato tutti gli attori coinvolti a unirsi per affrontare le problematiche che affliggono la sanità pubblica, sostenendo che solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile ottenere i cambiamenti necessari per il benessere della collettività. La salute è un diritto fondamentale e la sua tutela deve essere una priorità per tutti gli amministratori e per la società civile nel suo complesso

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