Covid 19 e poveri, per loro niente quarantena, e per fortuna i volontari

 
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Covid 19 e poveri, per loro niente quarantena, e per fortuna i volontari

Covid 19 e poveri, per loro niente quarantena, e per fortuna i volontari

di Riccardo Liguori
Non vuole essere un “bilancio” dell’attività svolta nella “fase 1” dell’emergenza sanitaria da Covid-19, la lettera indirizzata a tutti i volontari da parte del direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, il diacono Giancarlo Pecetti, datata – non a caso – 3 giugno 2020, primo giorno di un ritorno, seppur graduale e «con tutte le cautele del caso», alla «nostra normale quotidianità», scrive Pecetti.

 

  • Volontari all’opera nella “fase 1”

Vuole essere, soprattutto, un invito al ritorno alle varie attività comunitarie della “giornata tipo” del volontario Caritas, con la ripresa, da lunedì 8 giugno (ore 8.30), presso il “Villaggio della Carità” (sede della Caritas diocesana), in via Montemalbe 1 di Perugia (zona via Cortonese-Stazione Fs), della preghiera delle Lodi di avvio giornata. Si tratta, precisa il diacono, di «dare forza e sapienza al nostro servire ben sapendo che solo così potremo essere testimoni dello stesso Amore che Cristo ha avuto per i poveri, gli ultimi della terra, e per coloro che ogni giorno frequentano la Caritas: nell’emporio, nel centro di ascolto, nelle case di accoglienza». In queste tre opere segno i volontari hanno continuato, e in alcuni momenti dell’emergenza anche intensificato, la loro opera accanto agli “ultimi”, perché, come scrive il direttore della Caritas, «i poveri non si sono potuti ritirare in quarantena e noi di contro, per Amore a loro, abbiamo offerto il nostro umile servizio per tutto il periodo molto critico che tutti abbiamo vissuto».

  • Non è mancata la Provvidenza

«Sappiamo che molti di voi avrebbero voluto continuare a svolgere il proprio servizio nonostante il Covid-19 – prosegue Pecetti nella lettera ai volontari –, ma le circostanze glielo hanno impedito. Con il 3 di questo mese possiamo iniziare una lenta ripresa anche se con tutte le cautele del caso che noi comunque abbiamo sempre rispettato scrupolosamente. In questo tempo il Signore ci ha sostenuti e protetto, la Provvidenza non ci ha fatto mancare volontari giovani, donato prodotti e denaro e di questo Lo benediciamo perché abbiamo potuto sperimentare che “il Signore è il mio Pastore non manco di nulla” (Salmo 23,1)».

  • Aumentate le chiamate di aiuto

«Non ci è stato possibile rimanere inerti di fronte alle numerose chiamate di aiuto di tanti nuovi disoccupati (aumentate del 35%, 150 famiglie in difficoltà in più rispetto allo stesso periodo del 2019, ndr). Sono persone, evidenzia il direttore della Caritas, «che avevano bisogno di cibo», oltre a «tutti coloro che tradizionalmente frequentano l’Emporio… Il futuro potrebbe ancora riservarci sorprese se il Governo non riuscirà a far ripartire l’economia e probabilmente dovremo pensare ad accantonare delle risorse di oggi per i momenti che ci aspettano anche se sappiamo con certezza che mai la Provvidenza ci abbandonerà».

  • Ritorno alla piccola comunità di preghiera

«In questo tempo passato una cosa ci è venuta a mancare – conclude Giancarlo Pecetti –: la preghiera comunitaria delle Lodi la mattina in Caritas, un momento per pregare insieme gli uni per gli altri, mettendo in comune le nostre necessità, pregare per tutti i volontari, quelli precari nella salute e quelli che ci hanno lasciato, ci è mancata insomma la piccola comunità Caritas che spinge tutto il nostro operare». Ma da lunedì prossimo questa “piccola comunità Caritas”, radunata nell’ascolto della Parola del Signore, ritornerà come prima.

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