Chiusura Sant’Erminio, servono soluzioni alternative per senza fissa dimora

 
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Chiusura Sant’Erminio, servono soluzioni alternative per senza fissa dimora

La consigliera di Idee Persone Perugia Lucia Maddoli ha presentato un’ulteriore mozione urgente che riguarda l’accoglienza dei senza fissa dimora. “La notizia della chiusura immediata della struttura di Sant’Erminio, senza indicazioni ulteriori circa il sostegno ai senza tetto ha provocato una forte reazione e una presa di posizione da parte di numerose associazioni cittadine. Sappiamo bene della complessità del momento e che tanti sono i fronti aperti dall’emergenza, ma sappiamo altrettanto bene che è nostra responsabilità pensare alle persone più fragili.

Chiediamo, pertanto, al Comune di dare informazione dettagliata al consiglio e alla cittadinanza delle soluzioni alternative che si intendono mettere in atto da oggi, almeno fino al perdurare dell’emergenza, e di adoperarsi per trovare in tempi più rapidi possibile una struttura che possa dare riparo ai senza fissa dimora nel lungo periodo. D’accordo con la mozione si è detta la consigliera Bistocchi, che ha sottolineato come la questione sia di particolare interesse della città.

“Non si comprende -ha spiegato- l’urgenza di chiudere in modo immediato il centro che comunque dava assistenza e un letto a chi è più marginalizzato.” Dello stesso avviso anche la capogruppo M5S Tizi, che ha ribadito la necessità di discutere con urgenza la mozione proprio per trovare nel più breve tempo possibile una soluzione all’esigenza.

Nel dirsi contrario alla discussione della mozione, invece, il consigliere Pici ha spiegato che chiudere la struttura è stato un atto dovuto e necessario, oltre che di grande responsabilità da parte dell’amministrazione “perché -ha precisato- la stessa avrebbe potuto costituire un possibile focolaio di infezione per tutta la città, che ci avrebbe fatto tornare indietro di due mesi, anche se al momento gli ospiti tutti risultano negativi. I servizi di accoglienza e solidarietà -ha aggiunto Pici- non solo non sono cessati, ma al contrario sono stati potenziati con la collaborazione della protezione civile e delle associazioni di volontariato.”

Messa in votazione l’urgenza della mozione, è stata respinta con 22 voti contrari e 11 a favore, per cui l’atto dovrà essere ripresentata nelle forme ordinarie.

Sul tema in oggetto, successivamente, è intervenuto in consiglio anche il Sindaco Romizi a spiegare che “l’amministrazione ha fatto la scelta di aprire la struttura proprio per dare risposte ad una situazione emergenziale, ma dobbiamo anche tenere conto di quella che è la gestione di questo tipo di strutture. È corretto, come è stato detto, che dobbiamo organizzarci in maniera strutturale, ma nella situazione attuale il rischio era troppo alto. Non si tratta di chiudere e di non occuparci più dei problemi di queste persone, ma di cercare una soluzione  migliore, insieme anche ad altri soggetti che hanno competenza in materia. Respingo, quindi al mittente -ha concluso- le accuse mosse, ribadendo che stiamo lavorando per tutelare queste persone e che ne daremo informazione immediata alla città appena possibile.”

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