Celeste e rosa problema nei dettagli madri per prime non vogliono vedere o sapere

Non solo perché la festa della mimosa è solo un flash, talvolta beffardo, nella vita delle donne

Celeste e rosa problema nei dettagli madri per prime non vogliono vedere o sapere

Celeste e rosa problema nei dettagli madri per prime non vogliono vedere o sapere

da Stella Carnevali
“Non c’è nesso tra lo sciopero e l’8 marzo”
ha dichiarato l’assessore perugina Maria Teresa Severini, di cui ammiro il coraggio di non imbonire pro voto. Sono assolutamente d’accordo con lei. Non solo perché la festa della mimosa è solo un flash, talvolta beffardo, nella vita delle donne.

Perché di violenza, molestie e femminicidi se ne parla ogni due, tre giorni, purtroppo, e non solo in Italia. I numeri dell’amor mortale sono impressionanti. Con le modalità, spesso crudeli e che talvolta non risparmiano neanche i figli. C’è chi chiede l’aumento delle pene, chi quella di morte.  Chi prega le donne di denunciare i maltrattamenti, è stata varata una legge contro lo stalking. Ma i numeri aumentano. Significa che le strade percorse sono sbagliate.

Non posso fare a meno di pensare che il problema sia culturale e abbia radici molto profonde. Tanto da aver creato,come molti ritengono, un progresso che non ha eguali, nella storia dell’uomo fin qui conosciuta. Eppure questo “progresso” ha l’aria di appartenere agli aspetti materiali, più che all’animo umano, uscito intatto, dall’epoca delle caverne. O almeno da quando si ritiene che la donna sia una costola di Adamo.

Stella Carnevali

Grande è il disagio che sento quando entro in un negozio per bambini, 0-12. Di qua per i maschi, di là per le femmine. E in quest’ultimo spazio è tutto un ridondare oltreché di svariate nuance di rosa, di luccichini, perline, minigonne, calzamaglie con bocche colorate che ammiccano, cappellini con fiocchi translucidi in pendant con sciarpa e guantini. Quest’anno anche gonne di tulle trasparente in stile ballerina, si trovano di colore nero, con corpini che annunciano i seni. Scarpe con similtacco o zeppa, arricchite, manco a dirlo, da decorazioni luminose che attraggono, per forza l’occhio, questo è lo scopo.

Ma un bambino 0-12 lo vestireste così? No? E perché? Che c’è di strano, nell’epoca della parità! Ah, sarebbe ridicolo… mentre la bambina di nove mesi no. Strano

E rifletto. Se vestissi una bambina sempre 0-12 con pantaloni che vanno dal grigio chiaro al blu, con sopra una maglietta a righe, colorata, e una felpa, anche se non ha i colori del rosa. Sarebbe ridicola. No, sarebbe normale.

Ecco qualcosa che non va, deve esserci.

Mi sposto al reparto giocattoli: di qua quello per i maschietti, di là quello per le femminucce. E ricomincia il gioco dei colori, celeste e rosa. Al reparto rosa bambole di infinite dimensioni che indossano abiti, quasi uguali a quelli che indossano le bambine, la moda si sa, va di pari passo. Bambolotti da allattare con tutto il kit dello svezzamento, passeggini in miniatura, culline che dondolano, cucine provviste di tutto, con set completi di vettovaglie varie. Ed altro, ma questo è quello che ridonda.

E rifletto: Se regalassi ad una bambina di tre anni un mitra giocattolo modello kalasnikov, quattro bombe a mano, un cinturone per le munizioni, un similcoltello da tenere tra i denti per farla giocare alla guerra con i suoi amici. Nooo? E perché? Non sono solo giocattoli? E una tuta mimetica con la tenda degli indiani nemici. Ancora Noo? Ma è storia passata!

Immagino quindi che l’inverso, cioè comprare ad un maschietto di tre anni qualche Barbi con il guardaroba completo, la vasca da bagno, il set da parrucchiera, lo smalto per le unghie e tavolette con tutti i colori dell’ombretto, pennellini e creme. Farebbe inorridire? E perché? Non sono erano solo giocattoli?

Che paura si ha? Non si vede per caso se sono maschi o femmine senza ingombrarli con tanti altri vessilli?

Mi dispiace trarre la conclusione che, nonostante si vada su Marte e si viva di più, si continui indifferenti ad allevare i nostri figli, fin dalla nascita, ad essere l’una la gheisha di lui, lui il proprietario di lei e quello che fa la guerra. Semplificando molto per non farla lunga.

E quando da grande a questo sfortunato maschio a cui nessuno ha detto che era tutto un infingimento, che lui non possedeva le bambine agghindate per attrarlo fisicamente, che le bambine hanno un cervello e scelgono da sole. Chi glielo riesce a dire che non è vero? Almeno non del tutto.

E quando sia il maschio che la femmina scoprono di avere tendenze opposte, chi li ripaga delle armature che sono state imposte loro per tanti anni.?

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