Riconoscimento a Di Maolo e Briziarelli per il loro lavoro sul territorio
L’istituto Serafico di Assisi e la Caritas di Perugia-Città della Pieve sono stati al centro di un importante evento di solidarietà, culminato nella premiazione dei rispettivi presidenti, Francesca Di Maolo e don Marco Briziarelli. La cerimonia si è tenuta a Torgano, nell’ambito della manifestazione “Vinarelli”, dove i due responsabili hanno ricevuto un riconoscimento per l’impegno profuso nel campo sociale e assistenziale. A consegnare i premi sono stati il sindaco Eridano Liberti e il presidente della Pro Loco, Fabrizio Burini, alla presenza dell’assessore regionale Fabio Barcaioli.
Francesca Di Maolo, presidente dell’istituto Serafico, ha espresso profonda gratitudine per il premio, sottolineando come esso sia un riconoscimento al lavoro di una comunità intera. “Questo premio coinvolge tutte le persone che lavorano con noi, le famiglie e i ragazzi straordinari che ogni giorno ci insegnano il significato di una vita veramente piena”, ha dichiarato Di Maolo. L’istituto, da lei definito “una casa che abbraccia la vita”, offre un supporto a 360 gradi, dall’assistenza personalizzata all’arte, cultura e sport. L’attività del Serafico, centro sanitario specializzato in disturbi del neurosviluppo e disabilità complesse, si rivolge a 150 bambini e bambine da tutta Italia. Con 85 posti letto residenziali, 36 semiresidenziali e una vasta offerta ambulatoriale, la struttura rappresenta un’eccellenza nel campo dell’assistenza specialistica. La presidente ha inoltre voluto porre l’attenzione su una questione sociale di grande rilevanza, quella dell’infanzia negata, specialmente nei contesti di guerra. Secondo Di Maolo, la società ha perso il senso dell’umanità, soprattutto nel momento in cui ha iniziato a ignorare i diritti dei bambini, anche quelli nati con limitazioni. “Il diritto alla cura, alla riabilitazione, ad essere liberi passa per le persone più fragili attraverso la nostra disponibilità ad accompagnare l’altro”, ha affermato con forza.
Anche don Marco Briziarelli, direttore della Caritas di Perugia-Città della Pieve, ha espresso la sua emozione per il premio ricevuto. Nel corso della serata ha fornito una chiara analisi della crescente povertà in Umbria, evidenziando un mutamento nel profilo delle persone in difficoltà. Il vecchio stereotipo della persona disoccupata non è più l’unico a descrivere la povertà attuale. Oggi, infatti, circa il 20% delle famiglie assistite ha un lavoro a tempo indeterminato, ma uno stipendio che non basta più a garantire una vita dignitosa. I dati forniti da Briziarelli sono emblematici del progressivo peggioramento delle condizioni economiche: se tra il 2019 e il 2020 gli italiani che si rivolgevano alla Caritas erano tra il 5 e il 7 per cento, oggi superano il 25%. Le famiglie assistite sono passate dalle 1.600 del 2019 alle attuali 3.500, un aumento che sottolinea la crescente fragilità del territorio. Per molte di queste famiglie, anche un piccolo imprevisto, come un cambio gomme o un apparecchio dentale per i figli, può trasformarsi nell’inizio di un sovraindebitamento. I numeri dell’impegno di Caritas sono impressionanti: 3.471 famiglie e oltre 12.500 persone assistite, 17.000 ascolti nel 2024, più di 1.300 famiglie che frequentano gli empori, una trentina di persone in accoglienza, 14 ospiti nel dormitorio e oltre 200 pasti caldi distribuiti quotidianamente nelle due mense. La farmacia solidale, inoltre, ha registrato più di mille accessi. “Una situazione oggettivamente importante su un territorio che vive di tanta solidarietà”, ha concluso Briziarelli, mettendo in luce l’impegno capillare dell’organizzazione.
L’evento ha rappresentato un momento di profonda riflessione sulla centralità dell’assistenza e della solidarietà nel tessuto sociale umbro. I riconoscimenti a Di Maolo e Briziarelli non sono stati solo un premio alle singole persone, ma un tributo al lavoro incessante e alla dedizione di due istituzioni che, seppur con ruoli e ambiti specifici, condividono l’obiettivo di sostenere e aiutare le fasce più vulnerabili della popolazione. L’incontro ha offerto anche l’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi cruciali come la disabilità, l’infanzia e le nuove forme di povertà, dimostrando come la collaborazione tra enti e l’impegno della comunità siano fondamentali per affrontare le sfide sociali contemporanee. L’evento “Vinarelli” si conferma, quindi, non solo come un’occasione di festa, ma anche come un palco per celebrare i valori più profondi della convivenza civile e della cooperazione.
L’impegno del Serafico e della Caritas va oltre la semplice assistenza. Si tratta di un’azione a tutto tondo che mira a restituire dignità e speranza a chi si trova in difficoltà. L’istituto Serafico, con la sua specializzazione, offre una risposta concreta e professionale ai bisogni complessi dei bambini e dei giovani adulti con disabilità, fungendo da punto di riferimento non solo per l’Umbria, ma per l’intero territorio nazionale. La presidente Di Maolo ha messo in evidenza come l’istituto sia un luogo dove l’accoglienza e la cura si fondono con la promozione delle potenzialità di ogni singolo individuo, dimostrando che i limiti non definiscono la persona.
Parallelamente, l’azione della Caritas, magistralmente descritta da don Marco Briziarelli, mostra la complessità e la drammaticità delle nuove povertà. La crisi economica non colpisce più solo i disoccupati, ma si insinua in famiglie con reddito fisso, che pur avendo un impiego, non riescono ad affrontare le spese quotidiane o gli imprevisti. I dati forniti dal direttore della Caritas, con il drammatico aumento delle famiglie assistite, sono una testimonianza tangibile di una fragilità sociale che si sta allargando a macchia d’olio.
In un contesto così delicato, la solidarietà emerge come l’unica vera risorsa. E le cifre snocciolate da Briziarelli, dai 300.000 euro di contributi per le bollette ai migliaia di pasti e ascolti forniti, dimostrano che l’Umbria, nonostante le difficoltà, è un territorio che risponde con generosità. La rete di sostegno creata dalla Caritas, fatta di empori, mense, farmacie solidali e centri di accoglienza, è una vera e propria diga contro l’esclusione sociale.
Il premio conferito ai due presidenti, dunque, celebra non solo i loro sforzi personali, ma anche l’importanza del lavoro di squadra e del volontariato, che in Umbria continua a essere un pilastro fondamentale della società civile. L’evento ha ribadito che la cura del prossimo, la difesa dei diritti dei più fragili e la lotta contro la povertà sono obiettivi che richiedono un impegno costante e congiunto da parte di tutti i membri della comunità, dalle istituzioni alle associazioni, fino ai singoli cittadini.

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