A Gualdo Cattaneo no alla cittadinanza onoraria a Liliana Segre

 
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A Gualdo Cattaneo no alla cittadinanza onoraria a Liliana Segre

A Gualdo Cattaneo no alla cittadinanza onoraria a Liliana Segre

dalla Sezione ANPI Bevagna, Gruppo consigliare “Territorio Comune” Comune di Gualdo Cattaneo 
“Liliana Segre non può essere cittadina onoraria di Gualdo Cattaneo perché non ha legami storici con il territorio, non rappresenta il nostro Comune, non ha vissuto qui” lo dice il primo cittadino del Comune di Gualdo Cattaneo in sede di votazione della mozione presentata dal gruppo consiliare di minoranza “Territorio Comune” inserita all’ordine del giorno del consiglio comunale del 16 aprile scorso.

Per dovere di cronaca è doveroso riportare anche le parole illuminanti del consigliere leghista Diego Leonardi: “si tratta di una strumentalizzazione politica”.

Ed è proprio vero che non c’è mai fine al peggio: la lettura e la discussione della mozione è stata accompagnata dalle risate e comportamenti poco istituzionali dei consiglieri di maggioranza.

“Un rifiuto del tutto ingiustificabile, che connota arroganza e che disegna una delle pagine più brutte della politica gualdese” riferiscono i consiglieri di minoranza firmatari della mozione Alice Chinnici, Elisa Benvenuta, Andrea Cimarelli e Manuel Bastianini.  “Purtroppo si  è persa  la grande occasione di prendere ufficialmente le distanze da quello che è stato il periodo più nero della nostra Storia, conferendo un riconoscimento ad  una donna che è sopravvissuta alla Shoah e che porta addosso i segni di quella terribile persecuzione, che è testimone e interprete di valori conquistati con il sangue e che restano intoccabili, come la democrazia e l’opposizione a qualsiasi discriminazione. “

Sono veramente pochi i consigli comunali di tutta la penisola in cui non è stata concessa la cittadinanza onoraria alla Senatrice Segre, la quale, peraltro, proprio il giorno prima del consiglio comunale di Gualdo Cattaneo è stata nominata presidente alla commissione contro l’odio, con voto unanime.

Singolare che l’intervento del primo cittadino di Gualdo Cattaneo sia stato pressoché identico a quello del suo collega del Comune di Adro in Lombardia che ha utilizzato la stessa risibile giustificazione per il diniego.

E’ oltremodo antistorico e del tutto illegittimo dire che il fascismo non ha mai incontrato la storia dei nostri territori: basterebbe conoscere la storia di Dante Bussotti.

Fa sorridere, infine, che la giustificazione del mancato collegamento territoriale venga  proprio da chi non ha un legame storico con  Gualdo Cattaneo.

 

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