🔴 Video – 50mila persone in piazza per difendere la famiglia, Simone Pillon entusiasta

 
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Simone Pillon, se questa non è una legge liberticida, cosa sarebbe?
Simone Pillon

🔴 Video – 50mila persone in piazza per difendere la famiglia, Simone Pillon entusiasta

«Si conclude così questo grandioso Congresso delle Famiglie. Tante emozioni e 50mila persone scese in piazza per difendere principi, valori, radici che hanno fatto la storia e continueranno a farla», lo scrive su Facebook il senatore Simone Pillon, Lega, a conclusione della marcia di coloro che dicono “basta utero in affitto”.



Sulle note di ‘ We are family‘ delle Sister Sledge è andato in scena a Verona il popolo della famiglia, che ha marciato rivendicando “l’ eroismo delle mamme e dei papà” che cambiano pannolini e crescono i figli ogni giorno. Una risposta che non ha replicato i numeri oceanici della contromanifestazione “Transfemminista” di sabato pomeriggio: alla marcia della famiglia hanno partecipato circa 10 mila persone rispetto a 40 mila, numeri che però, secondo, gli organizzatori del Congresso rappresentano in ogni caso un “grande successo”.



Una piazza Bra strapiena di famiglie, abbiamo sfilato in 50.000 persone, e non di tesserati, che sono a venute Verona a spese proprie, spinte dalla voglia di farsi sentire. Ora occorre dare voce alle istanze. È solo l’ inizio di una presenza attiva che si farà sentire”. Lo hanno dichiarato gli organizzatori del congresso mondiale delle famiglie, il presidente Toni Brandi e il vice presidente Jacopo Coghe.



Prima della marcia, sul palco del congresso si sono visti anche segnali di vicinanza tra il coordinamento pro-famiglia e i movimenti della destra americana. Ed Martin, capo dell’ organizzazione fondamentalista “Eagle Forum Education & Legal Defense Fund”, ha esposto un berretto con la scritta “Make Europe Great Again“, che richiama in chiave continentale lo slogan della campagna elettorale di Donald Trump, invitando tra gli applausi a combattere “per la famiglia, la libertà, la patria e per Dio. Il vento del cambiamento è arrivato con Donald Trump, possiamo aiutare l’ Europa contro il secolarismo”. Segnali confermati dagli organizzatori. Per Jacopo Coghe “sicuramente adesso c’ è una fase politica nuova, ma siamo famiglie, non ci interessa fare politica, ci interessa farla nel senso sociale”.



La tre giorni della kermesse più divisiva degli ultimi tempi, che ha visto ieri gli alleati di governo spaccarsi sui temi trattati, il Papa confermare i distinguo della Chiesa sulla “sostanza” e il “metodo” dell’ incontro, e il controverso “gadget” del feto di gomma di dieci settimane, si chiude con i palloncini e le bandiere con i disegni della famiglia tradizionale, rigorosamente composta da mamma e papà. Ma in realtà a tenere banco, dietro la spettacolarità dell’ evento, è l’ attacco alla legge 194 – “dal 1978 a oggi sono stati uccisi 6 milioni di embrioni” ha detto Massimo Gandolfini, leader del Family Day – e alla pratica dell’ utero in affitto “vergognosa, criminale, barbara, tribale”.



E’ da qui che il popolo pro famiglia e pro vita parte per avviare “un’ azione lobbistica, il coordinamento c’ è già, speriamo che vada avanti”, dice il vicepresidente del congresso mondiale delle famiglie, Jacopo Coghe. Dietro ai colori e alle famigliole, per strada sono spuntati come annunciato esponenti di Forza Nuova, che si sono aggregati al Corteo, una dozzina in tutto. Ma la Questura scaligera – che in questo fine settimana ha gestito al meglio l’ ordine pubblico – aveva avvertito il movimento di estrema destra a non esporre segni distintivi, per cui i militanti hanno indossato delle insolite camicie bianche, formando un gruppetto davanti a tre grandi cartelli intitolati “Dio”, “Patria”, “Famiglia”.



Tra gli slogan della marcia, quelli inneggianti alla ‘ Famiglia futuro dell’ Europa’ , della ‘ Libertà per la donna di avere figli’ , ‘ Abbiamo Gesù nel cuore’ . Ma anche le magliette con su stampato ‘ Keep calm and play for family’ , ‘ La famiglia è insostituibile’ .

E’ stato un congresso di un livello culturale impressionante, dispiace solo che i mass media abbiamo parlato di tutto tranne che dei contenuti del congresso”. L’ ha detto il fondatore dei Family Day Massimo Galdolfini dalla testa del corteo delle famiglie che ha chiuso la tre giorni del Wcf. “Guardate questa splendida piazza e questa gente e cercate se c’ e’ un solo cartello contro qualcuno o contro qualcosa – ha continuato – noi siamo per la vita vita, per la famiglia, per il rispetto di tutte le persone ma chiediamo, se davvero questa e’ una civilta’ democratica, anche noi rispetto. Certe offese come dire che “Dio, patria e famiglia e’ un vita di merda” e’ una cosa che offende innanzitutto chi la pronuncia”.

 

 

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