Stanziati 31 milioni per imprese e attrattori
La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato in via definitiva la nuova legge organica dedicata alla cultura e all’impresa creativa, un provvedimento che ridefinisce l’impianto normativo del settore e ne rafforza la funzione strategica per lo sviluppo economico e sociale del territorio.
Il testo nasce da un intervento di riordino complessivo che ha comportato l’abrogazione di precedenti disposizioni, con l’obiettivo di superare la frammentazione normativa e introdurre un modello di programmazione triennale. La pianificazione su base pluriennale punta a garantire stabilità e continuità agli operatori culturali, offrendo un quadro certo di riferimento per progettazione e investimenti.
“Questo non vuole essere un restyling normativo – ha dichiarato il vicepresidente della Regione con delega alla Cultura, Tommaso Bori – ma rappresenta il nuovo respiro di una Regione che non procede a compartimenti stagni, ma inizia a muoversi come un unico ecosistema”. Il vicepresidente ha evidenziato il percorso partecipativo che ha accompagnato la stesura della legge, con incontri sul territorio, tavoli tematici e un momento di confronto inserito nel programma di UmbriaLibri. “Siamo convinti che l’ascolto sia fondamentale per dare gambe alle grandi realtà culturali che operano in Umbria”, ha aggiunto.
Tra gli elementi qualificanti del provvedimento figura la distinzione tra manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale e iniziative emergenti, con l’intento di favorire la crescita delle nuove realtà. La legge si propone inoltre di rafforzare il riconoscimento professionale di chi opera nel comparto e di ampliare l’accesso alla cultura, intervenendo sulle barriere fisiche, economiche e sociali.
L’architettura finanziaria mobilita complessivamente circa 31 milioni di euro attraverso risorse regionali, nazionali ed europee. Il nuovo Fondo regionale per la cultura dispone di 9 milioni di euro già stanziati per il triennio 2026-2028. A questi si aggiungono 5,4 milioni di euro provenienti dal Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale, destinati a bandi per la rigenerazione di attrattori culturali, e ulteriori 10 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione per interventi sui beni culturali. Altri 6 milioni di euro, sempre a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sono destinati al sostegno delle imprese culturali e creative.
La legge introduce anche nuovi strumenti operativi, tra cui l’Osservatorio regionale della cultura e un laboratorio permanente per la regione creativa. Viene riconosciuto il ruolo dei live club come spazi per la musica contemporanea e, per la prima volta, viene attribuita piena dignità artistica alla cosiddetta nona arte, includendo fumetti e manga tra le espressioni culturali sostenute.
Il provvedimento si estende dalla tutela del patrimonio materiale e immateriale al sostegno dell’editoria indipendente, fino agli interventi di rigenerazione urbana, delineando un sistema integrato che mira a coniugare crescita culturale, occupazione qualificata e inclusione sociale.

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