Tpl, per Assessore Melasecche, Filt Cgil e la Faisa Cisal dimostrano una buona dose di ignoranza

Enrico Melasecche replica duramente alla Cgil e alla Cisal su Tpl

Tpl, per Assessore Melasecche, Filt Cgil e la Faisa Cisal dimostrano una buona dose di ignoranza

Dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Enrico Melasecche, riceviamo e pubblichiamo:

“Alla vigilia di Natale vengono diffusi due tipi di comunicati. Quello FIT CISL, UIL Trasporti, UGL TPL, e Orsa che apprezzano i chiarimenti e l’impegno della Regione in merito alla gara in corso di predisposizione per riorganizzare e modernizzare il Trasporto Pubblico Locale dell’Umbria, trasformandolo dalla macchina che ha fin qui prodotto debiti enormi e vicende societarie da romanzo giallo, in un servizio efficiente e moderno, tecnologicamente avanzato. Altri comunicati da parte FILT CGIL e FAISA CISAL su cui la stampa riporta: “resta altissima la tensione sui trasporti, CGIL e CISAL alzano il tiro su Umbria Mobilità” divenuta recentemente l’Agenzia per la Mobilità, cioè il braccio operativo della Regione per gestire i servizi ferroviari e su gomma, come avviene nel resto d’Italia.

Sotto la guida della Regione, con la consulenza dell’advisor, Umbria Mobilità è in fase di indizione della gara, estremamente complessa ed irta di difficoltà, a causa degli interessi connessi e delle procedure molto articolate, il tutto per riorganizzare l’intero sistema del trasporto pubblico in Umbria.

L’aspetto che ha dell’incredibile è che la FILT CGIL e la FAISA CISAL attaccano Umbria Mobilità, per ragioni puramente politiche, proprio oggi quando è in corso una cura da cavallo da parte della Regione, con piena condivisione del suo vertice, per riorganizzare, patrimonializzare e guidare quella società partecipata verso la limpidezza gestionale che non ha mai conosciuto nel corso della sua tormentatissima storia quando nuotava senza molte speranze fra debiti e procedure giudiziarie.

L’intento dei due sindacati negazionisti è così marchiano da rasentare il ridicolo. Vediamo i dettagli:

1)- avanzano dubbi su una vicenda già ampiamente chiarita, quella dell’ATC, l’azienda che gestiva i trasporti in provincia di Terni, posta in liquidazione dopo i disastri prodotti dalla sinistra regionale. Chiedono di nuovo che fine hanno fatto le quote di ATC. Risposta semplicissima: sono state ripartite esattamente fra Provincia di Terni e tutti i Comuni che sono oggi soci diretti di Umbria Mobilità. Tutto chiaro e limpido, basta informarsi e voler capire le risposte che già erano state date;

2)- sollevano polveroni sulla fine che avrebbero fatto i crediti che vantava Umbria Mobilità e i debiti stratosferici che la zavorrano, tutti ereditati dalla passata gestione. Risposta: i debiti li stiamo riducendo gradualmente in base al piano di rientro concordato in una difficilissima trattativa con le banche, i crediti li stiamo man mano riscuotendo. Per i dettagli basta leggere gli atti giudiziari trascorsi e quelli in corso e comunque risposte puntuali verranno date nel corso della conferenza stampa indetta per questa mattina alla presenza dell’amministratore unico dott. Marco Rettighieri;

3)- è veramente inaudito che due sindacati che dovrebbero tutelare gli interessi dei lavoratori e della comunità regionale giochino allo sfascio del tanto peggio tanto meglio, sollevando problemi inesistenti sulla gestione attuale, proprio ora, solo ora, contro chi sta risolvendo i problemi che la loro parte politica ha creato; consigliamo la lettura del giudizio di parifica della Corte dei Conti sul trasporto pubblico regionale e le parole lusinghiere per il risanamento in corso;

4)- costituisce un atteggiamento grave l’attacco di FILT e FAISA ad Umbria Mobilità perché è volto strumentalmente ad impedire la gara in corso; la pretesa che la Regione non debba indirla o, tutt’al più, debba farla vincere a chi già gestisce il TPL con atti d’obbligo da lustri, fuori da ogni regola, è un atteggiamento maramaldesco e disperato a causa del ‘cul de sac’ in cui si sono infilati i due sindacati che hanno perseguito sempre lo scontro e richieste impossibili ed oggi non sanno più come uscirne e ritengono di forzare con scioperi su scioperi una situazione che hanno  voluto pervicacemente;

5)- la mancata partecipazione di FILT CGIL e FAISA CISAL, al tavolo con l’Agenzia e la Regione, richiesto da CISL, UIL, UGL e Orsa, nonostante abbiano ricevuto lettera di conoscenza, nonostante fossero stati invitati, tavolo al quale molti diritti dei lavoratori sono stati salvaguardati, fotografa un atteggiamento continuamente preconcetto, provocatorio, non idoneo a tutelare gli interessi dei lavoratori;

6)- a giustificazione del precedente sciopero gli stessi sindacati hanno criticato la decisione della Agenzia, supportata dalla Regione, di acquistare direttamente i nuovi autobus modernissimi, favorendo un irrobustimento patrimoniale dell’Agenzia stessa e di Umbria Mobilità che ne gestisce le funzioni oltre che favorire il rientro nei confronti delle banche dichiarando che non erano a conoscenza di quel provvedimento nonostante una delibera di giunta precedente ed un comunicato stampa apposito.

Il sindacato è libero di fare e dire ciò che crede per tutelare nel modo che ritiene più opportuno gli interessi dei lavoratori ma dovrebbe avere rispetto per le istituzioni elette dai cittadini, dovrebbe approfondire molto bene la materia particolarmente ostica del TPL, soprattutto prima di insistere nel proclamare alla vigilia di Natale scioperi su scioperi creando per il 9 gennaio, alla riapertura delle scuole, disagio agli studenti e alle loro famiglie e probabili ingorghi al traffico.

Andare contro gli interessi della intera comunità regionale per difendere quelli del proprio attuale datore di lavoro, con tutto il rispetto che merita Busitalia ed il gruppo al quale appartiene, pretendendo dalla Regione ciò che la legge non consente, non appare una prospettiva tale da produrre grandi risultati.

L’invito è quindi quello di riflettere pacatamente sul comportamento da adottare, riprendendo la partecipazione al tavolo di confronto sindacale unitario perché l’Umbria ha bisogno di atteggiamenti positivi e riforme coraggiose e non di atteggiamenti decisamente corporativi di pura conservazione e di negazionismi legati ad un inaccettabile potere di veto sempre più  antidemocratico ed anacronistico”.

Enrico Melasecche (Assessore Infrastrutture e Trasporti Regione Umbria)

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