Una colica renale e di corsa in ospedale, la collega Rosaria Parrilla ringrazia sanità umbra

Una colica renale e di corsa in ospedale, Rosaria Parrilla ringrazia la sanità

di Rosaria Parrilla (nota pubblicata su Facebook il 30 dicembre 2018)
Una colica renale e di corsa in ospedale, la collega Rosaria Parrilla ringrazia sanità umbra
Il 27 mi sono svegliata all’improvviso con fortissimi dolori al fianco sinistro, sudavo freddo, non riuscivo a camminare e a respirare, avevo la nausea. I miei familiari hanno chiamato il 118, arrivato tempestivamente. Una situazione surreale, oltre che dolorosa, che ha riportato inevitabilmente me e la mia famiglia a quel 27 e 28 dicembre di 4 anni fa, quando tutto è cambiato. Così mi sono ritrovata nuovamente al Santa Maria della Misericordia, questa volta non come visitatrice di un familiare, ma come paziente.

Seppure la storia, la patologia e l’epilogo siano ben diversi, anche questa volta, soprattutto questa volta, mi sento in dovere di fare una nota positiva sulla sanità umbra, sulla buona sanità. Al di là delle pecche che ci sono, delle liste d’attesa, posso parlare bene della professionalità, dell’umanità, della disponibilità di tutto il personale medico, infermieristico e degli operatori socio sanitari.

Dal personale del 118: Il dottore mi ha sorpreso per la sua sensibilità, direi unica. In quel trambusto si è preoccupato di mettermi un cappello (erano circa le 5 del mattino e faceva freddo), di prendere le mie ciabatte e una giacca della tuta. Piccole attenzioni che ti fanno capire ancora di più quanto sia importante essere sensibili nei confronti dei pazienti. Lui che mi ha rassicurato sull’eventuale colica renale in atto, che nel consegnarmi all’infermiere del pronto soccorso mi ha fatto l’in bocca al lupo con una dolcezza infinita.

Anche in pronto soccorso sono stata ‘accolta’ bene: l’infermiere molto gentile, la dottoressa altrettanto. Unica nota storta quando, in attesa dell’ecografia, sono stata ‘parcheggiata’ in vari corridoi sulla barella tra dolori atroci e vomito sotto l’effetto dell’antidolorifico. In quel momento, devo essere sincera, ad un certo punto mi sono spazientita, perché capisco tutto, le urgenze (per fortuna era un’alba tranquilla) la carenza di personale soprattutto sotto le feste, ma un paziente non può essere lasciato solo nel suo dolore e nella sua angoscia. Dopo la mia rimostranza, gli infermieri di vari reparti e il personale tecnico hanno preso a cuore la mia persona e hanno cercato di rasserenarmi. L’ecografia ha dato il responso che già sapevamo: colica renale.

Da lì sono ritornata al pronto soccorso, anche in questo caso il medico di turno è stato abbastanza scrupoloso. Mi ha fatto un ulteriore controllo e informata della possibilità di un ricovero per tenermi sotto osservazione. Nel frattempo i dolori avevano ripreso e sono stata trasferita in un ambulatorio, da lì sono stata poi ricoverata nel reparto di urologia dal dottor Emanuele Lepri, che ringrazio per la professionalità, la disponibilità, la pazienza nel rispondere alle mie domande, la scrupolosità nel tenermi sotto osservazione per evitare di sentirmi di nuovo male a casa, dove sarebbe stato difficile gestire i dolori.

Ringrazio gli specializzandi, gli infermieri, gli operatori socio sanitari e il personale addetto alle pulizie del reparto di urologia (una signora di colore in particolare era quella che ci faceva iniziare la nuova giornata con ottimismo con il suo buonumore, il suo sorriso contagioso, il suo “Buongiorno. Posso? Buona giornata”). Ringrazio ognuno di loro, per i piccoli gesti, le attenzioni, le battute, i sorrisi necessari per vivere serenamente la degenza in ospedale. Li ringrazio per la pazienza avuta e la dolcezza quando li chiamavo spesso, anche di notte, perché i dolori non mi davano tregua. Il ricovero non è mai una passeggiata, soprattutto quando di notte senti le lamentele continue di chi sta male davvero e avverti la preoccupazione di chi ti sta intorno.

Ringrazio i miei amici che sono venuti in ospedale, la mia amica Cristiana che è venuta a prendermi per riportarmi a casa e tutti coloro che hanno telefonato, inviato un messaggio, si sono preoccupati per me. Qui in questa foto ci sono i messaggi di ringraziamento di pazienti che sono stati ricoverati nel reparto di urologia. Una dimostrazione tangibile di quanto di positivo c’è nella sanità umbra. Ed io il mio ringraziamento lo voglio esprimere attraverso la mia testimonianza tramite Facebook, uno strumento potente nel divulgare ciò che abbiamo da dire. Il mio augurio per il nuovo anno è che tutti stiano bene. Le parole di questo nuovo anno che sta per arrivare sono #salute e #gratitudine

Eventi in Umbria

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*