Stop assistenza a domicilio, non prorogate le Uca

Umbria maglia nera sui ricoveri, da condannare mancata proroga delle USCA

Stop assistenza a domicilio, non prorogate le Uca

“Dal 1 gennaio il servizio Uca non è più attivo. Ricordo che, come da indicazioni regionali e aziendali, questo servizio sarebbe stato attivo fino al 31 dicembre 2022 e al momento non è stato prorogato. Mi scuso sia per la modalità di comunicazione che per la tempistica”. E’ il contenuto della mail inviata nei giorni scorsi da uno dei responsabili del distretto sanitario del Perugino ai medici di base. La notizia è riportata oggi dal Corriere dell’Umbria in un articolo a firma di Alessandro Antonini. Le Uca sono le unità di continuità assistenziale, uno dei tasselli fondamentali dell’assistenza a domicilio dei casi complessi non ospedalizzati. La Regione attraverso la direzione sanità, dopo aver sostituito le Usca con le Uca lo scorso luglio, ha prorogato il servizio fino alla fine dell’anno e con la delibera del 14 dicembre scorso, in applicazione del decreto ministeriale 77 del 2022, ha stabilito che l’organizzazione del servizio è, terminata l’emergenza, in capo ai singoli distretti sanitari.

Il consigliere regionale Andrea Fora (Patto civico) ha depositato un’interrogazione a risposta scritta sulla mancata riattivazione delle Uca (unità di continuità assistenziale) per l’assistenza a domicilio dei malati di covid19 chiedendo di conoscere “se la Regione, pur essendo formalmente terminata la fase di emergenza nazionale, non intenda procedere direttamente e in via sostitutiva all’organizzazione di questi servizi così importanti visto che le ASL e i distretti si stanno mostrando gravemente carenti nell’organizzazione di tale servizio in favore dei cittadini”. “Nel mese di dicembre 2020 – scrive Fora – la direzione regionale salute e welfare, in applicazione del decreto 77 del 2022, ha stabilito che l’organizzazione del servizio delle UCA per il covid, che hanno sostituito le precedenti USCA per la gestione a domicilio dei casi complessi non ospedalizzabili, sia in capo ai singoli distretti sanitari. Le UCA sono state attive fino al 31 dicembre scorso. Nella stessa determina del dicembre scorso, la Regione avrebbe indicato delle linee guida per le ASL e i distretti sanitari per provvedere a definire accordi con la medicina territoriale e i sindacati per prevedere anche assunzioni temporanee in attesa del riparto dei fondi sanitari del 2022. L’attivazione delle UCA e dei medici vaccinatori, anche loro in scadenza e non ovunque riassunti, si sta realizzando a macchia di leopardo nella nostra regione, con grave disagio e pericolo per la salute dei cittadini”.

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