Medici specializzandi proclamano lo sciopero, Ateneo sordo

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Da A.S.U.P. (Associazione Specializzandi Università di Perugia)
Medici specializzandi proclamano lo sciopero, Ateneo sordo Nella seduta del 18 luglio 2018 l’Università degli Studi di Perugia ha approvato in Consiglio di Amministrazione il nuovo regolamento in materia di contribuzione studentesca che riguarda anche i medici specializzandi: la giusta introduzione di più fasce contributive e della possibilità di presentare l’attestazione ISEE è stata trasformata dall’amministrazione universitaria nell’occasione di aumentare fino al 50% le tasse d’iscrizione alle scuole di specializzazione solo per i laureati in medicina e chirurgia.

Questa modifica vorrebbe essere presentata come un adeguamento alla legge n. 232/2016 che richiama al contrario i criteri di “equità, gradualità e progressività” alla base della contribuzione anche dei medici in formazione specialistica. Invece l’ateneo impone ai giovani medici un cospicuo aumento dei contributi annui, fino a 3.016 €, con un’ultima soglia ISEE differente sia dagli altri studenti che dai colleghi degli altri corsi di laurea iscritti alle stesse scuole di specializzazione (farmacisti, biologi, veterinari, etc.). Inoltre l’Università degli Studi di Perugia non ha rispettato la previsione di legge (Student’s act) di introdurre una no tax areae una low tax areaper i redditi più bassi.

In concomitanza della riunione del CDA i medici specializzandi hanno manifestato sotto il Rettorato per chiedere la rimodulazione della tassazione equiparata a quella di tutti gli studenti con un massimale non superiore all’attuale (2.000 euro per la sola iscrizione annua), la distribuzione di una parte delle entrate alle scuole di specializzazione per garantire la formazione dei futuri specialisti e la trasparenza nella redistribuzione delle entrate.

Una delegazione di giovani medici in formazione è stata ricevuta dal Consiglio di Amministrazione e ha portato avanti le rivendicazioni anche in quella sede. Nonostante ciò e malgrado il regolamento fosse già stato bocciato dal Consiglio degli Studenti, in sede di CDA è stato comunque approvato con il solo parere contrario dei rappresentanti degli studenti.

In sostanza l’Università ha approfittato della doverosa modifica al regolamento per aumentare ancora una volta i propri incassi: questo rappresenta un ulteriore sfregio nei confronti della classe dei medici in formazione specialistica, già utilizzata in passato come facile risorsa a cui attingere nei momenti di difficoltà. Il tutto nonostante gli specializzandi, per la loro duplice natura di studenti e medici, vengano già impiegati con la giustificazione della necessaria attività formativa per colmare quei vuoti dell’attività assistenziale che non riescono ad essere risolti dal Servizio Sanitario Nazionale.

L’aumento della contribuzione appare ancora più illegittimo a fronte della mancata trasparenza sulla redistribuzione delle risorse ricavate e sugli investimenti nella formazione dei medici specializzandi, considerato che le scuole di specializzazione deputate a questa attività non ne percepiscono alcuna risorsa. Ciò impatta sulla possibilità di formazione stessa, in quanto attività diverse da quella di ausilio all’assistenza ospedaliera spesso devono essere finanziate autonomamente.

Ci troviamo quindi costretti nostro malgrado a perseguire le nostre istanze proclamando una sospensione dall’attività formativa come strumento di rivendicazione delle nostre richieste. I camici bianchi incroceranno le braccia a partire dalle ore 10:00 di martedì prossimo 24 luglio e si ritroveranno all’ingresso principale dell’Ospedale di Perugia per distribuire volantini informativi a tutti gli interessati.


LA REPLICA DELL’ATENEO:  In relazione alla notizia della proclamazione di uno sciopero da parte degli studenti delle Scuole di Specializzazione di Area Medica, l’Università non può che ribadire il carattere non veritiero delle dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti dell’Associazione Specializzandi Università di Perugia (ASUP). In particolare, è destituita di ogni fondamento l’affermazione che le nuove regole di contribuzione studentesca abbiano finalità di “fare cassa”. Al contrario, la differenziazione del contributo sulla base di fasce di reddito, rimanendo invariato il gettito complessivo stimato, va nella direzione evidente del sostegno alle fasce economiche più deboli, secondo elementari ma fondamentali principi di equità, ai quali, peraltro, questa Amministrazione si è sempre attenuta.

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