Farmacia territoriale e studenti insieme per la cronicità
All’Università degli Studi di Perugia si è svolto un incontro istituzionale che ha messo al centro il paziente cronico e la capacità del sistema sanitario territoriale di seguirlo nel tempo attraverso il ruolo strategico del farmacista. Gli studenti del Corso di Laurea in Farmacia hanno dialogato con rappresentanti dell’Ordine professionale, del mondo associativo e dell’accademia, in una riflessione a più voci su come trasformare la farmacia in un presidio di prossimità capace di dare continuità alle cure e risposte concrete alla fragilità.
All’iniziativa sono intervenuti il Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Perugia, Filiberto Orlacchio, la presidente di Federfarma Perugia Silvia Pagliacci e la professoressa Francesca Fallarino, ordinario di Farmacologia dell’Ateneo, che hanno intrecciato esperienze professionali, responsabilità istituzionali e prospettive formative. Il confronto ha messo in luce le responsabilità pubbliche e sociali della professione, chiamata oggi a coniugare competenza scientifica, capacità relazionale e presenza costante sul territorio.
Al centro del dibattito è stato posto il vissuto quotidiano del paziente con patologia cronica, spesso costretto a gestire terapie complesse, controlli ripetuti, passaggi fra servizi diversi e il timore di vedere frammentato il proprio percorso assistenziale. È emerso quanto sia forte, in questi percorsi, il bisogno di sentirsi davvero accompagnati: qualcuno che ascolti, aiuti a interpretare le prescrizioni, intercetti precocemente dubbi e difficoltà, eviti che la persona si perda nella burocrazia o rinunci alle cure.
In questo scenario, il farmacista territoriale è stato descritto come perno della Sanità di prossimità delineata dal DM 77/2022, capace di offrire un punto di riferimento accessibile, riconoscibile e continuativo, spesso il più vicino alla vita di tutti i giorni del paziente. La farmacia, grazie alla sua presenza capillare, viene così letta non solo come luogo di dispensazione del farmaco, ma come spazio in cui orientare i cittadini, sostenere l’aderenza terapeutica, cogliere segnali di fragilità e favorire un collegamento stabile con il resto della rete assistenziale.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato come le misure previste dal DDL Semplificazioni 2025 stiano ampliando i servizi erogabili in farmacia, semplificando l’accesso a prestazioni sanitarie e rafforzando il ruolo del farmacista nella gestione quotidiana della cronicità. In questa cornice, la figura del farmacista viene riconosciuta come alleato del paziente cronico nel ridurre disagi, incertezze e accessi impropri alle strutture ospedaliere, contribuendo allo stesso tempo alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Le testimonianze dei relatori hanno sottolineato che per il paziente cronico la vera fragilità non coincide soltanto con la diagnosi, ma con il rischio di sentirsi solo di fronte a un sistema complesso, fatto di linguaggi tecnici e procedure non sempre comprensibili. La farmacia di comunità è stata descritta come presidio affidabile e familiare, dove la relazione professionale, costruita nel tempo, può diventare uno strumento potente per rassicurare, accompagnare e rafforzare il legame tra cittadino e istituzioni sanitarie.
Gli studenti di Farmacia sono stati invitati a guardare alla professione come a un servizio pubblico essenziale, nel quale la competenza farmaceutica si intreccia con l’ascolto e con la responsabilità di prendersi cura della persona oltre la prescrizione. L’incontro ha rappresentato per le nuove generazioni un’occasione per misurarsi con scenari reali, in cui la gestione della cronicità richiede continuità, chiarezza comunicativa e capacità di fare rete con medici di medicina generale, specialisti e servizi sociali.
Un’attenzione particolare è stata dedicata alla aderenza terapeutica, indicata come nodo decisivo per la qualità di vita del paziente e per l’efficacia complessiva dei percorsi di cura. Il farmacista è stato descritto come professionista in grado di monitorare nel tempo l’uso dei farmaci, intercettare eventuali difficoltà, fornire spiegazioni comprensibili e collaborare con gli altri attori della filiera sanitaria per correggere tempestivamente eventuali criticità.
Dal confronto è emersa la necessità di consolidare modelli organizzativi che rendano strutturale il contributo della farmacia ai percorsi di presa in carico della cronicità, sfruttando appieno le opportunità regolatorie e tecnologiche disponibili. Telemedicina, servizi di prevenzione, monitoraggi e nuovi strumenti digitali sono stati richiamati come ambiti nei quali il farmacista può agire da facilitatore, mantenendo sempre centrale la relazione con la persona.
L’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Perugia ha ribadito il proprio impegno nel promuovere una sanità territoriale realmente centrata sul paziente cronico, lavorando affinché farmacia e farmacista vengano riconosciuti come presidi indispensabili per la continuità assistenziale e la tutela del diritto alla salute. In questo lavoro rientrano sia le iniziative formative rivolte ai professionisti, sia le occasioni di confronto con gli studenti, considerate fondamentali per trasmettere una cultura della cura che tenga insieme rigore scientifico, responsabilità sociale e prossimità.

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