Progetto a rischio, fondi PNRR in bilico per ritardi inaccettabili
L’Associazione Perugia per la Sanità Pubblica lancia un allarme grave sulla Casa della Comunità di Monteluce, opera cruciale per la riorganizzazione sanitaria del capoluogo umbro. La USL Umbria 1 ha diffidato l’impresa appaltatrice a causa di significativi ritardi, minacciando la risoluzione del contratto se non ci saranno risposte entro fine mese. Tale eventualità potrebbe compromettere la realizzazione del progetto, che rischia di perdere i sei milioni di euro di finanziamento dal PNRR.
Le preoccupazioni sul progetto, la cui sede è stata identificata solo nella primavera 2024 a Monteluce dopo un lungo iter, erano già palpabili tra i cittadini. L’immobile è stato acquisito nell’autunno dello stesso anno e i lavori, affidati il 25 febbraio 2025 con termine previsto in 360 giorni, non sono ancora partiti per “motivi organizzativi dell’impresa”. Con la scadenza a febbraio 2026, il rischio di mancato rispetto dei tempi è concreto, con conseguente perdita dei fondi PNRR.
La Casa della Comunità di Monteluce è l’unica prevista per Perugia e dovrebbe ospitare i servizi territoriali di via XIV Settembre, attualmente dispersi. L’associazione, pur consapevole che ritardi e scelte derivano dalla precedente giunta regionale, esorta Regione Umbria e USL Umbria 1 a intervenire con decisione. Si chiede di superare l’attuale stallo, garantire massima trasparenza ai cittadini sullo stato di avanzamento dei lavori e, nell’attesa di una sede definitiva, sviluppare i servizi essenziali. Tra questi, il Punto Unico d’Accesso, l’ambulatorio vaccinale, il consultorio, i servizi infermieristici territoriali e domiciliari, la presa in carico dei pazienti cronici e fragili, e il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale in progetti di medicina d’iniziativa e prevenzione.
La Casa della Comunità, sottolinea l’associazione, non è solo una struttura fisica, ma un modello innovativo per l’assistenza sanitaria. Promuove l’accoglienza e l’ascolto, l’infermiere di comunità, percorsi diagnostici e riabilitativi condivisi, e il dialogo con le istanze sociali, per rispondere ai bisogni reali della popolazione.

Commenta per primo